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    Predefinito Operazione piombo fuso sul vescovo Williamson

    mercoledì 28 gennaio 2009

    Operazione “piombo fuso” sul vescovo Williamson


    Anche oggi la Fama mi porta notizie che devo spacchettare dalla carta interpretativa in cui sono avvolte. Infatti, le notizie allo stato puro senza nessuna interpretazione e opinione annessa semplicemente non esistono. Ognuno di noi dovrebbe saper reinterpretare ciò che ascolta e apprende. Quando la ricezione è passiva noi siamo alla mercé di chi ci informa. Lo sanno bene i potenti del regime. Ci può andar bene o male, a seconda dei casi. Ma resta a noi decidere se essere consapevoli o inconsapevoli fruitori di notizie portate dalla Fama. Queste mie righe non andranno certo a formare l’editoriale del Corriere, ma sono scritte per un lettore eccezionale: io stesso. Gli altri se vogliono, possono darvi un’occhiata. Ebbene, andiamo al punto odierno.

    Ho ascoltato per la solita radio, appena accesa, parte di un ragionamento tortuoso. Ci si richiamava al Concordato fra stato e chiesa del 1929, quello per il quale Mussolini fu detto “uomo della Provvidenza”. A questi successe nel 1984 un altro “uomo” finito pure male: Bettino Craxi, che riformò quanto Mussolini aveva fatto prima di lui. La novità è l’8 per mille. Ma sembrerebbe che questo 8 per mille sia subordinato all’accettazione del Concilio Vaticano II come obbligo contrattuale da parte della stessa chiesa cattolica. Almeno questo lascia intendere la Voce radicale. Non so se le cose stiano davvero così, anzi ne dubito. Ma non mi era mai capitato di pensare una cosa del genere. Pur avendo sempre dato il mio 8 per mille alla Chiesa cattolica, mi sono sempre dichiarato contrario a questo balzello. Il principio era che ogni fedele di qualsiasi religione dovesse contribuire al finanziamento della sua chiesa senza oneri e senza mediazione dello stato. E ciò in ossequio ad altri due principi: “date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio” ed un altro ancora: “libera chiesa in libero stato”. Ma come ti trasforma tutto ciò la perfidia radicale e non solo radicale? Non avevo mai pensato alla possibilità del ricatto e della corruzione.

    Se vuoi l’8 per mille – pensano i radicali –, devi applicare la clausola contrattuale del Concilio Vaticano II. E cosa dice secondo costui il Concilio Vaticano II? Banalizzo fino al grottesco volutamente: che l’ebraismo è entrato con prepotenza nella cattolicesimo e che ne debba condizionare lo statuto interno! Se si leggono le dichiarazioni dei vari rabbini sparsi per il mondo, non è difficile ricavarne la netta impressione di qualcuno che pretende, che avanza titolo, che impone. Un non cattolico o un cattolico non praticante ha qui di che temere grandemente. Non svolgo tutte le implicazioni, ma mi mantego sui principi generali, anche perché ho fretta di chiudere. Veniamo al vescovo Williamson, che ha creato un così grande scompiglio da indurre alcuni commentatori a parlare della necessità di un nuovo Concilio Ecumenico. Addirittura si legge che il vescovo di Regensburg vieterebbe a Williamson l’ingresso in cattedrale e in tutti gli edifici della chiesa cattolica. Cosa ne sia della carità cristiana sembra che lo zelante vescovo di Regensburg lo abbia dimenticato, troppo fedele alla nuova “religio” e dimentico della vecchia. Sempre da Regensburg ovvero Ratisbona parte un procedimento penale per il vescovo britannico residente in Argentina.

    Di cosa è incolpato quest’uomo? Cosa si vuole da lui? Dove lo si vuol crofiggere? In Germania, la cui legislazione include un monte Golgota per i negatori della Shoa, la nuova “religio” è imposta a chiunque con il carcere duro. Ed è stato subito avviato un procedimento contro il vescovo cattolico. Da un prete ci aspettiamo tutti che parli di cose di fede e di religione. Non andiamo da lui per farci risolvere un’equazione matematica o per avere aiuto nella compilazione del cruciverba. Ma per il resto un prete è come ogni altro uomo: può fare le stesse ed avere comuni interessi in fatto di storia, scienza, letteratura, arte, musica. La Shoa cosa è? Un evento storico assoggettabile ai normali e comuni criteri della ricerca e del metodo storico o è il fatto mitico-fondativo di una nuova religio planetaria? Le parole del papa non lasciano dubbi sul fatto che per il suo Magistero la Shoa sia un evento storico e non una nuova “religio”. Resta tuttavia il nodo del Concilio Vaticano II, ma non sembra che il Vaticano voglia ritirare la sua revoca della scomunica e sarebbe certamente controproducente se ciò avvenisse o anche soltanto lo sembrasse a seguito di pressioni e richieste provenienti dal mondo ebraico. Il monito contro il “negazionismo” e il “riduzionismo” ci sembra poi abbastanza generale tanto da indurre a pensare che possa applicarsi a tutti i casi simili e comparabili, e quindi anche alla Nakba o meglio alla “pulizia etnica” della Palestina che Israele ha sempre negato e continua a negare.

    Si fa passare come un’umiliante sconfessione da parte dei confratelli del vescovo Williamson una dichiarazione del tutto pacifica: noi non siamo un’associazione di storici. Ci interessiamo di fede e di religione. Ci dispiace che una semplice affermazione in materia profana da parte di un nostro confratello abbia sollevato tanto clamore, che non è chi non veda quanto sia strumentale. Per questo sconquasso da noi non voluto, ma chiaramente orchestrato dai nostri nemici, noi chiediamo perdono al santo padre. Al nostro confratello abbiamo ordinato di non pronunciarsi più su materie profane, quale la ricerca storica contemporanea, sia essa la Shoa o le origini della prima guerra mondiale, fatto non meno tragico se non altro perché produttivo della seconda guerra mondiale e della stessa Shoa.

    Vi sarebbero qui altre considerazioni da fare e altri fatti da interpretare e commentare, ma ci siamo già attardati oltre tempo e rinviamo ad altro momento e occasioni che certamente non mancheranno. Notiamo come lo schieramento mediatico che si è scagliato sul povero vescovo è lo stesso che ha fornito copertura mediatica al genocidio di Gaza. I soggetti gli stessi. Il presidente Gianfranco Fini conferma la sua collocazione pro Israele e pro ebraismo contro la chiesa cattolica ed il cattolicesimo, o meglio pretende che la gerarchia cattolica si adegui secondo le sue autorevoli indicazioni. In pratica si chiede non già una “sconfessione” del vescovo, ma che venga costretto ad un “ritrattazione”, quasi che non si trattasse di una semplice opinione storica, ma di qualcosa di ben più importante del dogma trinitario. Si è tacciati di “antisemitismo” (= reato penale) se si dice che l’ebraismo mira al dominio del mondo, ma qui si pretende di piegare la Chiesa cattolica che sulla carta conta oltre un miliardo di fedeli. Se ai cattolici ci si aggiungono gli islamici – tutti terroristi e alieni da noi occidentali – che sono un altro miliardo e passa, il quadro diventa allarmante.



    Pubblicato da Antonio Caracciolo

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    Il giudizio di Michael Hoffman sul caso Williamson


    CONTINUI A PARLARE, VESCOVO WILLIAMSON

    Di Michael Hoffman, 27 Gennaio 2009[1]

    C’è un chiasso alquanto sconcertante che reclama la testa del Vescovo Richard Williamson, il prelato della Fraternità Sacerdotale S. Pio X (FSSPX) che dubita dell’esistenza delle camere a gas omicide ad Auschwitz-Birkenau, e la cui scomunica, insieme a quella dei suoi tre confratelli vescovi, è stata tolta da Papa Benedetto XVI.

    Contro questo vescovo, e più in generale contro il revisionismo della seconda guerra mondiale, è stato operato un travisamento equivalente alla falsa testimonianza. Persone ignoranti, che non hanno mai letto un testo revisionista,[2] hanno inventato fantasie sfrenate sull’indole dei revisionisti e su quello in cui credono.[3]

    L’Arcivescovo Marcel Lefebvre, il fondatore della FSSPX che fu nemico implacabile del giudaismo,[4] viene raffigurato come un prelato concentrato esclusivamente sul ripristino della vecchia Messa in latino, come se il solo ripristino, separato da tutti i mali che ci assediano, fosse una panacea. Questo è un errore che Mons. Lefebvre non assecondò mai. Egli pose invece l’accento sulla Regalità di Cristo nella nostra cultura e nella nostra società. Come può sopravvivere una tale Regalità quando una truffa gigantesca come quella delle [presunte] camere a gas omicide incatena la mente di milioni di cristiani?

    Una parte considerevole del movimento cattolico tradizionalista è costituita da borghesi reazionari e da esteti preoccupati quasi esclusivamente dei cerimoniali e di apparire in buona luce agli occhi del Vaticano e del mondo, in modo da avere a propria disposizione una bella liturgia, con musiche, incensi, campane e candele adeguati. L’insegnamento radicale di Cristo non rientra nella loro mentalità, e oso dire che con Lui si sentirebbero in imbarazzo, se Egli si trovasse oggi tra loro, poiché aveva la tendenza, nelle grandi occasioni, a pronunciare sgradevoli verità sul giudaismo farisaico, cosa che oggi sarebbe vista, da coloro che sono impegnati a fare pressioni sul Vaticano (e dai media sionisti!), come un comportamento da maleducati.

    Che il Vescovo Williamson neghi oppure no l’esistenza di camere a gas di esecuzione ad Auschwitz-Birkenau non dovrebbe condizionare in alcun modo la sua presenza nella Chiesa di Cristo, o il suo diritto a poter parlare, insegnare e pubblicare, non più di quanto i cattolici neocon, che negano il recente massacro israeliano di 1.300 palestinesi, inclusi 400 bambini, alcuni dei quali bruciati dal gas tossico a base di fosforo (ironia delle ironie), perdano la propria presenza all’interno della gerarchia o nelle loro chiese locali, a causa della loro abbietta negazione dell’olocausto perpetrato dagli israeliani contro gli arabi.

    Dio dice: “Le mie vie non sono le vostre vie”, ma molti dei detrattori di Richard Williamson immaginano Dio come se lo immagina il Talmud, come un assistente del dominante Sinedrio, il tribunale rabbinico di fronte al quale si pretende che tutti noi ci inginocchiamo, inghiottendo le sue scandalose menzogne in modo da farci trattare da bravi piccoli boyscout.

    Ognuno è libero di rifiutare o di accogliere le opinioni del Vescovo Williamson, ma tutti noi dovremmo difendere il suo diritto a esprimerle, specialmente alla luce del fatto che qualche sopravvissuto dell’Olocausto sembra ritenere che la propria sofferenza per mano dei nazisti (reale o immaginaria) gli dia il permesso di massacrare impunemente gli abitanti indigeni della Palestina.[5]

    Se le coraggiose osservazioni del Vescovo Williamson, per quanto inopportune, ci portano a riflettere due volte sull’alibi del genocidio israeliano, allora le persone di buona volontà dovranno sentirsi rincuorate. Assistiamo invece al triste spettacolo di maestrine cattoliche benpensanti freneticamente indaffarate a cercare di allisciare le piume scompigliate di rabbini i cui artigli sono ancora freschi del sangue di Gaza.[6]

    L’Olocausto è l’ultima religione di stato presa davvero sul serio in un Occidente altrimenti incredulo. Auschwitz ha sostituito la Resurrezione come evento ontologico centrale della nostra storia, una sostituzione che è facile da dimostrare: nessuno va in prigione se nega la Resurrezione, mentre invece gli storici revisionisti scontano lunghe pene detentive per aver dubitato dell’icona delle camere a gas omicide; tra questi prigionieri politici c’è Germar Rudolf, il brillante candidato al dottorato in chimica al Max Planck Institute.

    Lungi dall’esaltare il cristianesimo, come il Vaticano immagina, la religione dell’Olocausto è la sua antagonista mortale nei cuori e nelle menti del genere umano. La tipica “lezione suprema dell’Olocausto”, impartita nelle sinagoghe e dedicata all’idolo dei Sei Milioni – che viene spacciata sotto forma di “musei di storia dell’Olocausto” - insegna che la fede cristiana storica, fissata nel Vangelo di Giovanni e realizzata dalla chiesa antica e medioevale, ha inevitabilmente favorito il “fanatismo malvagio” che ha “spianato la strada alle gasazioni di massa di Auschwitz”.

    Nonostante i roboanti anatemi della stampa prostituita e dei prelati della “nuova chiesa”, come può un vero pastore sottomettersi a questa falsa religione e alla sua Neo-Lingua orwelliana dell’”Olocausto”, che nella sua essenza rappresenta la calunnia funesta e perpetua contro Gesù Cristo e i suoi discepoli autentici?

    Continui a parlare, Vescovo Williamson, le vittime del falso Israele vogliono che lei dia voce al tormento degli oppressi e alla schiavitù dei liberi.

    [1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://revisionistreview.blogspot.co...illiamson.html
    [2] Come ad esempio le Lectures on the Holocaust [Conferenze sull’Olocausto] di Germar Rudolf, disponibili all’indirizzo seguente: http://www.vho.org/dl/ENG/loth.pdf
    [3] Ecco un esempio: http://www.remnantnewspaper.com/Arch...ribulation.htm
    [4] http://ncronline3.org/drupal/?q=node/3180
    [5] http://www.irishtimes.com/newspaper/...70.html?via=mr
    [6] http://www.haaretz.com/hasen/spages/1059124.html

    Pubblicato da Andrea Carancini a 6.32

  3. #3
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  4. #4
    In hoc papero vinces
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    Dopo le ultime forniture USA a Israele, la prossima operazione si chiamerà "uranio impoverito fuso"...

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    ed è bello?

 

 

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