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  1. #1
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    Una domanda. Che io sappia, Fr. Roger non era cattolico, ma protestante evangelico, figlio di pastore evangelico, e mai convertito alla fede cattolica.
    Dunque non capisco la foto postata da Lepanto sulla comunione data dall'allora Card. Ratzinger. Non è un caso di intercomunione condannata da Giovanni Paolo II nell'enciclica sull'Eucarestia? Non è questo un caso di cambiamento della posizione della Chiesa su tale punto? Mi auguro di no ...
    Comunque, come cattolico, lo affido alla misericordia di Dio.

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  2. #2
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    25 luglio 2005 - (ve/kipa) Aveva fatto discutere, in occasione dei funerali di Giovanni Paolo II, il fatto che Roger Schutz, priore della comunità monastica di Taizé, avesse ricevuto l’ostia dalle mani dell’officiante cattolico romano, cardinale Josef Ratzinger. Le discussioni erano state generate dal fatto che Roma esclude ogni possibilità di ammettere i protestanti alla comunione eucaristica. Come è noto Schutz, figlio di un pastore evangelico, a sua volta teologo evangelico, è molto vicino al cattolicesimo romano, ma non ufficialmente convertito. In una nota, diramata da Joaquin Navarro-Valls, ai primi di luglio, il Vaticano è tornato sulla questione. Nella nota si dice che l’ammissione di Roger Schutz alla comunione, nel corso del requiem per Giovanni Paolo II, deve essere considerato un’eccezione. Da quell’episodio, precisa la nota vaticana, non è lecito dedurre alcuna conclusione in merito alla pratica sacramentale cattolica romana e in particolare alla posizione di Roma nei confronti dell’intercomunione. La nota ricorda che Schutz condivide in ogni dettaglio la dottrina cattolica romana sull’eucaristia ed è personalmente contrario alla pratica dell’intercomunione (a Taizé, dice ancora la nota, tale prassi è perciò accuratamente evitata).
    L’ammissione di Roger Schutz alla comunione, lo scorso 8 aprile, in Piazza san Pietro, non era prevista. A causa di alcune circostanze Schutz si sarebbe trovato – spiega la nota – nel gruppo delle persone immediatamente di fronte al celebrante. “In tale situazione non è stato possibile evitare di dare la comunione a Schutz, del quale si conosce peraltro la profonda fede cattolica”. Navarro precisa: “Si è trattato di un caso eccezionale, che non può in alcun modo essere inteso come un cambiamento della posizione di Roma in materia di intercomunione”.
    Il fatto che il cardinale Ratzinger avesse dato la comunione al priore di Taizé aveva suscitato varie speculazioni. Tra le altre, era circolata anche l’ipotesi – che parrebbe smentita – di un passaggio di Schutz al cattolicesimo romano. In ogni modo Roger Schutz, amico personale di Giovanni Paolo II, ha più volte ricevuto da questi l’eucaristia, negli scorsi anni, in occasioni di messe celebrate dal papa.

    Fonte: voce evangelica

  3. #3
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    Oltretutto, a detta di gente che è andata a Taizé, sembra che celebrasse da presidente la messa nel rito attuale e imponesse le mani oltre che benedire. Insomma un pò a dare comunioni, un pò a riceverne in un miscuglio di ruoli.
    Ma allora è vero che tutti noi possiamo fare quel che vogliamo basta non contestare la gerarchia.

    el Bardo

    P.S. Scusatemi, forse non son riuscito a spiegare il mio disagio per queste cose ma ho troppo sofferto

  4. #4
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    Originally posted by el Bardo
    Oltretutto, a detta di gente che è andata a Taizé, sembra che celebrasse da presidente la messa nel rito attuale e imponesse le mani oltre che benedire.

  5. #5
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    Il cambiamento del titolo del post è malizioso ... e un pochetto arbitrario

  6. #6
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    Originally posted by el Bardo
    Oltretutto, a detta di gente che è andata a Taizé, sembra che celebrasse da presidente la messa nel rito attuale
    no, non credo che ciò sia possibile, allora era divenuto cattolico, se no perchè avrebbe dovuto dire Messa?

  7. #7
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    Originally posted by Lepanto
    25 luglio 2005 - (ve/kipa) Aveva fatto discutere, in occasione dei funerali di Giovanni Paolo II, il fatto che Roger Schutz, priore della comunità monastica di Taizé, avesse ricevuto l’ostia dalle mani dell’officiante cattolico romano, cardinale Josef Ratzinger. Le discussioni erano state generate dal fatto che Roma esclude ogni possibilità di ammettere i protestanti alla comunione eucaristica. Come è noto Schutz, figlio di un pastore evangelico, a sua volta teologo evangelico, è molto vicino al cattolicesimo romano, ma non ufficialmente convertito. In una nota, diramata da Joaquin Navarro-Valls, ai primi di luglio, il Vaticano è tornato sulla questione. Nella nota si dice che l’ammissione di Roger Schutz alla comunione, nel corso del requiem per Giovanni Paolo II, deve essere considerato un’eccezione. Da quell’episodio, precisa la nota vaticana, non è lecito dedurre alcuna conclusione in merito alla pratica sacramentale cattolica romana e in particolare alla posizione di Roma nei confronti dell’intercomunione. La nota ricorda che Schutz condivide in ogni dettaglio la dottrina cattolica romana sull’eucaristia ed è personalmente contrario alla pratica dell’intercomunione (a Taizé, dice ancora la nota, tale prassi è perciò accuratamente evitata).
    L’ammissione di Roger Schutz alla comunione, lo scorso 8 aprile, in Piazza san Pietro, non era prevista. A causa di alcune circostanze Schutz si sarebbe trovato – spiega la nota – nel gruppo delle persone immediatamente di fronte al celebrante. “In tale situazione non è stato possibile evitare di dare la comunione a Schutz, del quale si conosce peraltro la profonda fede cattolica”. Navarro precisa: “Si è trattato di un caso eccezionale, che non può in alcun modo essere inteso come un cambiamento della posizione di Roma in materia di intercomunione”.
    Il fatto che il cardinale Ratzinger avesse dato la comunione al priore di Taizé aveva suscitato varie speculazioni. Tra le altre, era circolata anche l’ipotesi – che parrebbe smentita – di un passaggio di Schutz al cattolicesimo romano. In ogni modo Roger Schutz, amico personale di Giovanni Paolo II, ha più volte ricevuto da questi l’eucaristia, negli scorsi anni, in occasioni di messe celebrate dal papa.

    Fonte: voce evangelica
    Resta il fatto che è stata data l'eucaristia ad un protestante, il che, mi pare di aver capito, non è cosa da farsi.

    Non capisco ...
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  8. #8
    Vox Populi
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    Confesso che quel giorno anch'io rimasi un po' spiazzato nel vedere quell'immagine.
    Però poi ho pensato: a distribuire l'Eucaristia non era un pretino di campagna, ma l'allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, nonché persona estremamente ferrata in materia liturgica, sarà stata certamente una decisione ben ponderata.

  9. #9
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    Da quello che si comprende dalla nota postata da Lepanto, le ultime righe smentiscono quelle che precedono. Basta leggere con attenzione: se aveva ricevuto l'Eucarestia diverse volte dalle mani di Giovanni Paolo II non regge la scusa che "l’ammissione di Roger Schutz alla comunione, lo scorso 8 aprile, in Piazza san Pietro, non era prevista. A causa di alcune circostanze Schutz si sarebbe trovato – spiega la nota – nel gruppo delle persone immediatamente di fronte al celebrante". Tanto più che non ricorreva alcuna delle condizioni previste dal can. 844 § 4: condizioni che, diceva lo stesso Papa Giovanni Paolo II e la successiva istruzione Redemptionis Sacramentum, "non può essere derogato in alcun modo, non possono essere separate tra loro", essendo "necessario che tutte siano sempre richieste simultaneamente" (§ 85 Istruzione cit.). Nel caso di specie non pare che si ricadesse in un'ipotesi di pericolo di morte o di grave necessità ed abbiano manifestato, una volta richiesti, la fede cattolica circa il sacramento summenzionato. A maggior ragione ciò vale laddove si fosse invocato il § precedente del canone citato del Codex, perchè i protestanti non si trovano nella medesima "condizione delle ... Chiese orientali", non avendo un sacramento dell'ordine ed un sacramento eucaristico validi.
    Insomma, nella fattispecie, si è trattato di un vero e proprio abuso censurabile a norma dell'Istruzione citata e dei sacri canoni. Questa è la verità.

  10. #10
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    Originally posted by Vox Populi
    Confesso che quel giorno anch'io rimasi un po' spiazzato nel vedere quell'immagine.
    Però poi ho pensato: a distribuire l'Eucaristia non era un pretino di campagna, ma l'allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, nonché persona estremamente ferrata in materia liturgica, sarà stata certamente una decisione ben ponderata.
    Forse ... ma dal testo della Nota non sembrerebbe essere stata cosa ponderata, ma ... in un certo senso ... necessitata dalle circostanze, volendo essere benevoli. Infatti, si legge che "a causa di alcune circostanze Schutz si sarebbe trovato – spiega la nota – nel gruppo delle persone immediatamente di fronte al celebrante. “In tale situazione non è stato possibile evitare di dare la comunione a Schutz" ... .

 

 
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