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    Predefinito il peccato originale ha davvero avuto luogo?

    Pongo a tutti voi, cristiani e non, il problema segnalato.
    Anche alla luce di tutte le cose dette intorno a Darwin, mi è balenato il dubbio:
    se Adamo ed Eva non sono mai esistiti, il peccato originale non ha avuto luogo; se il peccato originale non ha avuto luogo, il Figlio di DIO, da che cosa ci avrebbe salvati?

    Obiezione: Adamo ed Eva non sono individui, ma simbolo dell'intera umanità!
    Risposta: non corretto per i seguenti motivi
    1) secondo la dottrina cristiana l'umanità nasce nel peccato perchè lo riceve in eredità e non perchè lo commette alla nascita come azione originale cioè nuova ovvero libera (in altri termini il neonato non commette peccato ma già vi è immerso, e per rimediarvi occorre il battesimo)
    2) l'umanità è un universale, ovvero non individuale. Non esiste l'individuo umanità, ma l'umanità è o l'insieme degli individui, o l'uomo considerato astrattamente. Nè nel primo, nè nel secondo caso si dà la possibilità del peccato. Per peccare è necessario qualcuno, un essere umano specifico che commetta il peccato. L'umanità non è qualcuno, dunque essa non può commettere peccato.
    Ergo: se Adamo ed Eva, che nel genesi figurano come due individui, non sono esistiti, chi ha peccato al loro posto? Non l'umanità in generale come abbiamo visto. E allora chi il primo sapiens? e perchè no il primo homo abilis? E perchè no il primo erectus? E perchè no l'ultima scimmia progenitrice dell'uomo?
    Ma se furono gli abilis a peccare, perchè mai a redimere ci ha pensato un sapiens? Infatti se Gesù oltre a essere vero Dio è anche vero uomo, la sua specie di appartenenza è quella dei sapiens.
    Insomma mi pare inquietante tutto questo. Chi vuole districare la matassa?

    •   Alt 

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da makkab Visualizza Messaggio
    Insomma mi pare inquietante tutto questo. Chi vuole districare la matassa?
    Oh, io mi ci provo, sperando di non renderla ancora più intricata :- ).

    Il problema del peccato originale (da qui in avanti PO) consiste soprattutto nell'attribuire all'umanità una personalità corporativa (= ciò che è proprio del tutto si riverbera su ciascun frammento).
    Cosa può generare un legame così profondo tra gli individui umani?
    Due sono le possibili risposte della teologica cristiana:
    1. la biologia: alla radice di questa solidarietà intraumana c'è la derivazione biologica da una singola coppia;
    2. la cristologia: alla radice vi è il rapporto originario di ciascun essere umano col Cristo

    Nel caso di 1., chi professa la dottrina del PO deve ammettere l'esistenza di una prima coppia da cui ciascun essere umano deriva. Esistono serie difficoltà in questo monogenismo, e sono accreditate anche altre teorie dell'ominazione (poligenismo, policentrismo, polifiletismo); sebbene vi siano ipotesi recenti che fanno tornare in auge il monogenismo, anche se sotto differente aspetto.

    Nel caso di 2., invece, la propagazione del PO si deve al fatto che tutti gli esseri umani in quanto tali fanno capo originariamente a Cristo. Questo non nega la biologia: per avere questo riferimento a Gesù (detto in teologia esistenziale cristico) bisogna essere biologicamente uomini. Ma la ragione ultima della solidarietà del genere umano è transbiologica (anche se integra la biologia): è, appunto, cristologica.

    Aderire a 2. libera la teologia dal biologismo e rimette in modo intero al dibattito scientifico la soluzione del problema dell'origine dell'uomo.

    Spero di non aver fatto troppa confusione. Avverto che questo è un discorso teologico, non soggetto all'epistemologia delle scienze naturali, e ovviamente sottratto ad ogni verificabilità empirica.

    Grazie, Barsanufio

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Nel caso di 2., invece, la propagazione del PO si deve al fatto che tutti gli esseri umani in quanto tali fanno capo originariamente a Cristo. Questo non nega la biologia: per avere questo riferimento a Gesù (detto in teologia esistenziale cristico) bisogna essere biologicamente uomini. Ma la ragione ultima della solidarietà del genere umano è transbiologica (anche se integra la biologia): è, appunto, cristologica.
    Mi pare però che il punto 2 pressuponga PO. Infatti il Cristo è tale se ha redento da un PO. Se non c'è PO non c'è Cristo.
    Dire che l'umanità è da concepire come originata in Cristo, vuol dire che Dio Padre ha creato l'uomo già nel peccato, ma così non potrebbe essere per la dogmatica cristiana, perchè vorrebbe dire che Dio crea l'uomo pec
    catore, e dunque Dio crea il male. Noi sappiamo invece che il male, di cui la morte è la conseguenza, è il prodotto del primo peccato di Adamo. Dio è Santo perchè da Lui proviene solo il Bene; se ne provenisse anche il male, Dio sarebbe sì onnipotente ma non più Santo.
    Da questo punto di vista l'umanità non potrebbe essere concepita come creata in Cristo, tanto è vero che l'Apostolo dice che l'uomo con Cristo diventa sì coerede del regno, ma in quanto figlio adottivo.
    Ne deduco che il nostro essere generati in Cristo è in realtà una rigenerazionein lui dopo il peccato di Adamo. A tale proposito il Preconio di Pasqua è lapidario.
    Ma con ciò torniamo al punto di partenza: se non c'è peccato originale tutto il discorso appena fatto decade.
    In secondo luogo per quanto tendenzialmente sarei d'accordo che
    che questo è un discorso teologico, non soggetto all'epistemologia delle scienze naturali, e ovviamente sottratto ad ogni verificabilità empirica.
    devi dare atto che il libro del Genesi, come anche ad esempio la Teogonia di Esiodo, e in generale tutti i libri sapienziali antichi che tentano di spiegare l'origine del mondo e dell'uomo, non è - almeno non lo era nelle intenzioni di chi lo scrisse - un trattato di teologia come lo intenderemmo noi.
    Infatti, fino all'avvento della scienza moderna, religione, etica, cosmologia, teologia, politica ecc., non erano affatto separati. Dunque, almeno da una prospettiva di critica storico-letteraria, il Genesi contiene elementi di cosmologia ed è pertanto un tentativo direi sapienziale di rispondere alla domanda circa le origini di uomo e mondo. Pertanto non può essere sottratto in assoluto al vaglio delle scienze naturali.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    il punto 2 e' di difficile comprensione, in effetti.
    Provo a spiegarmi meglio, per quanto le considerazioni di Makkab siano molto interessanti e meritevoli di attenzione.

    Scrive san Paolo in Romani 5: Sed regnavit mors ab Adam usque ad Mosen, etiam in eos qui non peccaverunt, in similitudinem praevaricationis Adae, qui est forma futuri. (Ossia: Ma la morte regnò da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non peccarono, con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che deve venire)

    Adamo medesimo, dunque, è costitutivamente relazionato a Cristo. Ogni peccato umano (ivi compreso PO) è il rifiuto della sua Grazia: e non per niente la dottrina del PO è stata compresa dopo la venuta di Cristo.

    Cristo non entra in causa solo dopo il peccato (supremazia della amartiologia sulla cristologia: Cristo sarebbe condizionato dal peccato umano) ma anche prima del peccato (l'amartiologia si sviluppa in chiave cristologica: Cristo non origina il peccato, ma chiarisce la possibilità antropologica del medesimo, ossia l'intima solidarietà del genere umano in Lui, sua matrice).

    Concordo invece su quanto dice Makkab a proposito di Genesi. Però un canto mitico (correttamente dice lui: sapienziale) sulle origini del mondo ha un grado di verificabilità empirica differente dalle teorie, poniamo, del big bang. Il che non significa che abbia un contenuto inferiore di verità.

    Grazie, B.

  5. #5
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    Predefinito il carsima della metodologia e il dono dell'estraneazione

    La lettura del peccato originale e il suo significato divide profondamente i cristiani ortodossi dai cristiani romano-catttolici e protestanti e in ordine alla sua pensabilità( quale è mai l'espressione più giusta-In Adamo nel quale tutti peccarono o in Adamo attraverso il quale tutti peccarono?) ed in ordine ai suoi esiti spirituali e teologic(la diversa lettura e significazione data al battesimo e al mistero della Madre di Dio ).

    Ma non è assolutamente questa la sede per declarare burocraticamente le differenze( le ho solo date per scenogrfia e per protocolli di informazione corretta)..mi preme ben altro proprio rispetto alle motivazionid Barsanufio e di Makkab -Entrambi i forumisti hanno legato le loro riflessioni( l'inixio è di ,akkab) a partire
    alla luce di tutte le cose dette intorno a Darwin

    [QUOTE]
    Aderire a 2. libera la teologia dal biologismo e rimette in modo intero al dibattito scientifico la soluzione del problema dell'origine dell'uomo /QUOTE]
    Il rimettere in modo intero al dibattito sceintifico la soluzione del problema dell'origine dell'uomo mi pare e mi sembra operazione necessaria,essenziale ed importante per la nostra stessa proclamazione di fede 8una sua libertàe una sua purificazione)

    Con questo 3d qui /credo/ cogliamo ancora una volta l'straneazione( a mio avviso un dono del Signore!!!) dallo statuto della proclamazione di fede di ogni -e vorrei essere radicale ed estremista-collegamento con lo statuto del discorso scientifico con l'abolizione ( amio avviso carismatica) di qualsiasi praembula fidei

    Sopratutto nel suo secondo intervento l'amico Barsanufio ha cantato un cantico nuovo,inno e salmo spirituale avendo ricevuto da Makkab il contributo(in termini calcistici. l'assist) di quel grande vocabolo (grande per la tenda della fede e della fede personale ed ecclesiale) che è l'aggettivo sapienziale con tutta la sua carica evocativa,misterica,narrativa,simbolica( il sun-ballo della confesisone di fede rispetto al dià-ballo della divsiione)e -perchè no-iniziatica( non si parla forse-ed è linguaggio patristicamente comune di iniziiazione cristiana ?e la stessa liturgia eucaristica attribuita San Giacomo l'apostolo il fratello di Dio e primo vescovo di gerusalemme nel momento del congedo dei catecumeni dopo il Vangelo canta i non-iniziati vadano via e restino solo gli inixiati)

    E questo canto -fuori da ogni dis-correre dello scire per causa- è un discorrere(questa volta senza trattino,per la sua immediatezza,per la forza della sua letizia e della sua gioia da buon annuncio e da buona novella)trova la visione/visbilità di quanto diceva Barsanufio sulla relazione forte,strutturale,poietica tra Cristo ed Adamo nell'icona ortodossa della Pasqua Gloriosa quando il Signore scende si all'Inferno,proprio lì all'Inferno,ne rompe barre e chiavistelli, apre i sepolcri e tira fuori Eva ed Adamo .

    Il canto nuovo e pasquale della confessione di fede ( e in questa visione dell'icona mi permetto di ricordare che l'idea giuridicistica del sacrifiicio vicario ed espiatorio di Cristo è in fondo sostanzialmente estranea alla fede cristiana degli ortodossi nel senso che io oso pensare-lontanissimo da ogni retorica sulla felix culpa- che l'incarnazione del Logos coeterno al Padre nello Spirito ci sarebbe sempre stata a prescindere dal peccato stesso)in quel primato della cristologia ( e direi cristica) ricordato da Barsanufio tematizza da una parte la narrazione che il peccato è sempre un nostro atto di libertà(il peccato non è atto di natura a noi uomini dii per sè organico) e che esso è stato battuto e sconfitto (esiste solo come uno zombi che cammina-ma questa è altra storia) e quella relazione tra Cristo ed Adamo,dopo la liberazione di Adamo ,è oggi la verità della nostra deificazione e la speranza dell'apocatastasi

    All'assit sapienziale di Makkab ,alla poiesis di Barsanufio mi sono permesso di presentare il sussurro dell'epiclesi

  6. #6
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    Nel caso di 1., chi professa la dottrina del PO deve ammettere l'esistenza di una prima coppia da cui ciascun essere umano deriva. Esistono serie difficoltà in questo monogenismo, e sono accreditate anche altre teorie dell'ominazione (poligenismo, policentrismo, polifiletismo); sebbene vi siano ipotesi recenti che fanno tornare in auge il monogenismo, anche se sotto differente aspetto.
    in che senso accreditate?
    vi siano ipotesi recenti che fanno tornare in auge il monogenismo,
    Tipo la recentissima scoperta dell'enciclica infallibile "Humani Generis" di Pio XII, scoperta dopo scavi archeologici in Vaticano?
    sotto differente aspetto
    In che senso?

    CIAO

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da giovannipresbit Visualizza Messaggio
    Il canto nuovo e pasquale della confessione di fede ( e in questa visione dell'icona mi permetto di ricordare che l'idea giuridicistica del sacrifiicio vicario ed espiatorio di Cristo è in fondo sostanzialmente estranea alla fede cristiana degli ortodossi nel senso che io oso pensare-lontanissimo da ogni retorica sulla felix culpa- che l'incarnazione del Logos coeterno al Padre nello Spirito ci sarebbe sempre stata a prescindere dal peccato stesso)in quel primato della cristologia ( e direi cristica) ricordato da Barsanufio tematizza da una parte la narrazione che il peccato è sempre un nostro atto di libertà(il peccato non è atto di natura a noi uomini dii per sè organico) e che esso è stato battuto e sconfitto (esiste solo come uno zombi che cammina-ma questa è altra storia) e quella relazione tra Cristo ed Adamo,dopo la liberazione di Adamo ,è oggi la verità della nostra deificazione e la speranza dell'apocatastasi
    P. Giovanni, non mi è chiaro in che senso il peccato è sempre un atto di libertà. Infatti noi non siamo liberi a causa del peccato di Adamo. Non c'è individuo privo di peccato. Sicchè nessuno può scegliere tra il fare e il non fare il peccato. Vi siamo immersi dalla nascita secondo la dottrina. Altro sarebbe se noi non fossimo già nel peccato, allora sì che potremmo scegliere e saremmo liberi. Ma così evidentemente non è perchè altrimenti l'intervento di Cristo sarebbe superfluo, infatti se uno può scegliere, significa che può scegliere anche il bene. Sicchè la santità sarebbe guadagnata per la sua azione buona e non per il tramite del Cristo. Il peccato originale di Adamo getta l'umanità in una situazione ontologica di peccato; dopo Adamo, secondo la dottrina, l'uomo non può più scegliere.
    Diciamolo senza mezzi termini: o c'è il peccato originale oppure non c'è. Se non c'è l'uomo è libero, se c'è l'uomo deve essere liberato, ma ciò non per suo merito ma per la mediazione di Cristo.
    Ora il punto è: Adamo ed Eva (o chi per loro) sono esistiti o no?
    In secondo luogo il fatto di essere creati in Cristo secondo me va approfondito. San Tommaso in una sua opera che in italiano va sotto il titolo di Il male e la libertà sostiene che Adamo per quanto creato senza peccato, perchè il peccato è male e Dio non crea il male, aveva comunque un limite e cioè il fatto di non essere ancora risorto. Cioè a dire che Dio crea l'uomo in vista della resurrezione. Ma qui c'è un problema. Infatti per risorgere bisogna pur morire, ma la morte non è l'effetto del peccato di Adamo?
    Come dice l'Apostolo cantando il suo inno a Cristo "morte dov'è il tuo pungiglione?".
    Insomma l'interrogazione qui non è su chi ha creato il mondo, sull'esistenza o non esistenza di DIo, qui è discusso il ruolo del Cristo rispetto all'assunto dottrinario che Dio non crea il male nè, pertanto, il peccato.
    Dunque ricapitoliamo: se Dio è santo non può creare il male (trascuriamo per ora il discorso sulla voluntas ordinata o absoluta), il male entra nel mondo , cioè nell'opera di DIo, per mezzo di Adamo che pecca; da quel momento l'uomo non può conoscere salvezza se non per mezzo del Salvatore, ovvero di Cristo DIo incarnato che assumendo su di sè il peccato e la morte, libera finalmente Adamo dai ceppi che lo tenevano incatenato all'inferno, cioè allo stato di dannazione ovvero di non beatitudine.
    Il punto ancora una volta è che se di Adamo si perdono le tracce, se cioè si perdono le tracce del peccatore anche l'origine del peccato si dissolve. e con essa l'economia della salvezza secondo la dottrina cristiana.
    Il che mi pare inquietante!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da makkab Visualizza Messaggio
    Pongo a tutti voi, cristiani e non, il problema segnalato.
    Anche alla luce di tutte le cose dette intorno a Darwin, mi è balenato il dubbio:
    se Adamo ed Eva non sono mai esistiti, il peccato originale non ha avuto luogo; se il peccato originale non ha avuto luogo, il Figlio di DIO, da che cosa ci avrebbe salvati?

    Obiezione: Adamo ed Eva non sono individui, ma simbolo dell'intera umanità!
    Risposta: non corretto per i seguenti motivi
    1) secondo la dottrina cristiana l'umanità nasce nel peccato perchè lo riceve in eredità e non perchè lo commette alla nascita come azione originale cioè nuova ovvero libera (in altri termini il neonato non commette peccato ma già vi è immerso, e per rimediarvi occorre il battesimo)
    2) l'umanità è un universale, ovvero non individuale. Non esiste l'individuo umanità, ma l'umanità è o l'insieme degli individui, o l'uomo considerato astrattamente. Nè nel primo, nè nel secondo caso si dà la possibilità del peccato. Per peccare è necessario qualcuno, un essere umano specifico che commetta il peccato. L'umanità non è qualcuno, dunque essa non può commettere peccato.
    Ergo: se Adamo ed Eva, che nel genesi figurano come due individui, non sono esistiti, chi ha peccato al loro posto? Non l'umanità in generale come abbiamo visto. E allora chi il primo sapiens? e perchè no il primo homo abilis? E perchè no il primo erectus? E perchè no l'ultima scimmia progenitrice dell'uomo?
    Ma se furono gli abilis a peccare, perchè mai a redimere ci ha pensato un sapiens? Infatti se Gesù oltre a essere vero Dio è anche vero uomo, la sua specie di appartenenza è quella dei sapiens.
    Insomma mi pare inquietante tutto questo. Chi vuole districare la matassa?
    Per me sei OT su questo forum e chi ti da spago ha gli stessi tuoi dubbi e li nasconde.

  9. #9
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    [
    QUOTE=makkab;4560813]P. Giovanni, non mi è chiaro in che senso il peccato è sempre un atto di libertà. Infatti noi non siamo liberi a causa del peccato di Adamo. Non c'è individuo privo di peccato. Sicchè nessuno può scegliere tra il fare e il non fare il peccato. Vi siamo immersi dalla nascita secondo la dottrina.
    Altro sarebbe se noi non fossimo già nel peccato, allora sì che potremmo scegliere e saremmo liberi. Ma così evidentemente non è perchè altrimenti l'intervento di Cristo sarebbe superfluo, infatti se uno può scegliere, significa che può scegliere anche il bene. Sicchè la santità sarebbe guadagnata per la sua azione buona e non per il tramite del Cristo. Il peccato originale di Adamo getta l'umanità in una situazione ontologica di peccato; dopo Adamo, secondo la dottrina, l'uomo non può più scegliere.
    Diciamolo senza mezzi termini: o c'è il peccato originale oppure non c'è. Se non c'è l'uomo è libero, se c'è l'uomo deve essere liberato, ma ciò non per suo merito ma per la mediazione di Cristo.
    Ora il punto è: Adamo ed Eva (o chi per loro) sono esistiti o no?
    In secondo luogo il fatto di essere creati in Cristo secondo me va approfondito. San Tommaso in una sua opera che in italiano va sotto il titolo di Il male e la libertà sostiene che Adamo per quanto creato senza peccato, perchè il peccato è male e Dio non crea il male, aveva comunque un limite e cioè il fatto di non essere ancora risorto. Cioè a dire che Dio crea l'uomo in vista della resurrezione. Ma qui c'è un problema. Infatti per risorgere bisogna pur morire, ma la morte non è l'effetto del peccato di Adamo?
    Come dice l'Apostolo cantando il suo inno a Cristo "morte dov'è il tuo pungiglione?".
    Insomma l'interrogazione qui non è su chi ha creato il mondo, sull'esistenza o non esistenza di DIo, qui è discusso il ruolo del Cristo rispetto all'assunto dottrinario che Dio non crea il male nè, pertanto, il peccato.
    Dunque ricapitoliamo: se Dio è santo non può creare il male (trascuriamo per ora il discorso sulla voluntas ordinata o absoluta), il male entra nel mondo , cioè nell'opera di DIo, per mezzo di Adamo che pecca; da quel momento l'uomo non può conoscere salvezza se non per mezzo del Salvatore, ovvero di Cristo DIo incarnato che assumendo su di sè il peccato e la morte, libera finalmente Adamo dai ceppi che lo tenevano incatenato all'inferno, cioè allo stato di dannazione ovvero di non beatitudine.
    Il punto ancora una volta è che se di Adamo si perdono le tracce, se cioè si perdono le tracce del peccatore anche l'origine del peccato si dissolve. e con essa l'economia della salvezza secondo la dottrina cristiana.
    Il che mi pare inquietante![/QUOTE]
    Qui entra in gioco moltissimo la lettura diversa,profondamente diversa,del PO fatta dalla cristianità d'occidente e dalla cristianità ortodossa

    E' vero che non c'è nessun individuo privo di peccato ma questo non deriva -a nostro avviso-da uno status di condanna strutturale e defintiiva nel sesno si nasce colpevoli e peccatori . No
    si nasce fratturabili,questo si ,si nasce nella possibilità di richiamare a noi stessi l'eredità adamitica ma anche nella possibilità di dir di no a tale eredità.

    Infatti per noi la Madre di Dio e semprevergine Maria è nata come te e come me con la stessa fratturabilità e con la stessa possibilità di dir di no. non era preservata ,non è nata-per noi -esentata dalla peccabilità(sarebbe stata un robot e comuqnue -all'interno della teologia occidentale del sacrificio vicario ed espiatorio del Cristo-sarebbe stata l'unica creatura già redenta a prescindere dal Figlio) ma ha scelto di non peccare.(gli ortodossi rifiutano il dogma cattolico dell'immacolata concezione cioè della nascita della Madre di Dio senza il peccato originale)

    Quindi è vero ciò che tu dici Non c'è individuo privo di peccato ma non è per noi ortodossi vero ciò che dici dopo nessuno può scegliere tra il fare e il non fare il peccato. Vi siamo immersi dalla nascita secondo la dottrina.

    Ma il punto,alla fine,non è neppure questo .Intervengo su questo 3d proprio per combattere questo pessimismo cosmico,totale,questa resa e questa rassegnazione (manichea? agostiniana? ) che riduce l'evento Cristo ad una sorta di soddisfazione di un offesissimo Dio Padre che per placare la sua collera può solo accontentarsi della morte del Figlio e cioè Dio per restare contento deve far morire Dio

    So bene e tu lo dici che il rischio contrario è quello

    Altro sarebbe se noi non fossimo già nel peccato, allora sì che potremmo scegliere e saremmo liberi. Ma così evidentemente non è perchè altrimenti l'intervento di Cristo sarebbe superfluo, infatti se uno può scegliere, significa che può scegliere anche il bene. Sicchè la santità sarebbe guadagnata per la sua azione buona e non per il tramite del Cristo
    .

    E' il rischio del pelagianesimo(se non sbaglio...) che è pure da rifiutare e lo si rifiuta proprio perchè abbiamo una visione diversa della santità .

    La Chiesa ortodossa ha proclamato santi ad esempio i 318 padri del concilio di Nicea senza interrogarsi sulla loro vita,su quella che tu chiami le azioni buone.ma li ha proclamati santi perchè essi si sono arresi,inginocchiati,hanno obbedito allo Spirtio Santo che docilmente e dolcemnte li ha portato alla confessione della fede della Chiesa e alla Chiesa Una ed Indivisa.

    Tu poi scrivi di Intervento di Cristo,mi dici tu a cosa fai riferimento? perchè anche qui credo che ci sia necessità di dirci che a vocabolo uguale esistono significati profondamente diversi

    Allora contro il pessimismo cosmico e contro un facile buonismo pelagiano io riposto ciò ho scritto prima
    il peccato è sempre un nostro atto di libertà(il peccato non è atto di natura a noi uomini dii per sè organico) e che esso è stato battuto e sconfitto (esiste solo come uno zombi che cammina-ma questa è altra storia) e quella relazione tra Cristo ed Adamo,dopo la liberazione di Adamo ,è oggi la verità della nostra deificazione e la speranza dell'apocatastasi

    e ti inviteriai a rallegrarti della deificazione promessa e a sperare nell'apocatastasi

    Padre Giovanni

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da makkab Visualizza Messaggio
    1) secondo la dottrina cristiana l'umanità nasce nel peccato perchè lo riceve in eredità e non perchè lo commette alla nascita come azione originale cioè nuova ovvero libera (in altri termini il neonato non commette peccato ma già vi è immerso, e per rimediarvi occorre il battesimo)
    Il peccato originale lo abbiamo dalla nascita e lo abbiamo tutti indipendentemente di nostri atti. Non viene però trasmesso per via biologica, ma è un fatto ontologico dell'essere umano. Quella della trasmissione biologica del peccato originale mi sembra sia anche una specie di eresia.

 

 
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