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Commenti Blog

  1. L'avatar di Jerome
  2. L'avatar di carapintadas
    che belle parole Ada...aprono il cuore e mi fanno ringraziare Ns Signore per il dono di avere ancora entrambi i genitori...acciaccatissimi dall'età avanzata...ma li che mi permettono di aprire quella porta e dire..mamma e papà.
  3. L'avatar di Ada De Santis
    Io non sono del tutto d'accordo con questa analisi, ma ho trovato interessante certi punti.
    Aggiornato il 12-06-12 alle 08:35 da Ada De Santis
  4. L'avatar di Ada De Santis
    SECONDA PARTE MA L?ITALIA E' VEREAMENTE UN BEL PAESE?
    Dal comico al tragico Di cose ne sono successe davvero e tutte concentrate nella seconda metà dell’anno: 25 luglio, 8 settembre, Caporetto, la linea del Piave. Non è una rievocazione storica è la memoria a breve, la storia istantanea annunciata da continui vaticinii. A stento ora ricordiamo lo spettacolo di manipolazione mediatica che ci ha rassicurato, impigriti, resi complici delle menzogne. Chi se ne ricorda più? “Il nostro Paese ha un sistema politico solido. Abbiamo fondamentali economici solidi. Le nostre banche sono liquide, solvibili e hanno superato agevolmente gli stress test europei, abbiamo anche registrato segnali significativi di ripresa. Non è venuta meno, quindi, la voglia di fare impresa, la voglia di investire e di superare le criticità che permangono nel nostro Paese”. “Abbiamo realizzato una vera e propria missione impossibile: abbiamo affrontato la crisi senza mettere mai, dico mai, le mani nelle tasche degli italiani”, “Siamo usciti dalla crisi meglio degli altri”, “I leader dei paesi europei mi chiedono consigli”. E in Italia non vi è povertà. Vi ricordate? Forse ci abbiamo anche creduto e nel giro di poche, minuscole e veloci settimane siamo passati dal comico al tragico. Alla fine il governo Berlusconi è caduto, la compagine di governo si è sciolta, la crisi ha preso il centro della scena e l’Italia si nutre della sua stessa crisi: lo spread, la crisi, la manovra hanno preso il posto del calcio e del pettegolezzo su Berlusconi. Un nuovo spettacolo che non ha nulla di rassicurante. Grazie alla nuova deriva mediatica i dati sono sotto gli occhi e nella pelle di tutti. Siamo ai margini del baratro, il default alle porte, la patria è in pericolo e senza l’intervento straordinario della manovra Monti, si dice, lo Stato non avrebbe pagato neppure gli stipendi di dicembre/gennaio. Ci occorrono 600 miliardi pronta cassa dal FMI o da qualche altro benefattore. Siamo al limite della Grecia, peggio delle Spagna. “Lacrime e sangue”. La scena è cambiata … Poco a poco, con misto di pudore, imbarazzo e paterni rimbrotti, i dati vengono fuori e sono quelli che sapevamo, lo sapevamo tutti. Tacerli però non è più atto patriottico contro lo spirito disfattista e sabotatore di un popolo che si porta sfiga da sé. Al contrario è quasi divenuta una missione civile, un atto eroico di “responsabilità”. La scena è cambiata, il canovaccio nuovo. La voragine del debito pubblico, accresciuto di 500 miliardi in 17 anni dalla sconsiderata gestione di una classe dirigente dedita alla predazione, ci minaccia e già decide del nostro destino, traccia il cammino del futuro a breve e annuncia un 2012 da fine del mondo. Già c’è la corsa alle scialuppe di salvataggio e, nel naufragio, si sa, ha più possibilità di salvezza chi viaggia in prima classe. Ed è questa evidenza che annuncia un nuovo anno non meno terribile. Oltre alla retorica mediatica si profila un mare tempestoso da navigare con le nostre sole forze, senza dissimulazioni e nascondimenti. “Il debito” ha chiarito il Primo ministro “lo abbiamo fatto noi e a noi compete di pagarlo”. E ancora: “la debolezza della nostra economia precede l'avvio della crisi”. [dal discorso programmatico del Governo Monti] “La crisi che stiamo vivendo è internazionale. Ma l'Italia ne ha risentito in maniera particolare. Secondo la Commissione europea, al termine del prossimo anno il prodotto interno lordo dell'Italia sarebbe ancora quattro punti e mezzo al di sotto del livello raggiunto prima della crisi. Per la stessa data, l'area dell'euro nel suo complesso avrebbe invece recuperato la perdita di prodotto dovuta alla crisi. Francia e Germania raggiungerebbero il traguardo di riportarsi al livello precrisi nell'anno in corso. La debolezza della nostra economia precede l'avvio della crisi. Per riacquistare fiducia nel futuro dobbiamo avere fiducia nelle istituzioni che caratterizzano uno Stato di diritto, quindi si procederà alla lotta all'evasione fiscale e all'illegalità”. Sono verità rivelate da almeno cinquant’anni, ma Piero Calamandrei ne parlava dal 1953. Ma questo è un paese normale? … “emergenza”! Emergenza! Si impongono misure straordinarie: rigore, equità, crescita. È un’alluvione, una frana, un mare di fango e di … Manco solo Bertolaso e la Protezione civile e dal tragico si passa al comico. Ma, diciamolo con chiarezza, i conti non tornano. Con il debito e senza crescita il Paese non marcia: i finanziamenti necessari all’Italia a breve (nei prossimi 12 mesi) per rinnovare il debito sono di 400 miliardi, riportare il debito al 90% del PIL significherebbe raccogliere altre risorse per 5/600 miliardi (in dieci anni 50/60 miliardi all’anno) ai quali si aggiunge il peso degli interessi. Sono conti in grosso che si fanno al bar e nei salotti buoni e cattivi, ma li fanno tutti anche le agenzie di rating, gli economisti più illustri, gli investitori acquirenti di titoli pubblici. Per reggere occorre una crescita del 5/6 % del Pil: per il 2012 è prevista recessione, paralisi, arretramento. Siamo ormai nella “spirale della crisi”. Il dibattito sui provvedimenti “eccezionali” (la retorica non manca mai) infuria e diviene ragione di socialità, ma la domanda è: a che serve la manovra? Questa manovra? 1. a pagare il biglietto del Presidente del consiglio da Roma a Bruxelles per sedersi al tavolo dei “grandi”, recuperare un minimo di credibilità, farsi ricevere e … “speriamo che io me la cavo”. 2. per anticipare la manovra dei prossimi mesi, poi un’altra e un’altra ancora. Questo è solo l’aperitivo e lo sappiamo tutti, ne parliamo tutti. Il governo Monti è il 130° governo dall’unità d’Italia (150 anni), il 64° dell’era repubblicana (63 anni) e la sua speranza di vita media e di poco più di un anno e forse questa manovra è il primo e l’ultimo atto della nuova compagine (anche qui si scommette nei bar). Si poteva fare di meglio e di più? Quel che ci aspetta, e lo sappiamo tutti, è il “2012”. Bentornati in Italia! Dal tragico al comico Non vi è dubbio, la vis comica è la forza trainante dell’epopea nazionale. Ed è in forza del riso che la cultura popolare lenisce le sue pene, vince ogni disperazione latente. Quando la realtà supera la fantasia il paradosso diviene struttura e ragione del racconto e il racconto fa ridere. Lo sapevate? “Gli italiani i più ricchi tra i Paese del G7”. La ricchezza delle famiglie italiane, nel confronto internazionale supera quella delle famiglie di USA, Canada, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito. Il Rapporto della Banca d’Italia sula ricchezza delle famiglie italiane (al 2010) lo svela e questa forse è davvero una rivelazione, forse non lo sapevamo. Le casse del Paese sono vuote, ma quelle degli italiani rigurgitano. Immobili, terreni, Bot, azioni, soldi in banca e nel materasso, emerso e sommerso, danaro sporco e pulito fanno un capitale procapite di 142 mila euro per ciascun cittadino, neonati e pensionati compresi. Dov’è il problema e di cosa stiamo parlando? A che serva ormai la manovra? Che ognuno pagasse il suo debito procapite che è di soli 31 mila euro, pensionati e neonati compresi. Poi si riparte. Un nuovo Rinascimento. Creatività, eccellenza, furbizia, capacità di intraprendere, lavoro, lavoro, lavoro (che del resto non è mai mancato) ci sappiamo fare. C’è da stare tranquilli e riderci su. E c’è da ridere anche sul fatto che, al di là del metodo di rappresentazione statistico, la distribuzione di questa ricchezza è concentrata per il 47,7 nella mani del 10% delle famiglie “più benestanti”, il resto se lo dividono il 90% di “meno benestanti”. Della soglia della povertà assoluta e relativa non mette neppure conto di parlare, si possono consolare cantando, ci penserà la Caritas. In conclusione e in attesa di nuove rivelazioni, lo scenario offerto da inchieste, rapporti, banche dati, analisi, qui richiamate e accolte in premessa, si riassume con immediatezza ed efficacia nella testimonianza resa da Benigni nel video che abbiamo scelto per cominciare. E forse, a questo punto, è anche piacevole risentirla. Bentornati in Italia! Bentornati in Italia! Quando il futuro scompare dall’orizzonte di medio, lungo termine e scorre giorno dopo giorno, il passato prende il sopravvento e diviene presente, identità certa, tecnica di sopravvivenza. Per questo in qualche modo ce la caveremo come ce la siamo cavata in passato. A passi di gambero si ritorna alla tana: la famiglia, il paese, i ristretti confini, il piccolo che è bello, i protettori che fanno e disfano le regole per garantire la quiete, evitare il peggio. Consociativismo, trasformismo, immobilismo. I giovani senza futuro ripiegano verso il passato dei vecchi. È l’arte di arrangiarci che ci ha salvato e forse ci salverà sottraendoci alla sfide vere che appartengono solo al futuro. Il localismo, la struttura familiare e quasi "clanica" della nostra società, il bricolage della vita ricca o stentata che sia, sono limiti rassicuranti, i confini interposti alla costruzione di una società aperta, equa, fondata sul merito. Ostacoli a ogni tentativo di liberalizzare. Ma forse va bene così. Roberto Moro dicembre 2011 Fonte: Storia & Storici Ma l’Italia è davvero un Belpaese?[/IMG]
    Aggiornato il 11-06-12 alle 11:27 da Ada De Santis
  5. L'avatar di Ada De Santis


    Questo succede nell.e scuole
    Aggiornato il 09-06-12 alle 12:30 da Ada De Santis
  6. L'avatar di Ada De Santis
    Steppen, per te allora le cose che accadono , sono solo delle montatuRe, sai che adesso l bullismo imperversa anche fra le donne? Un'invenzione? ....................................
    Aggiornato il 09-06-12 alle 14:25 da Ada De Santis
  7. L'avatar di Steppenwolf
    [QUOTE=Rollingstones;bt1576]Ciao . Pensate che mi figlia più piccola oggi finisce le scuole elementari e mi ha candidamente detto : papà io ho paura di andare alle scuole medie perchè mi hanno detto che ci sono i bulli......
    Capito ?

    Kauros, parecchi ma quanti ?
    Se vuoi rispondimi in pvt.[/QUOTE ]

    Un problema causato dai mercanti di paura,dagli interventisti di stato e creatori di emergenze di professione che non da effettivo bullismo.
    Aggiornato il 09-06-12 alle 09:35 da Steppenwolf
  8. L'avatar di Steppenwolf
    Adesso tutti sempre contro i bulli.
    Ma anch'essi hanno un cuore ed una ragione di esistere nel capolavoro di eternita' disegnato dal Buddha.
    Certe persone, certe categorie,certi elementi vanno naturalmente ed eticamente bullati,anche per fare capire a tutti che loro sono strani.
    Aggiornato il 09-06-12 alle 09:22 da Steppenwolf
  9. L'avatar di Rollingstones
    Chiedo scusa, ho sbagliato a digitare il nick...kauros=kouros
    ...si parlava di anni.....:sofico:
  10. L'avatar di Rollingstones
    Ciao . Pensate che mi figlia più piccola oggi finisce le scuole elementari e mi ha candidamente detto : papà io ho paura di andare alle scuole medie perchè mi hanno detto che ci sono i bulli......
    Capito ?

    Kauros, parecchi ma quanti ?
    Se vuoi rispondimi in pvt.
  11. L'avatar di Ada De Santis
    Caro Kouros, dunque non abbiamo scoperto niente, il fatto che i giornali oggi ne parlano, forse prima non eravamo sommersi dalla stampa., dalla televisione, dai filmini fatti con i cellulari, che mettono in risalto , la violenza nelle scuole, insomma oggi c'è una bella e folta propaganda. Secondo me la situazione preesistente è peggiorata di molto, sai se non ci metti rimedio niente mgliora anzi!
    Ciao iaociao:
    Aggiornato il 08-06-12 alle 13:02 da Ada De Santis
  12. L'avatar di kouros
    Cara Ada,questo sembrerebbe un fenomeno dei nostri tempi,ma non è cosi' credimi!Lo dissi gia' alcuni anni fa' quando questo topic scandalizzava e faceva clamore come fosse stata una amara novità dei giorni nostri.Io che di anni ne ho parecchi,posso dire che,"ai miei tempi sic" quando il sottoscritto frequentava le elementari,tra noi maschi ci si suddivideva tra "bande" rivali ed il piu' forte fisicamente dettava legge ed imponeva "regole"!Si arrivava anche agli scontri fisici,a volte anche cruenti,nei giardinetti vicino alla scuola.Quindi oggi lo scoprire,o meglio riscoprire, il bullismo,permettimi,ma mi pare un po',davvero,come scoprire l'acqua calda.Ciao!
  13. L'avatar di Ada De Santis
    Hai ragione Anton. .....
  14. L'avatar di anton
    in pratica è ciò che ci hanno sempre fatto i nostri governanti... considerato che nonostante le chiacchere abbiamo solo il diritto di essere disoccupati...
    e la fornero
    insiste per aumentarne il numero...
  15. L'avatar di Ada De Santis
    Ho trovato un articolo migliore, che spiega meglio che cos'è la CAZZIMMA!!
    Aggiornato il 03-06-12 alle 19:33 da Ada De Santis
  16. L'avatar di Ada De Santis
    La cazzimma e' il cercare di prevalicare a tutti i costi sugli altri anche danneggiandoli. Quindi "tene 'a cazzimma" quella persona che alla malignita' aggiunge la cattiveria ed il gusto di farla......................................io ne conosco tanti, ma c'è un modo per difendersi. .............................
    Tu l'hai fatta tropo faclile.


    La CAZZIMMA è anche L'invidia. è voler essere superiori agli altri, è una malattia, a me fanno pena.
    Aggiornato il 03-06-12 alle 19:08 da Ada De Santis
  17. L'avatar di Jared
    E che re a cazzimm?? Nun tu vogl ricr, chest è a cazzimm.

    Traduzione: cos'è la cazzimma? Non te lo dico, questa è la cazzimma.
  18. L'avatar di Ada De Santis
    Io l'ho scoperta da poco.... ma non è solo napoletana, direi che è universale .....................hebravo:
  19. L'avatar di Ada De Santis
    Grazie a te. sono commossa, non so che dire, Un bacio anche a te. Grazie per le belle , stupende parole. NO non dobbiamo dimenticare MAI !!
    Aggiornato il 27-05-12 alle 20:11 da Ada De Santis
  20. L'avatar di Rollingstones
    Un'abbraccio, una preghiera per chi non c'è più, strappato all'amore dei suoi cari da una mano feroce, e per chi piange e soffre dell'assenza di chi amava. Non ci sono altre parole. Grazie del tuo coraggio per averlo scritto. Grazie davvero. Per non dimenticare chi diede la vita. Affinchè non si perdano il ricordo e la memoria. Un bacio.
    Aggiornato il 27-05-12 alle 14:38 da Rollingstones
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