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Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: Il Santo Curato d'Ars

  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Red face Il Santo Curato d'Ars

    Al termine dell’udienza di oggi , il papa ha salutato come sempre i diversi gruppi presenti, riassumendo la catechesi nelle diverse lingue e rivolgendosi ai giovani, ai malati e agli sposi novelli.

    “La liturgia ricorda domani un sacerdote molto amato dai suoi contemporanei: San Giovanni Maria Vianney, il santo Curato d’Ars – ha detto - carissimi, il suo esempio sia a tutti di stimolo e di incoraggiamento a corrispondere generosamente alla grazia divina”.



    Dal "Catechismo" di san Giovanni Maria Vianney sacerdote

    Fate bene attenzione, miei figlioli: il tesoro del cristiano non è sulla terra, ma in cielo. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov'è il nostro tesoro. Questo è il bel compito dell'uomo: pregare ed amare. Se voi pregate ed amate, ecco, questa è la felicità dell'uomo sulla terra. La preghiera nient'altro è che l'unione con Dio Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, preso da una certa soavità e dolcezza che inebria, è purificato da una luce che si diffonde attorno a lui misteriosamente. In questa unione intima, Dio e l'anima sono come due pezzi di cera fusi insieme che nessuno può più separare.

    Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura! E' una felicità questa che non si può comprendere. Noi eravamo diventati indegni di pregare. Dio però, nella sua bontà, ci ha permesso di parlare con lui. La nostra preghiera è incenso a lui quanto mai gradito. Figlioli miei, il vostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso. Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti è miele che stilla nel l'anima e fa che tutto sia dolce.

    Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole. Anche questo ci dà la preghiera: che il tempo scorra con tanta velocità e tanta felicità dell'uomo che non si avverte più la su lunghezza. Ascoltate: quando ero parroco di Bresse dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso percorrere lunghi tratti di strada; allora pregava il buon Dio, e il tempo, siatene certi, non mi pareva mai lungo. Ci sono alcune persone che si sprofondano completamente `nella preghiera come un pesce ne l'onda, perché sono tutte dedite al buon Dio. No c'è divisione alcuna nel loro cuore.

    ********************
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

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  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    http://www.curatodars.com/scritti.html

    LAVORARE PER IL CIELO

    dagli scritti del santo Curato d'Ars

    Molti sono i cristiani, figli miei, che non sanno assolutamente perché sono al mondo…

    “Mio Dio, perché mi hai messo al mondo?”. “Per salvarti”. “E perché vuoi salvarmi?”. “Perché ti amo”.

    Vedete, figli miei, non bisogna dimenticare che abbiamo un’anima da salvare ed un’eternità che ci aspetta. Il mondo, le ricchezze, i piaceri, gli onori passeranno; il cielo e l’inferno non passeranno mai. Stiamo quindi attenti!

    I santi non hanno cominciato tutti bene, ma hanno finito tutti bene. Noi abbiamo cominciato male: finiamo bene, e potremo un giorno congiungerci a loro in cielo.

    Andate pure di continente in continente, di regno in regno, di ricchezza in ricchezza, di piacere in piacere: non troverete la felicità che cercate. La terra e quanto contiene non possono appagare un’anima immortale più di quanto un pizzico di farina, in bocca ad un affamato, possa saziarlo....

    Lasciamo che la gente mondana dica quello che vuole. Ahimè! Come potrebbe vedere? E’ cieca. Se anche Nostro Signore Gesù Cristo facesse oggi tutti i miracoli che ha fatto in Giudea, ancora non verrebbe creduto.

    Il buon Dio perdonerà solamente coloro che avranno perdonato: è la legge.

    I santi non nutrono né odio, né astio; essi perdonano tutto, anzi, ritengono sempre di meritare, per le offese che hanno arrecato al buon Dio, molto di più del male che viene loro fatto. I cattivi cristiani, invece, sono vendicativi. Quando si odia il proprio prossimo, Dio ci restituisce questo odio: è un atto che si ritorce contro di noi. Un giorno dicevo ad una persona: “Ma allora non desidera andare in paradiso, dato che non vuole vedere quell’uomo!”, “Oh, sì che voglio andarci…. tuttavia cercheremo di stare lontani l’uno dall’altro, in modo da non vederci”. Non avranno di che preoccuparsi, poiché la porta del paradiso è chiusa all’odio. In paradiso non esiste il rancore. Per questo, i cuori buoni e umili, che sopportano le ingiurie e le calunnie con gioia o indifferenza, cominciano a godere del loro paradiso in questo mondo; coloro, invece, che serbano rancore sono infelici: hanno l’espressione preoccupata ed uno sguardo che sembra divorare ogni cosa attorno a sé. Ci sono persone che, in apparenza devote, se la prendono per la minima ingiuria, per la più piccola calunnia…. Si può essere santi da fare miracoli ma, se non si ha la carità, non si andrà in paradiso.

    L’unico modo per spiazzare il demonio, quando questi suscita in noi sentimenti di odio verso coloro che ci fanno del male, è pregare subito per loro. Ecco come si riesce a vincere il male con il bene, ed ecco cosa significa essere santi.

    La santa Vergine viene spesso paragonata ad una madre: in realtà ella supera di gran lunga la migliore delle madri. La migliore delle madri, infatti, di tanto in tanto punisce il figlio che le dà un dispiacere; crede di fare la cosa giusta. La santa Vergine, invece, non agisce in questo modo: è così buona che ci tratta sempre con amore.

    Il suo Cuore di Madre è solo amore e misericordia, il suo unico desiderio quello di vederci felici. E’ sufficiente rivolgersi a lei per essere esauditi.

    Il Figlio ha la sua giustizia, la Madre non ha che il suo amore. Dio ci ha amati fino a morire per noi; tuttavia, nel Cuore di Nostro Signore, regna la giustizia, che è un attributo di Dio, nel Cuore della Vergine santissima esiste solo la misericordia… Immaginate il Figlio, pronto a punire un peccatore: Maria si lancia in suo aiuto, ferma la spada, chiede grazia per il povero peccatore: “Madre mia, le dice Nostro Signore, non posso rifiutarti nulla. Se l’inferno potesse pentirsi, tu otterresti la grazia per lui”.

    La santissima Vergine fa da mediatrice tra suo Figlio e noi. Malgrado il nostro essere peccatori, è piena di tenerezza e di compassione per noi. Il figlio che è costato più lacrime alla madre non è forse quello che le sta più a cuore? Una madre non si prende forse cura sempre del più debole e del più indifeso? Un medico, in un ospedale, non ha forse maggiore attenzione per i malati più gravi?

    Quando parliamo delle cose terrene, del commercio, della politica… ci stanchiamo presto, ma quando parliamo della santa Vergine, è come se fosse sempre una novità. Tutti i santi hanno avuto una grande devozione per la santa Vergine; nessuna grazia viene dal cielo senza prima passare per le sue mani. Non si entra in una casa senza prima parlare al portinaio: ebbene! La santa Vergine è la portinaia del cielo. Penso che alla fine dei tempi la santa Vergine potrà finalmente godere di un po’ di tranquillità, ma finchè il mondo dura, tutti la tirano da ogni parte… La Santa Vergine è come una madre che ha molti figli; è continuamente occupata ad andare da uno all’altro.

    Quando si vuole offrire qualche cosa ad un personaggio importante, si fa presentare l’oggetto dalla persona che egli preferisce, di modo che l’omaggio gli sia più gradito. Allo stesso modo le nostre preghiere, presentate dalla santa Vergine, hanno tutt’altro valore, perché la santa Vergine è la sola creatura che non abbia mai offeso Dio.

    Quando le nostre mani hanno sfiorato delle piante aromatiche, esse profumano tutto ciò che toccano; facciamo quindi passare le nostre preghiere per le mani della santa Vergine ed ella le renderà profumate.

    Un cristiano guidato dallo Spirito Santo non fa fatica a lasciare i beni di questo mondo per inseguire i beni del cielo. Egli sa fare la differenza.

    Chi è guidato dallo Spirito Santo ha idee rette. Ecco perché ci sono tanti ignoranti che la sanno più lunga dei sapienti. Quando si è guidati da un Dio di forza e di luce, non ci si può sbagliare.

    Se chiedessimo ai dannati: “Perché vi trovate all’inferno?”, risponderebbero: “Perché abbiamo opposto resistenza allo Spirito Santo”. Al contrario, se dicessimo ai santi: “Perché siete in paradiso?”, risponderebbero: “Perché abbiamo ascoltato lo Spirito Santo…”. Chi si lascia guidare dallo Spirito Santo prova dentro di sé un senso di felicità che investe tutti gli aspetti della sua vita; il cattivo cristiano, invece, è come se rotolasse su un terreno di spine e pietre.

    Senza lo Spirito Santo, siamo come un sasso… Provate a prendere in una mano una spugna imbevuta d’acqua e nell’altra un ciottolo, poi strizzateli con la stessa forza. Dal ciottolo non uscirà nulla; dalla spugna, al contrario, uscirà acqua in abbondanza. La spugna è l’anima piena di Spirito Santo, mentre il sasso è il cuore duro e freddo nel quale non abita lo Spirito Santo.

    Lo Spirito Santo ci guida come una madre guida il figlioletto di due anni tenendolo per mano o come una persona che vede guida un cieco. Ogni mattina bisognerebbe dire: “Mio Dio, mandami il tuo Spirito; possa egli farmi capire chi sono io e chi sei tu…”.Un’anima che possiede lo Spirito Santo gusta la dolcezza della preghiera, tanto che il tempo che vi dedica non sembra mai abbastanza; essa sente che Dio le è sempre vicino; la sua santa presenza non l’abbandona mai.
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
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    4 agosto

    SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY
    CURATO D'ARS sacerdote

    Nacque a Dardilly, presso Lione nel 1786. Fin da piccolo ama la solitudine ed è timorato di Dio, ma a Parigi a causa della rivoluzione non si può pregare, così i suoi genitori lo portano ad ascoltare Messa in un granaio fuori città. La pena per i preti sorpresi a celebrare Messa è la ghigliottina. Ciò nonostante il desiderio di Giovanni Maria è quello di diventare prete. A dicciasette anni riesce per la prima volta ad andare a scuola, dove con l'aiuto di un prete amico che crede nella sua vocazione, prova a seguire gli studi, ma con scarsi risultati.

    Le difficoltà divengono insormontabili quando si tratta di affrontare, in seminario, gli studi di filosofia e di teologia. A Grenoble, nel 1815, a ventinove anni, viene finalmente ordinato. Fu parroco di Ars nella diocesi di Belley, per circa quarantadue anni e il suo ascendente è ancora vivo nella parrocchia che ha santificato con il suo apostolato. Là fece rifiorire mirabilmente con l’efficace predicazione, con la mortificazione, la preghiera, la carità.

    Numerose furono le anime che si rivolsero al santo sacerdote, il quale giunse a trascorrere ore e ore in confessionale.

    Fu ammirabile nella devozione a Maria, al rosario, all’eucaristia. Estenuato dalle fatiche, macerato dai digiuni e dalle penitenze, nel 1859 terminò i suoi giorni nel bacio del Signore. Prima ancora che Pio XI lo iscrivesse nell’albo dei santi e lo proclamò patrono del clero, Ars era diventata meta di pellegrinaggi.

    ************************

    Venite alla comunione, venite a Gesú, venite a vivere di Lui, al fine di vivere per Lui.
    Tutti gli esseri della creazione hanno bisogno di nutrirsi per vivere; per questo il buon Dio ha fatto crescere gli alberi e le piante; è una bella tavola ben servita dove tutti gli animali vengono a prendere ognuno il cibo che gli conviene. Ma anche l'anima deve nutrirsi… Quando Dio volle dare un nutrimento alla nostra anima, per sostenerla nel pellegrinaggio della vita, Egli pose il suo sguardo sulla creazione e non trovò nulla che fosse degna di lei. Allora si ripiegò su sé stesso e decise di dare sé stesso… O anima mia, quanto sei grande, dal momento che soltanto Dio può appagarti.
    «Tutto quello che chiederete al Padre nel nome mio, Egli ve lo concederà». Mai avremmo pensato di chiedere a Dio il suo proprio Figlio. Ma ciò che l'uomo non può dire o concepire, e che non avrebbe mai osato desiderare, Dio, nel suo amore, l'ha detto, l'ha concepito e l'ha adempiuto.

    (CURATO D'ARS, Scritti scelti, a cura di Gérard Rossé, Città Nuova Editrice)
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  4. #4
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    Il Papa lo addita ai giovani, agli ammalati, agli sposi novelli
    Torna il Curato d'Ars

    Per punzecchiarci

    www.avvenire.it


    Roberto Beretta

    Era così zuccone che i professori si vergognavano ad interrogarlo. Tanto tardo di comprendonio che più volte i superiori pensarono di rimandarlo alla sua casa contadina, e se non lo fecero fu merito della Rivoluzione giacobina che aveva decimato i sacerdoti francesi. Soprattutto il latino non gli entrava in capo: eppure era la lingua indispensabile della Chiesa. Alla fine, viste le sue doti di pietà e carità, il vescovo si risolse a dargli il permesso per l'ordinazione: purché non confessasse, però, perché lì ci voleva ben altra cultura teologica. Fu così che Giovanni Maria Vianney divenne il confessore più famoso di tutti i tempi. Fino a 17 ore quotidiane chiuso nell'«armadio dei peccati», record uguagliato forse solo da padre Pio; e non a caso anche quest'ultimo fu prete assai amato dalla gente. Ieri - giorno anniversario della morte del sacerdote francese, avvenuta nel 1859, e dunque sua festa liturgica - lo ha ricordato off record Giovanni Paolo II, durante i saluti ai pellegrini sulla spianata di Castelgandolfo: «Un sacerdote molto amato dai suoi contemporanei, il santo Curato d'Ars». Ed è curioso che il Papa ne abbia poi additato l'esempio ai giovani, «perché possiate corrispondere generosamente agli inviti della grazia»; agli ammalati, per «comprendere il valore della sofferenza accettata per amore»; agli sposi novelli, affinché imparino «la virtù dell'umiltà che è fondamento dell'armonia familiare». Insomma: l'ha consigliato a tutti, non soltanto a coloro cui l'agiografia è solita associare la sua figura, cioè i preti. Ai laici, oltre che al clero.

    «Com'è spaventoso essere prete!», confidò del resto una volta don Vianney. E non si riferiva certo alle fatiche, alle disillusioni, né alle critiche ricevute da i confratelli stessi o alle difficoltà della pastorale; bensì a una riconosciuta indegnità. «Io non vorrei mai essere parroco», ripeteva, e per tre volte tentò fisicamente di fuggire dalle 270 anime di Ars (lo frenarono con la forza i parrocchiani) per nascondersi in un eremo. Già: il mito ha rivestito da oltre un secolo il Curato dei panni un po' angusti del clericalismo, ricordandone soprattutto le massime pro domo sua - «Dopo Dio, il prete è tutto»; «Lasciate vent'anni una chiesa senza prete e vi si adoreranno le bestie»... -, per fortuna ora il Papa ne scongela la figura a vantaggio del più vasto mondo dei laici. D'altronde, non sapeva di teologia Giovanni Battista Vianney e i suoi detti (di cui tuttora si nutrono a man salva le raccolte di sacri aforismi) somigliano a proverbi popolari più che a definizioni dogmatiche:

    «I peccatori sono neri come i tubi della stufa»;

    «Un'Ave Maria fa tremare l'inferno»;

    «È la croce che ti porta, non tu che porti la croce»...

    Ma forse il motto migliore risuonò allorché gli fu chiesto cosa sia la fede: «Parlare a Dio come a un uomo», rispose. Era proprio un gran "laico", il Curato per eccellenza.

    http://www.curatodars.com/chisiamo.html

    PREGHIERA PER LE VOCAZIONI SACERDOTALI
    di mons. Guy Bagnard, vescovo di Belley – Ars

    Signore Gesù, guida e pastore del tuo popolo, tu hai chiamato nella Chiesa San Giovanni Maria Vianney, curato d’Ars, come tuo servo. Sii benedetto per la santità della sua vita e l’ammirabile fecondità del suo ministero. Con la sua perseveranza egli ha superato tutti gli ostacoli nel cammino del sacerdozio.

    Prete autentico, attingeva dalla Celebrazione Eucaristica e dall’adorazione silenziosa l’ardore della sua carità pastorale e la vitalità del suo zelo apostolico.

    Per sua intercessione:

    Tocca il cuore dei giovani perché trovino nel suo esempio di vita lo slancio per seguirti con lo stesso coraggio, senza guardare indietro.

    Rinnova il cuore dei preti perché si donino con fervore e profondità e sappiano fondare l’unità delle loro comunità sull’Eucaristia, il perdono e l’amore reciproco.

    Fortifica le famiglie cristiane perché sostengano quei figli che tu hai chiamato.

    Anche oggi, Signore, manda operai alla tua messe, perché sia accolta la sfida evangelica del nostro tempo. Siano numerosi i giovani che sanno fare della loro vita un “ti amo” a servizio dei fratelli, proprio come San Giovanni Maria Vianney.

    Ascoltaci, o Signore, Pastore per l’eternità.

    Amen

    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

 

 

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