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    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
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    Onore a una donna coraggiosa Oriana Fallaci

    Non avevo la sua stessa idea, ma ha dimostrato coraggio e onestà intellettuale.
    _________________________________________________

    L'islam, la fede e quella sigaretta fumata col Papa

    di RENATO FARINA
    Il nostro tempo è stato segnato dalla presenza di Oriana Fallaci. Gridava come Cassandra: «Troia brucia, Troia brucia!». L'accusavano di spargere odio. Ma quanti hanno ritrovato grazie a lei l'amore per quello che aveva perso sapore, il suono delle campane, le parole udite nell'infanzia dalla propria madre, il colore del cattolicesimo uguale identico all'azzurro di certi cieli di Toscana e di Lombardia. Certo, Oriana ha urlato di odio, ma era l'odio contro le tenebre. Odiava la tirannide dell'islam che nega la nostra memoria e la nostra anima. Si scagliava con la furia della poesia perché aveva cara la culla in cui la mise sua madre, e continuava la lotta per la libertà in cui l'aveva introdotta quattordicenne papà Edoardo. Un'atea attraversata da parte a parte dalla spada cristiana. Ha cercato di levarsela sin da quando era piccola. Poi l'ha accettata, persino amata: una ferita da cui sgorgava una fontana di pensieri, passioni, proteste e amore. La sua identità personale e di popolo. L'Occidente e i diritti dell'individuo sempre per lei connessi ai doveri. Dell'Italia diceva che era cattolica o non era. Diceva proprio "cattolica". Non le bastava la definizione di cristiana per descrivere la sua cultura. Ci è capitata questa profetessa: insopportabile e magnifica. Siamo stati fortunati. Con lei era impossibile dormire, far finta di non sapere che razza di malattia mortale sia la diffusione dell'islam e la fragilità compiaciuta dei nichilisti di casa nostra. E ora che giace inerme? Hanno già agitato il turibolo intorno al cadavere, convinti che non li morda, elogiano la sua attività di giornalista, la sua coerenza, prendendo le distanze dalle sue opinioni pericolose. Una santa, onorata, incensata: morta. Morta! Che ne sarà di noi senza di lei? Raccoglieremo la sua testimonianza? Mi viene da dire: chissenefrega. Mi importa di lei, adesso. Mica solo io. Chiunque le abbia voluto bene e le debba un'ora di lettura incantata spera che quella donna non coincida con il suo corpo sbranato dal cancro. I martiri islamici se la spassano con 63 o 73 vergini, ho perso il conto, e lei incenerita? Ma no, il cristianesimo che lei ha onorato da atea, promette il centuplo quaggiù ma anche l'eternità. Lei era colpita dal «mio Ratzinger». Ho in mente il dito del cardinale bavarese, non ancora Papa, che indica una finestra sopra le nuvole. Ciao Oriana. Ci sono due grandi temi nella sua opera, scritta e vissuta. In realtà sarebbe uno solo, ed è <«a ricerca della libertà», che Oriana fa coincidere con la libertà stessa («unica parola senza sinonimi», ha scritto). È la questione del significato. Urge in tutti, ma alcuni geni sono travolti da questa passione unica. In lei ha trovato il suo punto di massima espressione dinanzi alla macchina per scrivere. Che era molto di più del buttare giù delle righe. C'era dentro qualcosa di impagabile. Nel disordine di queste ore sottosopra, conviene fissare un paio di paletti. Dio e Islam. Oriana ha avuto un nemico: il niente. Il contrario di Dio. Il problema è che non ci credeva. La morte? Al diavolo, era brutta, ma anche dolce, in fondo le pareva l'altra faccia della vita. Scrisse: «Non la capisco. Ma senza quello spreco che chiamo Morte non ci sarebbe la Vita». In teoria funziona. Tutto passa, panta rei. Ma quando ce l'hai addosso, e bussa, e come un rapace si prepara a inghiottire il nostro "io", hai un bel ragionare di flusso vitale. A lei dava fastidio l'inazione che consegue al tirare le cuoia: come si fa a combattere se si è morti? Proprio adesso doveva morire? Negli ultimi anni era angosciata dalla avanzata inesorabile del niente, e l'idea che lei non poteva più combatterci contro, sputarci addosso, tirargli un cazzotto perché banalmente cadavere, l'atterriva. Parafraso la frase di cui sopra. Hai un bel dire: la Vita si nutre della morte di Oriana. Ma senza Oriana è una vitaccia. Per me è aver perso un litro di sangue. Con lei è tutta un'altra cosa combattere contro i pavidi occidentali, Maometto col suo Allah, sinistra e destra coglione, berciatori vari. Al suo fianco erano corpuscoli infinitesimi. Potevano anche ammazzarla, ma lei se ne faceva un baffo. Noi pure, nani accanto a questo gigante di 29 chilogrammi. E adesso? Nessuno ha amato come lei la vita - ho pensato subito all'alba di ieri, svegliato da una voce addolcita per non spaventarmi troppo. Lo so. Ora lo so di più. È impossibile che la sua scintilla fantasti ca, unica, irripetibile sia stata spenta nel niente. È un'evidenza della ragione. Se fosse qui, glielo direi, anche se adesso ne ha esperienza. E non vale l'idea tibetanmarxista, alla Tiziano Terzani, che il suo io si sia dileguato nel lucente gran fiume del Tutto (che è uguale al Niente). Oriana non può accontentarsi di una simile romanticheria spiritualista. Non c'entrerebbe niente con la fibra dei suoi giorni. Essi si sono svolti nell'interpretazione perfetta della parte che Dio nella Bibbia assegna all'Uomo. «Vita hominis militia est», la vita dell'uomo è una guerra. Lo dice Jahvé a Giobbe per rianimarlo. Oriana è stata molto meno paziente di Giobbe. E ogni giornata è stata guerra, sempre. Possibile che abbia vinto la pace del cimitero sul suo fuoco interiore? In queste pagine leggerete molte cose da lei scritte. La sua pagina era la sua guerra. Trasformava in una domanda a me, a te che leggi, la realtà entrata negli occhi, che le aveva piagato i piedi scarpinando, suscitando pietà e ironia. Usava le stesse parole di tutti. Ma ci sono le scamorze anche famose che le estraggono dall'impermeabile, lei le tirava fuori dalle viscere, come bambini appena nati, come un miracolo. Ogni "io" Oriana ci ha insegnato che è un miracolo. Possibile che sia nato solo per la morte? Lei lo ripete sempre. Anzi, lo ripeteva, mi sono dimenticato che è morta. Maledizione è morta. Ma non è che ne sono tanto sicuro. Io spero. Lei che è stata l'emblema del pessimismo più nero, oggi è il segno dell'ultima speranza. Io ci credo. Ha scritto una frase terribile: «Dio, Dio perché non esisti?». Secondo me, se conosco un po' tutt'e due, Dio c'è, anche solo per contraddirla, per discuterne con lei e dimostrare che almeno una volta si è sbagliata. Lo so: direbbe che non è il dio vero, ma «il migliore degli dèi inventati dagli uomini». Una proiezione dei nostri bisogni. Quando me lo sbatté in faccia, una sera d'estate, offrendomi la bottiglia migliore di Champagne (lei era così con gli ospiti), mentre lei si cibava come un uccellino di briciole di pane, le risposi che poteva trovare qualcosa di meglio del materialismo volgare di Feuerbach. La buttai lì per fare il saputo. Avrei voluto esprimermi con la sua forza, e argomentare che lei stessa era la prova dell'esistenza di Dio. Come fa a non esistere uno che è invocato da una donna come lei? Come può essere generato dalla materia inerte, o dalla Vita impersonale un io così puro e amante della libertà? È pura logica: la materia non può generare ciò che aspira all'infinito. Sono irrazionali quanti pensano il contrario. Non è un mio argomento: l'ho ripreso pari pari dal suo Ratzinger. Ho persino provato a dirglielo, ma io sono un poveretto, mi sono ingarbugliato. Mi parlò meravigliosamente di Cristo, del fatto che ha dato la libertà al mondo, ma poi sosteneva che è stato un grande filosofo di coerenza assoluta, e però gli apostoli avevano inventato la Chiesa tradendolo. Io spiegai che non era proprio così, che era il Mistero fattosi compagnia. Mi guardò stupita. Mi disse: «Tesoro, tu sei troppo cattolico. Ma abbiamo una cosa in comune: siamo amici di Feltri, e abbiamo resistito, lui che scaccia l'amico come la peste». Naturalmente non è vero, ma abbozzai. Un giorno si mise a bestemmiare al telefono, al modo dei toscani. Io me la presi. E lei: «Dovresti esser contento. Se Lo bestemmio vuol dire che ci credo, no?». Ci teneva però a dire che era atea e cristiana. Poi ha incontrato Ratzinger. Non so che cosa si siano detti Oriana e Ratzinger - lei non riusciva a chiamarlo Benedetto o Santo Padre. L'unica cosa sicura è che Oriana, fatto inaudito, ha tirato fuori una sigaretta e ha fumato. Lì, davanti al Papa, a Castelgandolfo. Dopo quell'incontro ha acquistato una lieve luce nelle sue prose. Sempre più furibonde con l'islam, ma anche crudeli contro l'Occidente che ha rinunciato al cristianesimo e abbracciato il niente. Se la prese con la nostra adorazione della scienza che sacrifica embrioni. Il suo linguaggio è stato l'unico capace di mettere a fuoco la realtà umana di quelle poche cellule, di farne sentire la voce di creaturine nate per vivere e il loro urlo quando erano trasformate in gelatine per la coltura di qualche pezzo di ricambio umano. Poi ha visto spesso il vescovo Rino Fisichella, e non so. La questione dell'Islam? Basta poco qui. Avrà riempito i giornali e le tivù. Tutti avranno distinto due fasi nella Fallaci: quella della reporter impareggiabile e quella della cattiva maestra di religione. Non c'è differenza. Lei ha sempre avuto gli occhi aperti. Dovunque ha visto una prepotenza l'ha denunciata, senza riguardi. Il metodo è lo stesso. Ma proprio ora che il pericolo è immensamente più grande, ci si attarda per seppellirla con molti onori, invece che seguirla. Oggi tutti i parlamenti arabi attaccano Ratzinger, le comunità islamiche europee pure. E nessuno che alzi la testa, nessuna Camera dei deputati, nessun governo occidentale (ad eccezione della Merkel) che urli il-Papanon-si-tocca. Se c'era lei... Ma lei c'è. Ci sei. Dacci una mano Oriana. Ti vogliamo bene.
    Libero 16 settembre 2006

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  2. #2
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    Riposi in pace, la sua libertà di giudizio fuori dai recinti del politicamente corretto era veramente preziosa soprattutto per noi cristiani

  3. #3
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    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
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    Predefinito fatemi capire

    Frequento ormai con regolarità e costanza questo forum e lo frequento da cristiano e presbitero ortodosso non in comunione con la chiesa romano-cattolica e lo frequento alla ricerca del confronto(non del banale ecumenismo dei bacetti)anche duro e robusto e così è stato e così sarà:Ho sempre detto che le ferite ci so o ed è bene che non cicatrizzino per emozioni soggettivistiche e da new age .

    Tuttavia...leggo ed assisto a incredibili scontri verbali (spesso ai limiti dell'insulto e della perfidia maligna- ci sono certi usi degli emoticons che sono usi assolutamente destrutturanti per l'interlocutore)tra di voi e sempre all'interno del primato delle scelte culturali e politiche come se tali scelte fossero/e a quanto pare per voi lo sono) non solo previe alla fede,ma a monte e avalle della stessa ,il fondamento di essa,la sua giustificazione per cui si è buoni cristiani solo se si è prima,durante e dopo o collocati a sinistra o collocati a destra o collocati tra gli amici degli USA o ccollocati tra gli avversari degli USA

    Questo si chiama clericalismo e poco importa la sua collocazione .il clericalismo è sempre idolatra e blasfemo

    Non ho mai nascosto nè la mia provenienza culturale nè le mie personali opzioni politiche ma credo sempre di averle presentate nell'ordine della laicità(che sembra essere qui entità aliena) cioè come cittadino e come elttore e non ho mai nè pensato nè vissuto che essa scelta culturale e politica inverasse la mia fede e dovesse divenire metro di giudizio della fede degli altri.,per ilasciare ad essi patenti di più o meno cristianesimo a secondo la loro collocazione politica.

    Non è esperienza mia e non lo è delle congregazioni della chiesa ortodossa(con particolare riguardo alla diaspora in italia) .Non sto tessendo l'elogio cretino del pluralisno delle opzioni politiche per i cristiani,il che è quasi una banalità,sicuramente un'ovvietà(anche se so che alcuni tra voi non accettano questa ovvietà ed altri tra voi la leggono come valore politico fondativo della fede),sto invece -e lo invoco davnti al Signore anche per dare a me stesso la possibilità di fermarmi quando scivolo in pericolosi eventuali integrismi - che la testimonianza ,la nostra testimonianza e la nostra confesisone di fede demitizzano di per sè ogni valenza culturale e politica lasciansola nell'ordine delle dimensiioni infravalenti/come direbbe il cattoluico Maritain) o nell'ordine del tacere davanti al Signore Risorto(come cantiamo noi ortodsossi).

    Certo quel pluralismo definito banale ovvietà,certo questa laicità cristiana,questa testiominanza concreta dei cristiani hanno necessità di contenuti concreti ed anche di paletti e nello stesso tempo di fanatsia creativa ma questa è altra fatica...

    Ed allora fatemi capire fratelli e sorelle. dopo che per motivi politico-culturali
    ritenuti base di inveramento della fede,vi siete duramente mandati reciprocamante all'inferno, poi come potete confessare allo ra la stessa fde(secondo le vostre premesse non è più la stessa fede) e spezzare insieme il pane e bere insime e il vino del Signore? che senso ha allora questa unità?

  4. #4
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    Ho conservato l'intervento di Padre Giovanni per le considerazioni interessanti e condivisibili che riporta, tale intervento ritengo fosse nato come risposta alla solita rissa scoppiata in questo 3d. Ora questi interventi, anche quelli da me condivisi, sono stati cancellati e quindi l'intevento di Padre Giovanni sembra fuori luogo, ma così non è. Finiamola di darci legnate fra di noi accusandoci di essere filo CIA, filo islamici e così via. Lo dico anche a me stesso che spesso sarei tentato di intervenire e nel mio piccolo scatenare una piccola Ratisbona.

  5. #5
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    La tradizione non è il passato. La tradizione ha a che vedere con il passato né più né meno di quanto ha a che vedere col presente o col futuro. Si situa al di là del tempo.
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    condivido.
    come sempre padre giovanni è sinonimo di saggezza
    Pro aris rege!

  6. #6
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    Ho visto che sono stato cancellato anch'io. Chiedo venia se sono entrato in maniera un po' dura,
    ma vorrei far notare che, mentre io mi limitavo a rilevare il fatto che la posizione di Renato Farina è inficiata dal fatto del suo servizio illegale all'istituzione CIA (come è risultato dal recente processo, in cui lui stesso s'è definito un "soldato"),
    un altro forumista mi ha subito attaccato ed offeso scrivendo che "quelli come Farina fanno bene a distruggere i catto-comunisti filo-islamici come me". Il che non mi sembra proprio la stessa cosa.
    Comunque non voglio sindacare sulla censura, visto che ho ammesso una certa mia spigolosità nell'intervenire.
    Solo spero che (visto che noto ora che uno dei moderatori reca nell'avatar la frase "sempre con Israele" ...) la censura non si ripeta un po' troppo spesso e un po' troppo alla leggera, quando dalla discussione emergeranno posizioni non gradite a quella atlantista e sionista, benché espresse in maniera civile.

  7. #7
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    Farò anch'io tesoro delle parole del padre ortodossso, che ho letto ora.

  8. #8
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    Oriana Fallaci era una libera che diceva quello che pensava, senza giri di parole e senza ipocrisia.

    Ma, mi spiace, non posso essere dispiaciuto della scomparsa di una persona che ha rovinato gli ultimi anni di carriera seminando odio a destra e a manca. Ha inviato messaggi di guerra e di odio (soprattutto razziale) che non solo non andrebbero condivisi, ma andrebbero cancellati. Se scrivo che gli ebrei dovrebbero essere re-internati nei campi di concentramento dovrei essere solo menato, così dovrebbe capitare per chi sputa sentenze e odio senza senso.

    Ma ovviamente in USA le hanno lasciato scrivere quello che voleva... le twin towers hanno giustificato tutto.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Magius Visualizza Messaggio
    Oriana Fallaci era una libera che diceva quello che pensava, senza giri di parole e senza ipocrisia.

    Ma, mi spiace, non posso essere dispiaciuto della scomparsa di una persona che ha rovinato gli ultimi anni di carriera seminando odio a destra e a manca. Ha inviato messaggi di guerra e di odio (soprattutto razziale) che non solo non andrebbero condivisi, ma andrebbero cancellati. Se scrivo che gli ebrei dovrebbero essere re-internati nei campi di concentramento dovrei essere solo menato, così dovrebbe capitare per chi sputa sentenze e odio senza senso.

    Ma ovviamente in USA le hanno lasciato scrivere quello che voleva... le twin towers hanno giustificato tutto.
    No caro Magius, non era "odio" quello della Fallaci, se hai letto i suoi ultimi libri, vedrai che il suo era un "urlo" magari drammatico, per i sordi governanti europei (specie quelli italiani); un "urlo" al richiamo della nostra identità storica, intellettuale, religiosa (lei atea "cristiana"), a non trasformare l'Europa in "eurabia", e chi non si accorge di quello che storicamente ha fatto l'islam nei secoli, l'occupazione non militare ma familiare (gli islamici in Italia hanno il più alto tasso di natalità) allora oltre che sordo è anche cieco.

  10. #10
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    La Fallaci ha solo reso più difficile un rapporto già difficile.
    Pensava di sbaragliare il fondamentalismo islamico con un contro-fondamentalismo cristiano. In realtà, non c'è nulla di più controproducente.

 

 
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