Lo sviluppo del Cammino in Giappone
Enfatizzare l'Incarnazione più che l'inculturazione




Il Giappone è stato a lungo guardato come un paese difficile, ma non impossibile, da evangelizzare.Questo è ciò che ha potuto verificare un missionario italiano. Padre Antonello Iapicca arrivò in Giappone nel 1990, accompagnato da 17 seminaristi provenienti da 15 paesi del mondo. Tutti erano membri del Cammino neocatecumenale, chiamati in Giappone dallo zelo missionario del Vescovo di Takamatsu, Mons. Joseph Fukahori (ritiratosi nel Maggio 2004 ndr.).
Quando Padre Iapicca arrivò c’erano nella Diocesi solo 5 preti, quattro di loro con una età superiore ai 65 anni. C’erano due seminari , ma nessun seminarista.
“Non parlavamo una parola di Giapponese”, ricorda P.Antonello.
Ad oggi ci sono 25 Comunità neocatecumenali e ben 27 preti sono stati ordinati , provenienti dal Seminario Redemptoris Mater , il Seminario Internazionale Missionario Diocesano eretto dallo stesso Mons. Fukahori.
“Non è uno sviluppo sorprendente, ma i segni di speranza sono molteplici”, dice Padre Iapicca. “Il nostro impegno non è rivolto tanto alla inculturazione (del Vangelo ndr), quanto alla Incarnazione.In altre parole, noi non cerchiamo di inserire Gesù Cristo nella cultura dominante, ma di elevare la cultura dominante al livello della Incarnazione di Gesù Cristo”.
Solo 400mila Giapponesi sono cattolici, lo 0,3 per cento della popolazione. A questi si aggiungono 500.000 immigrati Filippini e Cattolici Sudamericani.
“Se sei cattolico e decidi di smettere di lavorare alle 6 del pomeriggio per andare a casa dalla tua famiglia, allora sei guardato come un qualcuno di “diverso”, un “perdente”, hai chiuso la tua carriera, dice Padre Iapicca.
“Sta crescendo una generazione di giovani che hanno virtualmente vissuto senza un padre”, aggiunge. “Noi vogliamo trasmettere la conoscenza del Vangelo con una intensa testimonianza, attraverso un autentico umanesimo cristiano. La sfida è enorme, ma non ci manca l’entusiasmo”.

Fonte: AD2000
Traduzione: A.S.-catechumenium


Oggi il Seminario Redemptoris Mater di Takamatsu, che tanti frutti ha dato e sta dando alla Chiesa giapponese, è a rischio di chiusura. Vi è infatti una forte corrente di pensiero diffusa tra i vescovi giapponesi (della quale vi abbiamo dato conto in precedenti articoli) che vede nell’azione fortemente improntata al sociale la soluzione dei gravi problemi della società giapponese (ad esempio: è abbastanza, ma non sufficientemente noto l’alto tasso di suicidi tra i giovani). Per questo motivo un seminario che forma preti, al contrario, fortemente orientati all’Annuncio di salvezza tramite la testimonianza, la catechesi e la formazione di comunità cristiane sul modello delle prime comunità, non è ben visto, anzi decisamente rifiutato.
In questo senso è stata importantissima la recente visita del Nunzio in Giappone ( vedi ns. articolo del 4 Settembre scorso)*, che ha potuto toccare con mano la realtà di questo Seminario e delle comunità di Takamatsu in vista della successiva udienza con Benedetto XVI, udienza che si è svolta Venerdì 8 Settembre scorso e che certamente ha visto coinvolto nel colloquio tra il Nunzio e il Papa anche il futuro di questo Seminario Redemptoris Mater, per il quale anche Kiko nutre una ovvia preoccupazione.


Nella foto: Takamatsu by night.

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* Takamatsu , visita del Nunzio Apostolico
Un incoraggiamento ai seminaristi del RM, all'equipe e ai fratelli : "Proseguite il cammino iniziato!"



Nei giorni dal 6 all’11 Maggio 2006, il Nunzio Apostolico di Sua Santità in Giappone, Arcivescovo Mons. Alberto Bottari de Castello ed il suo segretario Mons. Leon Kalenga, hanno visitato la diocesi dell’isola di Takamatsu.
Tappa importante del viaggio è stata la visita al Seminario Redemptoris Mater, alla quale, di comune accordo con il Vescovo Mons. Francesco Saverio Mizobe, hanno voluto dedicare una intera giornata.
Tutti i membri del seminario, compreso il proprio rettore Padre Angel Luis Romero, hanno vissuto questo evento come una grazia particolare perché coscienti che nella persona del Nunzio Apostolico si fa in qualche modo presente lo stesso Santo Padre.
La visita si è aperta con un incontro al quale hanno partecipato i presbiteri ordinati a Takamatsu dalla nascita del seminario (1990) e che ora esercitano il loro ministero nella stessa diocesi.
Il Nunzio li ha ascoltati uno ad uno ed infine, contagiato dal clima di comunione e spontaneità creatosi, ha voluto raccontare a sua volta la sua vocazione e il suo cammino da seminarista a giovane presbitero nella sua diocesi, Treviso, e per 6 anni rettore di un seminario in Camerun fino a servire la Chiesa come membro del Corpo Diplomatico della Santa Sede.
Di seguito è stata celebrata l’Eucarestia con tutta la ricchezza dei segni che il Cammino Neocatecumenale insegna a valorizzare: l’assemblea festosa, l’altare adornato per il banchetto celeste, il cero Pasquale che dissolve le tenebre, i canti gioiosi, la bellezza dei paramenti e, al di sopra di tutto, il dono ineffabile di mangiare del Pane della Vita e bere del Calice della Salvezza.
Il Nunzio non aveva mai partecipato precedentemente ad una celebrazione con queste caratteristiche e durante tutto il tempo si è mostrato contento e a suo agio.
Finita la celebrazione, Sua Eccellenza ha condiviso un altro momento forte di comunione: il pranzo, preparato con particolare cura ed amore senza far mancare dell’ottimo vino del Veneto, sua terra natìa.
Dopo un breve momento di riposo tutti si sono riuniti con il Nunzio insieme all’èquipe dei formatori del seminario e a quella dei catechisti itineranti in Giappone con il proprio responsabile Gregorio Sacristan da 34 anni catechista di quella nazione, in un ambiente riservato dove con grande franchezza hanno avuto modo di dar conto a Sua Eccellenza di alcuni dettagli sulla nascita del seminario, la sua storia e quindi della difficilissima situazione attuale del cristianesimo in quella terra; sebbene, come ha detto il Rettore: “ Sono proprio queste difficoltà che ci mantengono desti e ci aiutano a riporre giorno dopo giorno la nostra fiducia nel Signore”.
La giornata del Nunzio in seminario si è conclusa a metà pomeriggio, all’aria aperta, ai piedi della Madonna di Mizushi.
In quel luogo erano presenti più di cento fratelli delle comunità dell’isola di Shikoku, famiglie in missione, presbiteri e seminaristi, anziani, giovani, bambini, italiani e spagnoli che parlano giapponese con l’accento di “sanuki ben” (dialetto locale), stranieri e giapponesi di ogni parte, il popolo santo di Dio, ………in un'unica parola: la Chiesa Cattolica!
Le parole con le quali il Nunzio ha voluto concludere l’incontro sono state semplici, ma di grande conforto e cariche di profondo significato: “Andate avanti nel cammino che avete iniziato!”


S.R. - catechumenium.it

Nella foto: il momento conclusivo della visita di Mons. Alberto Bottari de Castello