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    Predefinito Sull’interesse nazionale della Birmania

    http://www.resistenze.org/sito/te/po...l15-002106.htm

    Sull’interesse nazionale della Birmania

    La proposta dei Comunisti


    Primavera 2007

    Pur se risalente a qualche mese fa, prima che si svolgessero gli avvenimenti che hanno attirato l'attenzione del mondo, riteniamo opportuno far conoscere questo documento del Partito Comunista della Birmania.


    Nessun indugio

    Stiamo attraversando un periodo caratterizzato dallo scontro tra i diversi interessi nazionali a livello mondiale. In questo scenario arroventato noi dovremo decidere, senza alcun indugio, quello che è meglio per l’interesse della Birmania. Ogni ritardo nell’affrontare questa sfida risulterà estremamente dannoso per il paese.

    A questo riguardo, noi comunisti facemmo pervenire le seguenti proposte.

    Cosa s’intende per interesse nazionale?

    A nostro parere, ogni considerazione sull'interesse nazionale della Birmania deve tenere in considerazione i seguenti punti:

    1. indipendenza e autodeterminazione
    2. sovranità e integrità territoriale.
    3. pace, stabilità e sviluppo.

    Indipendenza e autodeterminazione

    Per una nazione, essere indipendente non è sufficiente; deve esserlo anche economicamente. Se così non è, dovrà dipendere da altri per molti aspetti. Non consideriamo necessario spiegare il fatto che la Birmania non sia mai stata autosufficiente sin dalla sua indipendenza.

    Gli interessi nazionali non sono transitori ma permanenti, proprio come il debito pubblico non è solo il debito del governo. Il nuovo governo che subentra a quello vecchio ne eredita il debito. Non può esimersi dal farlo. Anche un governo rivoluzionario è ancora obbligato a pagare i debiti contratti dal governo precedente. Deve pagarli in un modo o nell’altro.

    Il processo di autodeterminazione di una nazione non può tradursi in realtà in un breve periodo di tempo. È un processo lungo, che può essere realizzato gradualmente attraverso gli sforzi di un governo eletto dal popolo e che lavora a suo fianco.

    Sovranità e integrità territoriale

    È sbagliato presumere che nell’accordare o dichiarare l’indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale saranno, a prezzo di molte lotte, per sempre patrimonio di un paese? In Birmania, il problema con la Tailandia riguardo all’area di Loi Lerng non è ancora stato risolto, benché il nostro paese sia indipendente da più di cinquantacinque anni. Le minacce esterne persistono anche dopo la sistemazione delle questioni territoriali. Perciò, noi abbiamo incluso la difesa della sovranità e dell'integrità territoriale come un problema fondamentale per l’interesse nazionale del nostro paese.

    Le cose sono più complicate a livello internazionale. Iran e Iraq scesero in guerra a causa di controversie territoriali. Durante la guerra Iran-Iraq del 1980-88, gli Stati Uniti aiutarono l’Iraq. Henry Kissinger, che è conosciuto come il "guru" della politica estera americana, disse: «È meglio permettere che si uccidano a vicenda». Morirono a milioni in quella guerra.

    È noto che il presidente George W.Bush ha invitato questo "guru" alla Casa Bianca per servirsi dei suoi consigli. Chi saranno le vittime questa volta? I kurdi, i musulmani sunniti, quelli sciiti, oppure i palestinesi? Aspettiamo e vedremo. Chi dice che il petrolio è “un bene troppo prezioso per lasciarlo nelle mani degli arabi”, potrebbe prendere in considerazione l’idea di eliminare tutti gli arabi.

    Noi temiamo che un giorno possano dire che anche le risorse naturali della Birmania sono troppo preziose per essere lasciate ai birmani. Dobbiamo rifiutare le illusioni di quelli che dicono "Il governo degli Stati Uniti è pronto a sostenerci con armi ed equipaggiamenti" mentre altri ribadiscono che “è pronto un aiuto in denaro”. Non saremo indipendenti finché avremo una mentalità dipendente.

    Pace, stabilità e sviluppo

    Il paese è stato privato di queste tre elementi dal 1948. Nel 1987, fu classificato fra gli ultimi paesi industrializzati, grazie al dominio del BSPP (Burma Socialist Programme Party formato dal regime militare che prese il potere nel 1962 dimessosi come conseguenza delle rivolte popolari nel 1988, NdT). Anche peggio, temiamo che la Birmania possa essere una nazione perduta a causa delle condotte ostinate della fazione militare SPDC (State Peace and Development Council nome ufficiale dell'organismo con cui governa il regime militare, NdT) Fino a quando gli interessi nazionali saranno opposti l’uno contro l'altro, la Birmania come nazione sarà un totale fallimento se il suo interesse verrà trascurato.

    Uno dei gravi difetti degli attuali “signori“ è di non rispettare la parola data. Il primo successore al governo BSPP, Generale Saw Maung, in risposta all'opinione pubblica che chiedeva una sua rinuncia al potere prima delle elezioni del 1990 disse: «Noi lasceremo il potere al partito che vincerà le elezioni e ritorneremo nelle caserme». Ma quando i risultati si dimostrarono contrari alle attese, Saw Maung e SLORC (Concilio di Restaurazione dello Stato e delle Leggi, Ndt)tradirono le loro promesse. Poi al tempo della liberazione di Daw Aung San Suu Kyi (6 maggio 2002), Khin Nyunt dichiarò che una nuova pagina nella storia del paese era stata aperta, e che le trattative tra il governo e l’NLD si sarebbero effettuate senza ritardi. Nulla si è concretizzato fino ad oggi e di questo passo il paese andrà incontro al disastro.

    Noi, i comunisti della Birmania, avanziamo queste proposte perché tutti quelli che amano il nostro paese siano in grado di scongiurare questo pericolo.

    Chiarimenti

    Gli interessi della giunta militare non coincidono con l’interesse nazionale. Proprio come sentivamo ripetutamente la parola "socialista" durante l'era BSPP, lo stesso accade oggi con la parola "nazionale." Noi diciamo che è abbastanza.

    Forse la giunta militare pensa che erigendo statue di antichi signori della guerra birmani, ricostruendo palazzi, adorando elefanti bianchi, ritornando alle tradizioni dei re, rianimando fantocci e costringendo le persone comuni ad inchinarsi al potere militare, tutto questo corrisponda all’interesse nazionale del paese.

    I leader di SPDC stanno, infatti, ingannando il paese perché difendono il loro interesse a restare aggrappati al potere come l’interesse della nazione. Infatti, non esistevano cose come l’interesse nazionale durante l’epoca feudale. Le guerre intraprese da Anawrahta, Bayinnaung ed Alaungphaya non sono guerre nazionali. La giunta militare sta lodando questi antichi signori feudali con il proposito di paragonarsi ai re "guerrieri e conquistatori" del passato, salvatori del nostro paese.

    Noi non possiamo accettare che gli interessi nazionali siano danneggiati dal regime militare.

    Nonostante il dominio del paese con il pugno di ferro e l’apertura di attività politiche, la richiesta dei generali rimane quella di un non coinvolgimento politico, dimostrando così una spudoratezza maggiore di quella del governo BSPP. Se realmente volessero questo, tornerebbero nelle loro caserme cedendo il passo ai rappresentanti politici. Se la giunta militare vuole proseguire con le attività politiche, dovrebbe formare un partito politico proprio, per partecipare alla discussione in merito alla politica nazionale della Birmania.

    Noi non possiamo permettere che la giunta militare stia al di sopra di tutti, che decida il destino del paese. La nazione rischierà la distruzione se rimarrà nelle mani dei militari. Le tensioni in attesa di un nuovo ordine mondiale crescono più che mai. La guerra in Iraq è solo un atto di questo dramma ed i poteri mondiali continueranno a recitare la loro parte per veder realizzati i propri sogni.

    Poiché il palcoscenico è situato in Asia (secondo Bush, tutti gli stati "canaglia” sono situati in Asia), la Birmania non può avere altra scelta che sopportare l'urto delle ripercussioni della guerra. Anche se i SPDC non vogliono essere coinvolti, qualcuno ve li trascinerà.

    Alcuni pensano che gli Stati Uniti si rivolgeranno alla Birmania dopo avere vinto la guerra in Iraq. Quindi, come può una nazione, che non solo è più povera e più debole dell'Iraq ma anche più divisa, affrontare l'aggressione di una superpotenza?

    Il piano per la difesa degli interessi nazionali dovrebbe essere progettato in modo condiviso. Lo scopo deve essere di vasta portata. Sarà breve se basato sull'interesse di un partito, di pochi individui o solamente del governo dominante.

    Le linee d’azione in favore del miglior interesse nazionale della Birmania devono essere decise attraverso una larga consultazione e dopo avere tentato di ottenere il più largo consenso possibile.

    Seguendo questi ragionamenti, abbiamo esposto i tre punti a tutte le persone patriottiche perché li considerino alla luce dei fatti.

    Partito Comunista della Birmania

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito

    Ecco un bell'articolo, che imposta correttamente il problema della Birmania e, soprattutto, un partito comunista che pone al centro della sua lotta la difesa degli interessi nazionali!
    Qualcuno sa qualcosa di più sul Partito Comunista Birmano e la sua storia?

 

 

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