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    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
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    Predefinito Cronaca di una conversione.

    Cronaca di una conversione
    "Al sindacato mi chiamavano : killer"



    Marco Gennari: responsabile del Cammino Neocatecumenale in Lombardia e a Piacenza e Verona
    Dagli anni delle dure lotte sindacali nel ’68 alla lunga crisi esistenziale fino all’incontro con Dio

    Al sindacato, alla Cisl di Roma, lo chiamavano killer, perché quando c’era da distruggere un avversario c’era lui, l’eroe delle prime occupazioni degli enti statali nel ’68.
    Oggi “killer” ha deposto le vecchie armi. Parla ancora di combattimento, ma contro il demonio, contro il peccato, perché la sua battaglia oggi è di fare della Chiesa il popolo dei re, profeti e sacerdoti sognato dal Concilio Vaticano II.
    Cerchiamo di capire con lui cosa c’è alla base di questa esperienza ecclesiale:

    Marco, perché “Killer”?

    Perché sapevo come distruggere gli avversari! Incitavo la gente agli scioperi e diressi le prime occupazioni degli enti statali. Per organizzare uno sciopero devi portare le persone all’odio: parti magari da una piccola verità ma poi devi allargarti, la tensione, l’odio e la contrapposizione crescono e poi………..

    La battaglia più clamorosa?

    Me ne pento ancora oggi……riguarda l’Inail, dove io ero entrato nel ’53. L’istituto aveva i suoi centri traumatologici e in questi ospedali erano presenti come infermiere le suore. Io feci una battaglia per mandarle via perché toglievano i posti di lavoro alla gente comune.
    Mi ero illuso che più benessere equivalesse a più felicità. I sindacati hanno aiutato i lavoratori a star meglio, anche economicamente, ma mi accorgevo che più la gente stava bene, meno era felice e più arrabbiata, voleva sempre di più. Da lì sono entrato in crisi, in un forte esaurimento nervoso. Per sei mesi mi hanno curato con il Valium.
    Era la fine del ’69 e sono crollato…………

    Cosa succedeva a casa?

    Tornavo quasi sempre tardi, di notte, e mia moglie e i miei figli dormivano già. Un giorno vennero annullati gli impegni sindacali della giornata e me ne tornai a casa. Ho suonato il campanello e ha risposto mia figlia, aveva 3 anni, e disse: “Mamma, c’è un signore!”. Non mi aveva riconosciuto perché non mi vedeva mai… Io sentii quelle parole ma non mi resi conto della gravità della cosa.
    Dio mi stava dando dei segni ma non mi facevano effetto. In fondo, finché uno è prigioniero del demonio, non ha occhi per chi ha attorno a sé.

    Com’è avvenuto l’incontro con il Cammino Neocatecumenale?

    Mia moglie s’era stancata di me; non m’aveva detto niente ma voleva separarsi. Un giorno m’aveva dato appuntamento alle sei del pomeriggio, io me ne dimenticai e tornai alle nove. Sapevo la sua reazione, il muso delle donne…..lei mi disse: “andiamo in parrocchia”, io pensai: vado dappertutto pur di non vederla arrabbiata. E mi portò alle catechesi del Cammino.
    Finite le catechesi, c’era la convivenza iniziale, il ritiro che introduce al Cammino. Io dissi: “non vengo, se no sfascio tutto!” . Alla fine andai, e successe che lì si ammalò il catechista, e sua moglie mi chiese se volevo leggere il ”Sermone della montagna”. Andai e mentre leggevo quelle parole del Vangelo…….(si commuove)……. io dicevo: “beati i poveri in spirito…beati i puri di cuore…”, quando sono arrivato a beati i miti, mi bloccai; la sentii come una parola viva diretta a me!
    Nel sindacato passai dagli scioperi al settore formazione. Dopo l’incontro con il Signore non mi sentivo più di combattere per una giustizia che era solo odio e muro contro muro!

    E così lei e sua moglie siete rimasti insieme?

    Sì, siamo rimasti insieme pur essendo diversi. Litighiamo, ringraziando Dio. La vita è questa: tutti i giorni ti alzi e guardi l’altro, che cosa vedi? la discomunione, l’altro è diverso, però l’accetti con gioia e aspetti che scenda dall’alto, da Dio, la koinonia, la comunione. Qual è il dono di Dio? Il chiedersi perdono anche quando ti sembra di avere ragione. Il grande potere che si sperimenta in una comunità è la riconciliazione! Perché è l’amore fraterno che aiuta l’uomo di oggi a trovare Dio.

    Ogni comunità Neocatecumenale che nasce in una parrocchia è una realtà eterogenea, fatta da persone anziane e giovani, da gente intelligente e meno intelligente, da gente che ha i soldi e da chi non ne ha, da uomini e donne, da persone di destra e di sinistra…
    Questa comunità sta insieme, non un mese, ma anni creando così un interrogativo intorno a sè: come fanno a stare insieme? Chi li tiene uniti? La comunità vale non per quello che fa ma per quello che è. Siamo peccatori come gli altri, soggetti a tutte le tentazioni, però Dio ha la capacità di farci stare insieme. Si dimostra che Cristo è vivo perché abbatte le barriere che dividono gli uomini.
    Ho visto gente rinunciare all’eredità pur di rimanere in pace tra fratelli di una stessa famiglia o persone prendere a casa la madre malata di Alzheimer che se non c’è Gesù Cristo la si porta all’ospizio.

    Che cosa vuol dire essere cristiani oggi?

    Pregare non basta. Anche i musulmani pregano e lo fanno meglio di noi. Ciò che caratterizza il cristiano è l’amore al nemico. Kiko una volta ha raccontato questo episodio realmente accaduto: in una fabbrica di gas, si ruppe una conduttura. La gente rimaneva asfissiata dalle esalazioni di gas. Arrivarono le ambulanze e portarono via i malati, ma ci volle qualcuno che a rischio della vita andasse a tappare la falla.
    Nella società, sindacalisti, politici…..tutti hanno la loro missione; quella del cristiano è di andare a tappare la falla da dove nasce il male ed entra in circolazione. Se a me fanno un’offesa, io vado a casa e me la prendo con mia moglie, mia moglie con suo figlio…..insomma il più debole paga per tutti. Se uno invece ferma il male, questo non va in circolazione.
    Faccio un esempio: a un fratello di comunità, un amico di famiglia aveva violentato il figlio piccolo. Lui gli è andato a chiedere perdono perché l’aveva giudicato. Chi ci riuscirebbe……..

    Oggi la Chiesa è una minoranza……….

    Sì, dopo la Chiesa di massa nata con l’editto di Costantino, con il Concilio Vaticano II siamo tornati alla Chiesa delle origini. Oggi c’è bisogno di una fede radicale, una fede che nasce dal battesimo.
    E per questo che c’è bisogno di un itinerario che aiuti a riscoprire il battesimo.
    Paolo VI nel 1974 disse pubblicamente che la Chiesa primitiva faceva il catecumenato prima del battesimo, il Cammino Neocatecumenale lo propone dopo il battesimo ma ha lo stesso obbiettivo: rendere viva la fede. In un mondo che si rifaceva ai valori cristiani, il battesimo dava i suoi frutti, ma oggi la società non è più cristiana. La Chiesa di massa è terminata. Se io vado a una messa in parrocchia, se entro che sto male esco che sto ancora male; se entro che sto bene esco che sempre bene. La messa in parrocchia e quella nella comunità Neocatecumenale è la stessa grazia. La differenza è nel recipiente. Se io vado a prendere la grazia con un colabrodo la perdo tutta. Se io vado in comunità e ho il muso ho sempre un fratello e una sorella che mi dicono: “Marco che hai?”. Io gli posso anche rispondere: “fatti gli affari tuoi”, ma questo “Marco che hai?” mi dà un’identità: io esisto. Sei io vado in parrocchia, chi mi dice “Marco che hai?”.
    La gente non può rimanere massa. La messa domenicale non basta più. Io dico sempre ai parroci: “fate proposte pastorali, non lasciate la gente nella massa”.

    Qual è l’obbiettivo del Cammino?

    Il catecumenato và all’essenziale: all’iniziazione cristiana. Se non torni alla sorgente il mondo ti risucchia. Tutti sappiamo di essere peccatori, ma tutti tendiamo a difenderci. Le persone sono corazzate, perciò ci vogliono anni per combattere contro il nostro orgoglio e la nostra superbia e accettare di essere amati gratuitamente da Cristo!


    Fonte: Il nuovo giornale


    S.R. -catechumenium.it
    Nella foto: immagini del sessantotto.

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  2. #2
    federica1980
    Ospite

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    PER FEDERICA 1980

    Insulti gratuiti contro i neocatecumenali o contro qualunque altro movimento della Chiesa non sono tollerati. Si può esprimere dissenso o critiche ricorrendo ad un linguaggio civile altrimenti, se l'unico scopo di un messaggio come questo è la sola voglia di provocare allora per la moderazione non resta altra scelta che la sua cancellazione.

  3. #3
    Fiero Conservatore
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    una bella storia, lo sapete che io abito proprio vicino a Piacenza? "Il Nuovo Giornale" è l' organo della diocesi locale.

  4. #4
    שמע ישראל
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    Grazie per la bellissima testimonianza.

    Rendiamo umilmente grazie a Dio.

 

 

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