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  1. #21
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    Predefinito Re: Letture gustose: quando il cibo incontra la letteratura

    Citazione Originariamente Scritto da Blue Visualizza Messaggio
    In effetti, in questo romanzo le citazioni culinarie abbondano... tanto da poterci costruire un vero e proprio menu completo! Io ne ho costruito uno così (cito da "Il giardino dell'Eden" di Hemingway):

    COLAZIONE
    Quella mattina c'erano brioches e marmellata di lamponi e le uova erano à la coque e c'era un bel pezzo di burro che si squagliò quando le girarono nei portauova e le salarono appena e ci macinarono sopra del pepe.

    SPUNTINO DI META' MATTINA
    Madame prese un cucchiaino di caviale e lo mise su una fetta di pane tostato avanzata dalla colazione e si versò un bicchiere di rosé.

    PRANZO
    Avevano fame all’ora di pranzo e la bottiglia di vino bianco era fresca e lo bevvero mentre mangiavano la rémoulade di sedano e le piccole radici e i funghi sottaceto nel grosso vaso di vetro. Il branzino fu fatto ai ferri e le striature della griglia risaltavano sulla pelle argentea e il burro si fondeva sul piatto caldo.

    SPUNTINO POMERIDIANO
    Il gazpacho arrivò in una grande scodella con ghiaccio che galleggiava con le fette di cetriolo croccante, pomodoro, pane all'aglio, peperoni verdi e rossi, e il liquido pepato con grani grossi che sapeva leggermente di olio e aceto.

    CENA
    Il cameriere portò due bicchieri di manzanilla proveniente dalla pianura presso Cadice chiamata Marismas con fette sottili di jamon serrano, un duro prosciutto affumicato di maiali nutriti a ghiande, e salchichòn rosso vivo, piccante, un’altra salsiccia ancora più piccante proveniente da una città chiamata Vich e acciughe e olive all’alio.
    L'approccio gastronomico potrebbe renderlo digeribile, proverò a leggerlo in questa nuova ottica...

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  2. #22
    il pleure dans mon coeur
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    Predefinito Re: Letture gustose: quando il cibo incontra la letteratura

    credo che in tutti i libri di Hemingway (mio primo amore amatissimo!) ci sia sempre un riferimento a cibo e bevande
    questo è tratto da "Addio alle armi"

    (...)
    Dopo mangiato ci sentivamo bene, e poi eravamo molto felici e presto la stanza ci parve la nostra casa.
    La mia stanza all'ospedale era stata la nostra casa e anche questa stanza era la nostra casa allo stesso modo.
    Catherine tenne la mia giubba sulle spalle mentre mangiavamo. Avevamo una gran fame e il pranzo era buono e
    bevemmo una bottiglia di Capri e una bottiglia di St Estephe. Lo bevvi quasi tutto io, ma anche Catherine ne bevve
    un po' e la fece sentire così bene. Per cena mangiammo la beccaccia con soufflé di patate e purè di castagne e insalata
    e uno zabaglione per dessert.
    "E' una bella stanza" disse Catherine. "E' una stanza carina. Avremmo dovuto star qui tutto il
    tempo che siamo stati a Milano."

  3. #23
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    Predefinito Re: Letture gustose: quando il cibo incontra la letteratura

    ma il cetriolo "croccante" ... mah.
    e lo jamon serrano ... affumicato? maiali nutriti a ghiande? probabilmente il buon vecchio Ernest era già ubriaco fradicio prima di cena.

  4. #24
    Color d'oriental zaffiro
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    Predefinito Re: Letture gustose: quando il cibo incontra la letteratura

    Citazione Originariamente Scritto da standing bull Visualizza Messaggio
    ma il cetriolo "croccante" ... mah.
    e lo jamon serrano ... affumicato? maiali nutriti a ghiande? probabilmente il buon vecchio Ernest era già ubriaco fradicio prima di cena.
    Ma... ma... come osi!
    I cetrioli, se non sono croccanti (ma, al contrario, sono mollicci e flosci sotto i denti) risultano vecchi e immangiabili.
    Lo jamon serrano c'è anche nella variante affumicata, certo... ancor meglio se i maiali sono stati nutriti a ghiande, di cui sono ghiotti: la carne risulta assai più saporita.

  5. #25
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    Predefinito Re: Letture gustose: quando il cibo incontra la letteratura

    Citazione Originariamente Scritto da Blue Visualizza Messaggio
    Ma... ma... come osi!
    I cetrioli, se non sono croccanti (ma, al contrario, sono mollicci e flosci sotto i denti) risultano vecchi e immangiabili.
    Lo jamon serrano c'è anche nella variante affumicata, certo... ancor meglio se i maiali sono stati nutriti a ghiande, di cui sono ghiotti: la carne risulta assai più saporita.
    ma i maiali nutriti a ghiande sono quelli dello jamon iberico, non del serrano.
    e i cetrioli sono sodi, non croccanti.
    uff!

  6. #26
    Color d'oriental zaffiro
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    Predefinito Re: Letture gustose: quando il cibo incontra la letteratura

    Citazione Originariamente Scritto da standing bull Visualizza Messaggio
    ma i maiali nutriti a ghiande sono quelli dello jamon iberico, non del serrano.
    e i cetrioli sono sodi, non croccanti.
    uff!
    Ti credo sulla parola: le mie competenze sul prosciutto spagnolo non arrivano così lontano!
    Il prosciutto affumicato, comunque, non è appannaggio della sola cucina spagnola... come dimostra questo brano tratto da "I Buddenbrook":


    Tutti i miei complimenti, ripeto, Buddenbrook!» la voce poderosa del signor Köppen soverchiò la conversazione generale, quando la cameriera con le nude braccia rosse, il pesante abito a righe, la cuffietta bianca sulla nuca, aiutata dalla signora Jungmann e dalla cameriera della moglie del console, ebbe servito la bollente zuppa di erbaggi con il pane abbrustolito e cautamente si cominciarono a usare i cucchiai. […] I piatti furono cambiati di nuovo. Comparve un enorme prosciutto dalla crosta impanata, rosso mattone, affumicato e cotto, con salsa di scalogno bruna e aspretta e con una tale quantità di legumi che da un solo piatto tutti si sarebbero potuti saziare. Lebrecht Kröger si assunse la funzione dello scalco. I gomiti leggermente rialzati, i lunghi indici distesi sul dorso del coltello e della forchetta, tagliò con precauzione le fette sugose. Fu servito anche il capolavoro della moglie del console, la “terrina russa”, una composta di varia frutta conservata sotto spirito e piccante.

    (Thomas Mann, "I Buddenbrook" - Garzanti, Milano 2003)

  7. #27
    il pleure dans mon coeur
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    Predefinito Re: Letture gustose: quando il cibo incontra la letteratura

    Nel libro di Romain Gary "Gli aquiloni" c'è un bel personaggio, uno chef, che durante la seconda guerra mondiale fa una "resistenza" tutta sua e cucina prelibatezze anche per i nemici...

    (...)
    I due ufficiali tedeschi restavano chini sulla carta. Credevo che studiassero la loro carta militare della Francia, ma quella del Clos Joli:
    Terrina di fumetto di tartufi Marcellin Duprat. Filetto di mostella al dragoncello. Coniglietto dei boschi normanni all'aceto di lampone.
    Conchiglia alla moda di Dieppe.

    Conoscevo quel menu a memoria, fino alla ciotola di sidro.
    Osservai i due ufficiali tedeschi e di colpo mi parve che la guerra non fosse ancora davvero perduta.
    (...)

    e ancora:

    (...)
    "Non rompermi le scatole, Mazier. Se voi tutti siete troppo coglioni per capire cosa sto cercando di fare, allora la Francia è proprio fottuta".
    "E cosa faresti esattamente, brutto stronzo?"
    Non si era mai sentito un notaio parlare in quel modo.
    "Assicuro la continuità del servizio" tuonò Duprat.
    "Quale servizio? Quello delle capesante in sfoglia al cerfoglio? Quello della zuppa di astice alla brunoise di verdure? Quella del
    rombetto alla fonduta di porri, delle triglie stufate al fiore di timo?
    La gioventù francese marcisce nei campi di prigionia, quando non si fa fucilare, e tu... Spuma di sogliola al burro con erbette! Insalata di
    code di gamberi!

    Giovedì scorso hai servito agli occupanti turbante d'astice e animelle di vitello, insaccato di frutti di mare ai tartufi e ai pistacchi, crema di fegatelli di pollo ai mirtilli..."
    Tirò fuori il fazzoletto e si asciugò le labbra. Credo che gli fosse venuta l'acquolina in bocca.

  8. #28
    Color d'oriental zaffiro
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    Predefinito Re: Letture gustose: quando il cibo incontra la letteratura

    E la poesia?

    Fior di poeti hanno dedicato al cibo liriche famose: da Giuseppe Parini (ne "Il giorno") a Jorge Luis Borges, che dedica un sonetto al vino (... il vino fluisce rosso lungo mille generazioni come il fiume del tempo e nell'arduo cammino ci fa dono di musica, di fuoco e di leoni); da Kahlil Gibran, che "poeteggia" con una mela (... e quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore: i tuoi semi vivranno nel mio corpo e i tuoi germogli futuri sbocceranno nel mio cuore, la loro fragranza sarà il mio respiro, e insieme gioiremo in tutte le stagioni), fino a Guido Gozzano, che - seduto al tavolino di un caffè - osserva le dame ottocentesche lanciare occhiate golose alle paste esposte nelle confetterie. Persino nel "Cantico dei Cantici" vengono tessute le lodi del cibo (Sostenetemi con focacce d'uva passa, rinfrancatemi con le mele, perché io sono malata d’amore...). Dulcis in fundo, il mio poeta preferito: Pablo Neruda, che cede spesso alla tentazione di inserire cibi e bevande nelle sue liriche, dedicando ad alcuni di questi addiritture odi e sonetti (per esempio al pane o al pomodoro). Qui ne propongo una, famosissima, dedicata al carciofo...

    Ode al carciofo

    II carciofo
    dal tenero cuore
    si vestì di guerriero,
    eretto, costruì
    una piccola cupola,
    si mantenne
    impermeabile
    sotto
    le sue brattee,
    al suo lato
    i pazzi vegetali
    si incresparono,
    diventarono
    viticci, biondi,
    bulbi commoventi,
    nel sottosuolo
    dormì la carota
    dai baffi rossi,
    la vigna
    inaridì i sarmenti
    da dove sale il vino,
    il cavolo
    si mise
    a indossare gonne,
    l'origano
    a profumare il mondo,
    e il dolce
    carciofo,
    là nell'orto,
    vestito da guerriero,
    lucido
    come una melagrana,
    orgoglioso,
    e un giorno
    l'un con l'altro
    in grandi cesti
    di vimini, andò
    per il mercato
    a realizzare il suo sogno
    militaresco.
    In fila
    mai fu tanto marziale
    come al mercato,
    gli uomini
    fra i legumi
    con le loro camicie bianche
    erano
    marescialli
    dei carciofi,
    le fila serrate,
    le voci autoritarie
    e il fracasso
    di una cassa che cade,
    ma
    in quella
    si fa avanti
    Maria
    con il suo cesto,
    sceglie
    un carciofo,
    non lo teme,
    l'esamina, l'osserva
    contro luce come se fosse un uovo,
    lo compra,
    lo confonde
    nella borsa
    dove sono anche un paio di scarpe,
    un cavolo cappuccio e una
    bottiglia
    d'aceto,
    finché,
    entrata in cucina,
    l'immerge nella pentola.
    Così termina
    in pace
    la carriera
    del vegetale armato
    che si chiama carciofo,
    poi
    brattea dopo brattea
    spogliamo
    la delizia
    e mangiamo
    la pacifica pasta
    del suo cuore verde.

  9. #29
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    Predefinito Re: Letture gustose: quando il cibo incontra la letteratura

    Citazione Originariamente Scritto da Blue Visualizza Messaggio
    E la poesia?

    Fior di poeti hanno dedicato al cibo liriche famose: da Giuseppe Parini (ne "Il giorno") a Jorge Luis Borges, che dedica un sonetto al vino (... il vino fluisce rosso lungo mille generazioni come il fiume del tempo e nell'arduo cammino ci fa dono di musica, di fuoco e di leoni); da Kahlil Gibran, che "poeteggia" con una mela (... e quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore: i tuoi semi vivranno nel mio corpo e i tuoi germogli futuri sbocceranno nel mio cuore, la loro fragranza sarà il mio respiro, e insieme gioiremo in tutte le stagioni), fino a Guido Gozzano, che - seduto al tavolino di un caffè - osserva le dame ottocentesche lanciare occhiate golose alle paste esposte nelle confetterie. Persino nel "Cantico dei Cantici" vengono tessute le lodi del cibo (Sostenetemi con focacce d'uva passa, rinfrancatemi con le mele, perché io sono malata d’amore...). Dulcis in fundo, il mio poeta preferito: Pablo Neruda, che cede spesso alla tentazione di inserire cibi e bevande nelle sue liriche, dedicando ad alcuni di questi addiritture odi e sonetti (per esempio al pane o al pomodoro). Qui ne propongo una, famosissima, dedicata al carciofo...

    Ode al carciofo

    II carciofo
    dal tenero cuore
    si vestì di guerriero,
    eretto, costruì
    una piccola cupola,
    si mantenne
    impermeabile
    sotto
    le sue brattee,
    al suo lato
    i pazzi vegetali
    si incresparono,
    diventarono
    viticci, biondi,
    bulbi commoventi,
    nel sottosuolo
    dormì la carota
    dai baffi rossi,
    la vigna
    inaridì i sarmenti
    da dove sale il vino,
    il cavolo
    si mise
    a indossare gonne,
    l'origano
    a profumare il mondo,
    e il dolce
    carciofo,
    là nell'orto,
    vestito da guerriero,
    lucido
    come una melagrana,
    orgoglioso,
    e un giorno
    l'un con l'altro
    in grandi cesti
    di vimini, andò
    per il mercato
    a realizzare il suo sogno
    militaresco.
    In fila
    mai fu tanto marziale
    come al mercato,
    gli uomini
    fra i legumi
    con le loro camicie bianche
    erano
    marescialli
    dei carciofi,
    le fila serrate,
    le voci autoritarie
    e il fracasso
    di una cassa che cade,
    ma
    in quella
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    con il suo cesto,
    sceglie
    un carciofo,
    non lo teme,
    l'esamina, l'osserva
    contro luce come se fosse un uovo,
    lo compra,
    lo confonde
    nella borsa
    dove sono anche un paio di scarpe,
    un cavolo cappuccio e una
    bottiglia
    d'aceto,
    finché,
    entrata in cucina,
    l'immerge nella pentola.
    Così termina
    in pace
    la carriera
    del vegetale armato
    che si chiama carciofo,
    poi
    brattea dopo brattea
    spogliamo
    la delizia
    e mangiamo
    la pacifica pasta
    del suo cuore verde.
    Di Neruda bella anche l'Ode alla cipolla, forse la più riuscita tra gli ortaggi!

  10. #30
    Supermod Viola
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    Predefinito Re: Letture gustose: quando il cibo incontra la letteratura

    Citazione Originariamente Scritto da Blue Visualizza Messaggio
    E la poesia?

    Fior di poeti hanno dedicato al cibo liriche famose: da Giuseppe Parini (ne "Il giorno") a Jorge Luis Borges, che dedica un sonetto al vino (... il vino fluisce rosso lungo mille generazioni come il fiume del tempo e nell'arduo cammino ci fa dono di musica, di fuoco e di leoni); da Kahlil Gibran, che "poeteggia" con una mela (... e quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore: i tuoi semi vivranno nel mio corpo e i tuoi germogli futuri sbocceranno nel mio cuore, la loro fragranza sarà il mio respiro, e insieme gioiremo in tutte le stagioni), fino a Guido Gozzano, che - seduto al tavolino di un caffè - osserva le dame ottocentesche lanciare occhiate golose alle paste esposte nelle confetterie. Persino nel "Cantico dei Cantici" vengono tessute le lodi del cibo (Sostenetemi con focacce d'uva passa, rinfrancatemi con le mele, perché io sono malata d’amore...). Dulcis in fundo, il mio poeta preferito: Pablo Neruda, che cede spesso alla tentazione di inserire cibi e bevande nelle sue liriche, dedicando ad alcuni di questi addiritture odi e sonetti (per esempio al pane o al pomodoro). Qui ne propongo una, famosissima, dedicata al carciofo...

    Ode al carciofo

    II carciofo
    dal tenero cuore
    si vestì di guerriero,
    eretto, costruì
    una piccola cupola,
    si mantenne
    impermeabile
    sotto
    le sue brattee,
    al suo lato
    i pazzi vegetali
    si incresparono,
    diventarono
    viticci, biondi,
    bulbi commoventi,
    nel sottosuolo
    dormì la carota
    dai baffi rossi,
    la vigna
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    il cavolo
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    a indossare gonne,
    l'origano
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    e il dolce
    carciofo,
    là nell'orto,
    vestito da guerriero,
    lucido
    come una melagrana,
    orgoglioso,
    e un giorno
    l'un con l'altro
    in grandi cesti
    di vimini, andò
    per il mercato
    a realizzare il suo sogno
    militaresco.
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    mai fu tanto marziale
    come al mercato,
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    erano
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    le fila serrate,
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    e il fracasso
    di una cassa che cade,
    ma
    in quella
    si fa avanti
    Maria
    con il suo cesto,
    sceglie
    un carciofo,
    non lo teme,
    l'esamina, l'osserva
    contro luce come se fosse un uovo,
    lo compra,
    lo confonde
    nella borsa
    dove sono anche un paio di scarpe,
    un cavolo cappuccio e una
    bottiglia
    d'aceto,
    finché,
    entrata in cucina,
    l'immerge nella pentola.
    Così termina
    in pace
    la carriera
    del vegetale armato
    che si chiama carciofo,
    poi
    brattea dopo brattea
    spogliamo
    la delizia
    e mangiamo
    la pacifica pasta
    del suo cuore verde.
    Neruda non delude mai
    Se non hai il coraggio di mordere, non ringhiare.

 

 
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