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    Predefinito greco-cattolici ucraini

    I Greco-Cattolici Ucraini: Un'indagine storica

    Gli ucraini sono parte degli slavi orientali. Durante i secoli, il loro territorio era argomento di disputa fra parecchi paesi limitrofi. Nel 1991, l 'Ucraina è diventata uno stato indipendente. Secondo il censimento del 1999, la Repubblica Ucraina ha 50 500 000 abitanti, di cui 73 % sono Ucraini etnici . Circa sette milioni vivono in altre repubbliche dell'ex-Unione Sovietica e due milioni e mezzo sono sparsi in vari paesi, specialmente nell'America del Nord e del Sud, Europa e Australia.

    Per capire la situazione delle chiese e di altre comunità religiose in Ucraina, è importante considerarne il contesto storico. La ricca e varia esperienza religiosa ucraina copre un periodo di 1000 anni di storia scritta. L'aspetto dominante della tradizione religiosa ucraina è la sua eredità cristiana. È difficile conoscere tutti gli aspetti della vita culturale, politica e perfino economica in Ucraina, sapere come si è sviluppata nel secolo scorso senza considerare l'importanza delle chiese cristiane, la loro dottrina, i canoni, la pratica liturgica, la spiritualità collettiva e individuale, l'arte cristiana, la cultura e le abitudini popolari.
    Il Contesto Medioevale

    Il Principato di Kyiv (Kiev). Questo stato medioevale ha la sua origine nell'undicesimo secolo sotto la direzione dei capi scandinavi (Vikinghi) sul territorio dell'Ucraina odierna, ed è stato conosciuto con il nome di "Rus''" o "Grande Principato di Kyiv". Oltre che l'Ucraina odierna, ha incluso i territori che attualmente sono parte della Russia centrale e di Bielorussia. Quanto alla struttura statale, Rus' è stata divisa in parecchi piccoli principati aventi una consistente autonomia che tendeva all'indipendenza. Ogni principato era governato da un membro della famiglia di Riuryk. Il principe Riuryk era il primo principe scandinavo venuto dal nord fino alle terre degli slavi orientali. Ha governato i territori di Pskov e di Novgorod, mentre suo fratello Oleh ha conquistato Kyiv.

    Dopo la morte del grande principe Oleh, suo figlio Ihor, sposato con Olha, ha governato dal 912 fino alla sua morte nel 945, data dalla quale ha governato Olha al posto di suo figlio Svyatoslav minorenne. Quando poi, il grande principe Svyatoslav morì, i suoi tre figli, i nipoti d'Olha, Yaropolk, Oleh e Volodymyr (978-1015) ereditarono ognuno un principato differente. Yaropolk ricevette il grande principato di Kyiv, Oleh il principato di Korosten', e Volodymyr quello di Novgorod. Questi principi, però, combattterono l'uno contro l'altro ed il vincitore di queste guerre fratricide fu Volodymyr. Dopo essere diventato il governante di Rus', cominciò il lavoro di riunificazione politica delle varie tribù in agitazione tra loro e sparse sul terriotorio. Per questa sua abilità ricevette il nome di "Volodymyr il Grande". Suo successore fu suo figlio Yaroslav, chiamato "Yaroslav il Saggio" perché ha dato all'antica Rus' il codice costituzionale ed amministrativo.
    Gli inizi del cristianesimo.

    Il cristianesimo è venuto alla Rus' di Kyiv da Bisanzio; tuttavia, fin dall'inizio, ci furono contatti anche con la cristianità occidentale. Primo membro della dinastia regnante che divenne cristiana fu la regina Olha (c. 955). Costei ha chiesto all'imperatore tedesco Ottone I di mandargli vescovi e sacerdoti. L'impegno di alcuni missionari, sotto la guida del monaco Adalbert da Trier, ha avuto un'influenza considerevole. Tuttavia, il figlio di Olha, Svyatoslav, rimasto pagano, presto li mandò via, ma, suo nipote, il grande principe di Kyiv, Volodymyr, ricevuto il cristianesimo da Bisanzio a sua volta battezzò il popolo di Kyiv [nel 988].

    Bisanzio, attraverso una particolare forma di scrittura, ha trasmesso agli slavi il messaggio evangelico, i sacramenti, le funzioni liturgiche, la Scrittura ed altri testi sacri, un calendario con un ciclo delle feste per la santificazione del tempo, una cronologia e un senso della storia della salvezza, modalità di preghiera e di vita spirituale, un modello monastico, codici esaurienti di diritto canonico e morale, stili architettonici ed artistici, l'ideologia sociale e politica e una gerarchia della chiesa. Tutti questi elementi hanno creato la base per lo sviluppo di una nuova cultura cristiana nei principati di Rus'.

    Lo stesso Volodymyr ha cambiato radicalmente il suo stile di vita e la sua visione sociale. Sposando la sorella dell'imperatore bizantino, ha abbandonato la poligamia. Principe guerriero, di grande fama, ha abolito la pena di morte nel suo principato. Onorato come fondatore di vita ecclesiale in Ucraina, San Volodymyr il Grande, inoltre è considerato come "uguale agli apostoli".

    Durante il periodo in cui suo figlio e successore Yaroslav il Saggio (1015-1054) ha governato, il cristianesimo bizantino ha continuato a svilupparsi, in lingua slava, nel paese intero così che la legislazione e la vita pubblica sono state ispirate da principi cristiani. Dopo la morte di Volodymyr nel 1015, la lotta per il potere ha portato al martirio dei principi Borys e Hlib divenuti santi, che per amore fraterno hanno deciso di non resistere all'aggressione del loro stesso fratello Svyatopolk. Durante il governo di Yaroslav, a Kyiv è stato fondato il famoso monastero di Pechers'ka Lavra, con i suoi due monaci, Sant' Antonio e San Teodosio, molto conosciuti. Le biografie delle loro importanti figure sono scritte nel famoso Kyivo-Pecherskyi Pateryk. Yaroslav ha ordinato la costruzione della chiesa di Santa Sofia a Kyiv e nel ca. 1039 Bisanzio ha inviato il greco Theopempta perchè diventasse metropolita di Kyiv. Tuttavia, dopo la sua morte nel 1050, il principe, desiderando rimanere indipendente, decise che Ilarion, autore del lavoro teologico ucraino più eccezionale del tempo (Discorso su Legge e Grazia), diventasse il primo metropolita slavo.

    La comunione della Chiesa di Kyiv con la Chiesa Cattolica è durata molto tempo anche dopo il 1054 (data che contrassegna il processo d'allontanamento fra ovest ed est) come attestato dai numerosi matrimoni fra i principi di Kyiv e le principesse e i membri delle dinastie regnanti occidentali. Questo era il risultato dei rapporti diretti della Chiesa di Kyiv con la Sede Apostolica Romana. Per esempio, quando il principe Iziaslav, successore di Yaroslav il Saggio, si è trovato bisognoso di assistenza, nel 1075 ha fatto appello al papa Gregorio VII, chiedendo la protezione papale per sè e per il suo regno. Tuttavia, nel secolo successivo, la Chiesa di Kyiv, affiliata al patriarcato di Costantinopoli e situata sui confini delle influenze latine e greche, (sia attraverso Bisanzio sia i suoi vicini, cattolici polacchi, lituaniani e popoli germanici) vi furono eventi che confermano l'allontanamento dalla nuova e vecchia Roma. Quest'esperienza è rimasta indiretta e la dialettica greco-latina teologica, ecclesiale e culturale, benchè avesse avuto una forte influenza in Rus', non sempre è stata capita né completamente assimilata.
    Il principato di Suzdal' e i principati occidentali.

    Alcuni dei discendenti di Riuryk si stabilirono in una regione situata al nordest dell'Ucraina, fra il Volga e l' Oka e fondarono uno stato separato con capitale a Suzdal'. Nel 1169 il principe Andrey Bogoliubskyi attaccò e distrusse Kyiv, dopo di che ritornò nel suo territorio, al nord. Questa data segna l'inizio del declino di Kyiv: prima Suzdal' e poi, Mosca erano diventate il centro del nuovo potere politico chiamato Moscovia o Russia.

    Nella zona occidentale dell'Ucraina odierna, si era creato il principato di Volodymyr o la Volhynia (988-1379) e il principato di Halych o la Galizia (Halychyna) (1126-1371). Il principe Danylo (1238-1264) di Halych, in vista di una campagna contro i tartari, nel 1243 recuperò i legami con papa Innocenzo IV, che l'aveva incoronato re nel 1253.
    La metropolia di Halych.

    I principi di Halych nell'Ucraina Occidentale ottenero l'autorizzazione da Constantinopoli per creare una propria metropolia, che era già presente dal 1303 al 1347. Questo privilegio fu ottenuto anche dal re polacco Casimir III nel 1371, ma dopo la morte del metropolita Antonio (1401), la metropolia di Halych perse il proprio metropolita.
    Il destino della metropolia di Kyiv.

    Nel frattempo, nel 1240 Kyiv fu presa e saccheggiata dai tartari e così perse la propria posizione dominante nel mondo orientale slavo. Nel 1341 Casimir III conquistò la Galizia. La Volhynia e tutto il territorio sulla riva destra del Dnipro fino a Kyiv furono conquistati dai grandi principi lituani. Nel 1386 le dinastie della Polonia e della Lituania si unirono nella persona del grande principe lituano che diventò anche re di Polonia. Quest'unione fu nuovamente negoziata nel 1569 a Lublino e portò alla creazione del Regno Unito Polacco-Lituaniano; questo fatto ebbe conseguenze importanti per lo sviluppo della metropolia di Kyiv.

    La giurisdizione della metropolia di Kyiv fu estesa su tutto il territorio degli slavi orientali. Dopo il saccheggio di Kyiv nel 1299, il metropolita Maksym abbandonò la città ed andò a nord, a Vladimir sulla Kliazma, mantenendo tuttavia, la stessa giurisdizione e il titolo.

    Nel 1308 Volodymyr, principe di Volhynia, inviò l'archimandrita Petro a Costantinopoli per ottenere una metropolia per il proprio dominio. Invece, Petro fu nominato metropolita di Kyiv. Nel 1325 lasciò Vladimir e andò a Mosca. Il grande principe lituano Olgherd (1341-1377), sul cui territorio allora, era situato Kyiv, insistette che Costantinopoli nominasse uno dei propri candidati a questa sede. A seconda che prevalesse l'influenza della Lituania o quella di Mosca su Costantinopoli, venivano nominati differenti candidati che risiedevano a Mosca o sul confine del grande principato lituano, ma la loro giurisdizione era estesa su tutta la metropolia precedente che rimase uniforme e comune ad entrambe le parti fino al 1458.

    Nel quindicesimo secolo l'ultimo metropolita di Kyiv, di origine greca, Isidor (1437-1458), partecipò al Concilio di Firenze e firmò l'unione, che fu parzialmente accettata dai territori ucraini e bielorussi del grande principato lituano, ma categoricomente rifiutata a Mosca, dove lo stesso Isidor fu imprigionato ma poco dopo riuscì a fuggire. Mosca aveva proclamato l'autocefalia eleggendo nel 1448 il proprio metropolita Ion, indipendentemente da Costantinopoli. Nel 1458 Papa Callisto III nominò successore di Isidor, metropolita di Kyiv, il suo amico Gregorio, un monaco greco-cattolico. I sovrani Polacco-Lituaniani l'accettarono, ma fu rifiutato dal grande principato di Mosca, i cui metropoliti avevano cominciato ad abbandonare il titolo di Kyiv ed avevano preso il nuovo titolo “metropolita di Mosca e di tutta la Rus '”. Così l'antica metropolia di Kyiv fu divisa a metà.

    La metropolia di Kyiv, all'interno del regno polacco e del grande principato lituano, sotto la guida del metropolita Gregorio (1458-1472) e del successivo metropolita Misail (1476-1480). rimase in comunione con la Santa Sede. Le rare fonti contemporanee mostrano che nella seconda metà del quindicesimo secolo metropoliti di Kyiv, senza interrompere i legami con Costantinopoli, cercarono di mantenere o ristabilire i rapporti con la Santa Sede. La medesima iniziativa, da parte dei ruteni (così è stata chiamata, da fonti latine del tardo Medioevo, la popolazione degli ucraini e dei bielorussi contemporanei, comprendendo lingua, cultura, chiesa e territorio) si è conclusa all'inizio del sedicesimo secolo, quando ai ruteni è risultato evidente che il papato e perfino una gran parte della gerarchia latina in Lituania e Polonia non avevano considerato valida l'unione fiorentina. Durante il sedicesimo secolo si era abbassato lo stato religioso nella metropolia, non potendo resistere all'usurpazione dell'autorità secolare, all'invasione del protestantismo e del cattolicesimo della controriforma, mentre il clero si è venuto a trovare in una triste condizione dovuta al suo basso livello culturale. Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, lo stesso patriarcato entrò in un prolungato periodo di declino e non poteva certamente essere un forte baluardo di sostegno per la Chiesa rutena in crisi. Verso la fine del sedicesimo secolo, la seria ricerca di una soluzione portò alla decisione di una Unione con la Chiesa Cattolica.
    Dopo l'Unione di Brest-Litovsk (1595-1596 )

    La decisione per l'unione fu presa dal metropolita Mykhayil Rahozha e da tutti i vescovi durante il sinodo svoltosi l'estate del 1595, ed fu concordata con Roma nel mese di dicembre del 1595. L'Unione fu ratificata dal sinodo, che ebbe luogo a Brest-Litovsk nel 1596. In questa occasione, fatta eccezione del metropolita di Kyiv e di varie diocesi di Belarus, erano presenti i vescovi ucraini di Volhynia: Volodymyr, Kholm (Chelm) e Lutsk , ma i vescovi dalla Galizia (Lviv e Przemysl) rifiutarono di unirsi. L'Unione aveva avuto una storia molto differente nelle regioni orientali da quelle occidentali. Questa controversa unione condusse al martirio dell'instancabile pastore, arcivescovo Giosafat (Kuntsevych) di Polotsk, venerato dalla Chiesa Cattolica il 12 (25) novembre.

    In particolare i cosacchi della regione di Kyiv (un movimento o una classe militare-sociale che univa la gente libera, gli schiavi ed i servi rifugiati in steppe ucraine di frontiera), oltre al reclamo politico per l'Ucraina libera ed indipendente, avevano desiderato di riavere la gerarchia ortodossa, considerando l'Unione un fenomeno polacco. Nel 1620 questa fu ristabilita e fu nominato il metropolita per Kyiv. Il più eccezionale fra i metropoliti ortodossi era stato Petro Mohyla (1633-1647), che fondò un'istituzione scolastica di tipo europeo a Kyiv, che a suo tempo era diventata la famosa Accademia Teologica, e riformò la vita della chiesa e la liturgia nella chiesa ortodossa ucraina. Questa situazione non durò a lungo. In conseguenza al trattato di pace di Andrusiv (1667) fra Polonia e Moscovia, che mise fine alle principali guerre cosacche, tutta l' Ucraina sulla riva sinistra [del Dnipro], compresa la città di Kyiv, passò sotto la Moscovia , che poi si è trasformata nella Russia moderna.

    Nel frattempo Mosca, che si era trasformata in centro patriarcale, desiderò subordinare il metropolita di Kyiv alla sua giurisdizione. Il metropolita Sylvester Kosiv (1647-57) e i suoi successori si opposero a questi sforzi fino al 1685 quando il vescovo ortodosso di Lutsk, in Volhynia, Hedeon Chetvertyns'kyi, accettò di obbedire al patriarcato di Mosca e fu nominato metropolita di Kyiv. A parte il breve periodo degli anni 1920, la Chiesa Ortodossa in Ucraina è stata per tre secoli, sotto la giurisdizione della Chiesa Ortodossa Russa ed è stata fortemente influenzata dalla sua cultura.

    Il vescovo di Przemysl, territorio sotto il governo polacco, Innokentiy Vynnytskyi nel 1692, si proclamò pubblicamente cattolico, come pure il vescovo di Lviv Josyp Shumlians'kyi nel 1700 (al privato dal 1681). Infine anche il vescovo di Lutsk, Dionisiy Zhabokrytskyi accettò l'Unione nel 1702. Quanto al trono di Mstyslav, era rimasto lungamente vacante. Per questo, tutta la gerarchia di rito bizantino, nel regno polacco, è diventata cattolica. Nel diciottesimo secolo, prima della divisione della Polonia, la metropolia unita di Kyiv contava 12 milioni dei fedeli; di cui alcuni erano bielorussi (al nord) e altri ucraini (al sud).

    A causa delle successive divisioni del Regno Unito Polacco-Lituano (1772, 1793, 1795) la Galizia entrò sotto l'Impero Austriaco, mentre altri territori ucraini erano sotto la Russia. La parte della Chiesa unita situata su territorio russo, subì una forte pressione durante il diciannovesimo secolo. Il governo imperiale, nel 1839, infine abolì la diocesi di Vohlynia ed anche le diocesi bielorusse.

    La diocesi di Kholm, che nel 1795 diventò parte dell'Austria e poi nel 1815 del “regno polacco” passò sotto la dominazione russa, precedentemente era stata separata dalla metropolia galizia nel 1829 (cfr. qui sotto) e subordinata direttamente alla Santa Sede. L'ultimo vescovo cattolico fu Mykhaylo Kuzemskyi, il quale, incapace di resistere alla pressione continua del governo imperiale, lasciò la sede nel 1871 ed andò a Lviv. Il governo imperiale russo allora nominò Marciliy Popel' il coordinatore; lui si era già convertito all' ortodossia e nel 1875, subendo le misure repressive del governo, decise di subordinare anche la sua diocesi alla Chiesa Ortodossa Russa. La resistenza del clero e dei fedeli era stata lunga ed eroica. Molti sacerdoti furono esiliati in Siberia e tanti fedeli preferirono la morte piuttosto che abbandonare la Chiesa. I sacerdoti di rito bizantino non c'erano più e al clero latino fu severamente proibito di ministrare agli uniati. Parecchi gesuiti della provincia galizia, avendo un permesso speciale, avevano svolto un apostolato difficile e pericoloso. Quando nel 1905 fu assegnata la libertà religiosa più ampia (rimase sempre il divieto di creare le comunità cattoliche di rito bizantino-slavo), molti fedeli si sono dichiarati pubblicamente cattolici di rito latino. Altri poterono ritornare all'unione nel periodo fra il 1918 e il 1938, mantenendo il proprio rito. Per loro la Santa Sede nominò nel 1931 un visitatore apostolico nella persona del vescovo Mykola Charnets'kyi (1884-1959) dei redentoristi. Nel 1945 la Volhynia era stata occupata dall'Unione Sovietica, tranne la città di Kholm e i territori rimasti sotto il governo polacco.
    La chiesa in Galizia.

    Il destino religioso degli ucraini in Galizia, sotto la dominazione austriaca nel 1772, fu considerevolmente migliore. Quando la metropolia unita di Kyiv sotto la dominazione russa è stata abolita nel 1806, la Santa Sede nel 1807 ristabilì la metropolia galizia con sede a Lviv per il territorio sotto il governo austriaco. Oltre la diocesi di Lviv, la metropolia includeva le diocesi di Peremyshl (Przemysl) e di Kholm (Chelm) (separata nel 1829), un tempo (1885) la diocesi di Stanyslaviv (oggi Ivano-Frankivs'k) e nel 1934 l' amministrazione apostolica di Lemkivshchyna. Anche la situazione politica degli ucraini in Galizia era migliore. All'Università di Lviv, oltre la sezione polacca, fu fondata una sezione ucraina (che allora era chiamata rutena). Il 16 giugno 1856 Papa Pio IX elevò il metropolita di Lviv Mykhaylo Levyts'kyi ( + 1858) alla dignità di cardinale; fu il primo cardinale orientale dai tempi di Visarion e di Isidor. Il 29 novembre 1895 Papa Leone XXIII nominò cardinale anche il metropolita Sylvester Sembratovych ( + 1898).
    Confessori del ventesimo secolo.

    Per capire lo sviluppo religioso moderno dell'Ucraina, compreso quello della Chiesa Greco-Cattolica, è importante rendersi conto della sua tragedia nel ventesimo secolo: una storia di terrore e di paura. Sono queste le conseguenze di un processo religioso ostinato. Durante il ventesimo secolo, in Ucraina circa 17 milioni di persone sono decedute di morte violenta o non-naturale. Due guerre mondiali con le loro vittime, violenze contro i civili e genocidio; carestia dopo la prima guerra mondiale e carestia diabolica artificiale del 1933. Sotto Stalin, la repressione sistematica di guide politiche, membri del partito comunista, intellettuali, guide religiose, ufficiali dell'esercito e perfino musicisti popolari iniziò alla fine degli anni 1920 e durò fino alla seconda guerra mondiale. I riassestamenti e le deportazioni forzate degli anni del dopoguerra hanno portato inoltre un tributo pesante di morte e sofferenza. Queste brutalità sono una parte di storia personale di ciascun ucraino. Poiché nell'Unione Sovietica era impossible parlare pubblicamente di queste crudeltà e nemmeno ci si poteva esprimere nelle conversazioni private, questa tragedia rimane senza misura, i morti restano incompianti , la violenza e l'ingiustizia non perdonata, i traumi psicologici e spirituali non curati. Le conseguenze sociologiche, psicologiche e spirituali di quegli eventi storici e la loro percezione nella popolazione ucraina sono appena accennate dai ricercatori. Quando ci si riferisce a problemi e lotte, a conflitti e unità sociali insufficienti, si deve sempre tener presente l'eredità della violenza totalitaria moderna subita. Il periodo sovietico nella storia ucraina è conseguenza di un cosciente e premeditato tentativo di profanare la cultura religiosa e violare, indebolire e infine distruggere le sensibilità religiose. Malgrado la loro brutalità, queste politiche hanno avuto un gran successo. L'Unione Sovietica aveva assegnato fondi considerevoli per la formazione ideologica nelle scuole, all'università e sul posto di lavoro. Ortodossi, cattolici e tutte le altre confessioni religiose sono state sistematicamente perseguitate, cacciati in catacombe o distrutti. Le comunità religiose che sono sopravvissute, hanno dovuto ridimensionare le proprie attività per molte decine d'anni. Le successive generazioni risultano così impoverite nella libertà religiosa in quanto private delle loro centenarie tradizioni di fede.
    Metropolita Andrey Sheptyts'kyi (1900-1944).

    Nei periodi moderni, fra i metropoli ti galiziani, il servo di Dio Andrey Sheptyts'kyi (1944) si distingue per un carisma particolare. La sua guida spirituale ha aiutato la Chiesa Greco-Cattolica a sopravvivere in condizioni di tribolazione e persecuzione. E'nato nel 1865 in una famiglia ucraina che nel diciottesimo secolo, aveva dato alla Chiesa unita due metropoliti e due vescovi, ma che, nel diciannovesimo secolo, era stata polonizzata. Dopo aver brillantemente finito i suoi studi in diritto e desiderando ritornare al rit o dei suoi antenati, nel 1888 entrò nell'ordine dei basiliani, riformato al tempo di Leone XIII. Ordinato sacerdote nel 1892, ha esercitato il suo ministero per parecchi anni, poi, nel 1899, fu nominato vescovo di Stanyslaviv e nel 1900 metropolita della Galizia e arcivescovo di Lviv. Nel 1914-1917, il metropolita Andrey, fu imprigionato dalle autorità imperiali russe ed esiliato nel cuore della Russia per quasi tutta la prima guerra mondiale. Dopo la guerra, il governo della nuova Polonia, per molti anni ha creato pesanti ostacoli per il rientro nella sua sede. Fra le tante attività significative del metropolita Andrey durante il suo ministero, da ricordare la creazione del l'Accademia Teologica, nella previsione che si trasformasse in Università Cattolica; l'apertura del museo nazionale; la fondazione dei monaci Studiti e di un ospedale. Era m olto legato alla tradizione orientale (ripristino della liturgia ); il suo apostolato uniato fu ampio e di grande portata (protesse i Cattolici Russi, sostenne le riunioni di Velehrad, propagandò l'idea dell'unione nell'ovest). La sua autorità, non soltanto fra i cattolici ucraini, ma anche fra gli ortodossi era così grande che fu considerato il vero padre della gente ucraina. Questo uomo così magnanimo, dotato di virtù straordinarie e di carismi mistici provati dal sacrificio, fu testimone della doppia occupazione della sua diocesi da parte delle autorità sovietiche al termine della sua vita negli anni 1940-41 e nel 1944. Durante l'occupazione nazista salvò centinaia di ebrei. Morì il 1 novembre 1944. Si sta ora esaminando la sua causa di beatificazione .

    Vita nelle catacombe. Dopo la morte di Sheptyts'kyi, la sua sede è passata al metropolita Josyp Slipyi (1892-1984), il primo rettore dell'Accademia Teologica (1928-44) nella qualità di vescovo-coadiutore con diritto di successione. Violenti persecuzioni cominciarono molto presto, e già l' 11 aprile 1945 il metropolita e il suo coadiutore Mykyta Budka (1877-1949), il vescovo di Stanyslaviv Hryhoriy Khomychyn (1867-1947) e il suo coadiutore Ivan Lyatyshevsk'kyi (1879-1957), il visitatore apostolico per la Volhynia Mykola Charnets'kyi e il visitatore apostolico per gli ucraini in Germania, Petro Verhun furono arrestati, deportati e condannati ai campi di lavori forzati in Siberia ed altrove. Il vescovo Josaphat Kotsylovs'kyi (1876-1947) e il suo coadiutore Hryhoriy Lakota (1883-1947) di Przemysl furono arrestati per la prima volta il 19 settembre 1945, rilasciati nel gennaio 1946 e di nuovo arrestati il 25 giugnodello stesso anno, furono condannati all'estradizione nell'Unione Sovietica (Przemysl è rimasto all'interno del territorio polacco) e successivamente deportati in URSS dove furono condannati. Le autorità sovietiche liquidarono formalmente la Chiesa Greco-Cattolica in Ucraina. Durante il Concilio illegale di Riunificazione che ebbe luogo a Lviv l' 8-10 marzo 1946 l 'unione con Roma fu abolita e tutta la metropolia galizia fu subordinata al patriarca di Mosca.

    La cattedrale di S. Giorgio diventò la sede dell'arcivescovo ortodosso russo Makariy. Due sacerdoti che hanno ceduto sotto la pressione sovietica (Mel'nyk, Pel'vets'kyi) furono ordinati vescovi per le diocesi di Stanyslaviv e di Drohobych. I sacerdoti che rimasero fedeli furono, nella maggior parte condannati ai lavori dei campi. Lo pseudo-sinodo del 1946 contrassegnò l'inizio del periodo delle catacombe della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, che è stata la più grande Chiesa Cristiana nel mondo perseguitata fino al 1989. Tutti i suddetti vescovi sono morti in prigione, nei campi di concentramento o di esilio interno, o subito dopo il loro rilascio durante il disgelo post-stalinista. Soltanto il metropolita Josyp Slipyi, dopo 18 anni di prigionia e persecuzione, fu liberato grazie all'intervento del papa Giovanni XXIII, e arrivò a Roma il 9 febbraio 1963. Il 29 dicembre 1963 ricevette il titolo di arcivescovo maggiore di Lviv ed al concistoro del 22 febbraio 1965 fu nominato cardinale. Slipyi, eccezionale teologo e confessore della fede, diventò, nel suo esilio occidentale, una voce potente della "Chiesa del silenzio". Dopo il Vaticano II propagandò il ripristino delle tradizioni orientali della Chiesa nella diaspora, fondò l'Università Cattolica Ucraina a Roma, consolidò le diocesi ucraine nell'ovest e diresse il movimento per il riconoscimento della dignità patriarcale della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina. Dopo la sua morte nel 1984 il suo successore è Myroslav Ivan Lubachivskyi, nominato cardinale nel 1985.

    La prima decina d'anni, dopo la soppressione ufficiale della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, è caratterizzata da spietate persecuzioni della comunità che fu, per questo, costretta a nascondersi. Dopo la morte di Stalin nel 1953 i chierici condannati a vita furono selettivamente autorizzati a ritornare dall'esilio siberiano in Ucraina occidentale a discrezione delle autorità politiche, ed avevano sostenuto la vita della Chiesa in catacombe. La successione episcopale era stata conservata, una nuova generazione di sacerdoti erano stati istruiti in seminari segreti e le comunità religiose avevano adattato il loro stile di vita alla situazione. La Chiesa in catacombe aveva mantenuto la sua integrità e continuità con il suo coraggio morale e la pratica pastorale innovativa. Alla vigilia del suo ritorno dall'esilio, nel 1963, il metropolita Slipyi ordinò vescovo Vasyl Velychkovskyi (1903-1973) dei redentoristi e lo nominò suo locum tenens ; lui, a sua volta, trasferì nel 1972 le sue responsabilità arciepiscopali a Volodymyr Sterniuk (1907-97).

    Con l'inizio della perestroika la Chiesa Greco-Cattolica Ucraina cominciò ad emergere dal suo stato di catacombe. I numerosi attacchi delle autorità di stato e le difficili polemiche all'interno della Chiesa Ortodossa, che fra il 1989 e il 1992 era stata divisa prima in due e poi in tre giurisdizioni, non hanno impedito l'adesione spontanea della maggior parte degli ucraini occidentali alla Chiesa Greco-Cattolica. Quando le dimostrazioni impressionanti hanno indicato che il movimento per la legalizzazione della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina non poteva essere soppresso, le autorità sovietiche hanno riconosciuto l'esistenza delle comunità Greco-Cattoliche e questo avvenne alla fine di novembre del 1989. Nei mesi seguenti, centinaia di sacerdoti ortodossi hanno dichiarato la loro transizione alla Chiesa Greco-Cattolica Ucraina nei territori dove era stata tradizionalmente presente.

    La gerarchia, composta da dieci vescovi ordinati segretamente, ha rinnovato le istituzioni ecclesiastiche e ha ripreso il suo ministero e l'apostolato educativo, sociale e culturale. La Domenica delle Palme del 1991, il capo della Chiesa ucraina, cardinale Lubachivs'kyi è ritornato dall'esilio alla sua sede. Il 24 agosto dello stesso anno l'Ucraina ha proclamato la sua indipendenza (ratificato tramite un solenne referendum il 1° dicembre). Entro il 20 aprile 1993 sono state create quattro nuove diocesi: Kolomyia-Chernivtsi, Sambir-Drohobych, Ternopil' e Zboriv. Nel 1994 è stata riaperta l'Accademia Teologica di Lviv come pietra angolare della futura Università Cattolica. Nel 1996 è stato fondato l'esarcato di Kyiv-Vyshhorod per l'Ucraina centrale ed orientale. Il 14 ottobre 1996, a causa dell'età avanzata del cardinale Lubachivs'kyi, il sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina ha nominato Lubomyr Husar, suo vescovo-coadiutore con la delega dei poteri ordinari.

    Per comprendere la vita religiosa nell'Ucraina indipendente, è importante concentrarsi sul contesto immediato della fine degli anni '80 e dell'inizio degli anni '90. Dopo la perestroika e un primo periodo di rinascita, sono arrivati liberalizzazione e cambiamenti culturali ed ideologici veloci. La depressurizzazione psicologica, il calo della tensione, ha creato un'atmosfera di eccitazione. La transizione euforica ad una dimensione pluralistica ha caratterizzato ogni funzione di vita ucraina. Questo ha portato un'apertura all'ovest, un'inclusione nei processi universali di globalizzazione con i mass-media, la cultura pop (in particolare la popolare musica rock), e l'image. L'avvento di una dominazione immediata del commercio mondiale è stato annunciato da un'affluenza veloce delle potenti e ben note società multinazionali. L'euforia, l'eccitazione e le frustrazioni sociali e culturali generate dalle nuove libertà, scoperte, occasioni e problemi sono ancora in attesa di una valutazione completa. Ci sono considerevoli e sbalorditive fluttuazioni e giustapposizioni, caratteristiche del periodo di transizione. Una gamma intera di fattori e di valori post-moderni sono sopraggiunti improvvisamente all'interno della società ucraina che nel suo insieme non era precedentemente preparata.

    Tutti questi fattori - tradizione storica, trauma e terrore del ventesimo secolo, persecuzioni religiose, veloce cambiamento, nascita del nuovo stato, nuove calamità sociali ed economiche dell'Ucraina di transizione - definiscono le condizioni per lo sviluppo della vita religiosa negli gli anni scorsi. Tutto questo crea lo spazio per una considerevole speranza e per numerose aspettative, ma anche per un inesprimibile allarme e timore.
    Ucraini all'estero

    Ci sono stati tre flussi importanti di emigrazione ucraina: dal 1880 al 1914, durante e dopo la seconda guerra mondiale, e dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica. Il primo flusso migratorio è venuto quasi esclusivamente dall'Ucraina occidentale (questo spiega perchè la maggioranza degli emigranti erano cattolici). Il secondo e terzo sono venuti da tutta l'Ucraina.
    Stati Uniti.

    Gli ucraini della Galizia, Transcarpazia e Bukovyna che immigrarono in massa in America a partire dal 1880, si insediarono principalmente nella Pensilvania. Attaccati al loro rito e non conoscendo affatto l'inglese, chiesero presto che venissero sacerdoti dall'Ucraina. Il primo sacerdote cattolico ucraino Ivan Volans'kyi arrivò negli USA nel 1884. Nello stesso anno a Shenandoah, Pensilvania, era stata fondata la prima parrocchia, e nel 1885 fu costruita la prima chiesa di rito orientale negli USA. Da quel momento il numero di parrocchie andav via via crescendo; molti sono i sacerdoti arrivati per assistere i loro compatrioti. La loro missione era regolata dai decreti appropriati della Sacra Congregazione di Propaganda Fide datati 1° ottobre 1890, 12 aprile 1894, 1° maggio 1897, e in particolare dalla bolla Ea sempre datata 14 giugno 1907.

    All'inizio del ventesimo secolo ci fu una discussione circa la nomina di un vescovo di rito bizantino-slavo per questi immigranti, che nel 1900 contavano 250 000 persone. Questo problema era molto urgente, poiché la Chiesa Ortodossa Russa, in questo paese, aveva avuto l'intera organizzazione della chiesa, diretta da un metropolita che nel 1905 lasciò la sua sede precedente a San Francisco e andò a New York. La gerarchia ortodossa attraeva in modo particolare, a causa del divieto [da Roma] di sacerdoti greco-cattolici sposati. Già nella prima decade del ventesimo secolo centinaia di parrocchie e migliaia di fedeli si unirono alla Chiesa Ortodossa. Per risolvere queste difficoltà, la Santa Sede , nel 1907, nominò il primo vescovo nella persona di Soter Ortyns'kyi, dei basiliani di S. Giosafat, comunque senza giurisdizione ordinaria.

    Considerando le difficoltà che si presentarono a causa della gerarchia latina, la Santa Sede nel 1913 creò un esarcato apostolico con sede a Filadelfia che fu diretto da Ortyns'kyi fino alla sua morte il 28 marzo 1916.

    Nel frattempo apparvero varie difficoltà e attriti tra i fedeli di Galizia e quelli di Transcarpazia (allora sotto l'Ungheria). Dopo la morte di Ortyns'kyi furono nominati due coordinatori apostolici, uno per gruppo (Petro Ponyatyshyn per gli ucraini), e questa divisione diventò finale quando furono formati due esarcati apostolici separati, il primo "per i fedeli di Transcarpazia" con il suo centro a Pittsburgh, Pensilvania ed il secondo "per i fedeli di Galizia" che aveva mantenuto la sua sede a Filadelfia.

    L'immigrazione del dopoguerra aumentò significativamente il numero dei fedeli nella diocesi di Filadelfia; quindi nel 1956 la Santa Sede creò una nuova diocesi a Stamford, Connecticut. Il 12 luglio 1958 la comunità ucraina degli Stati Uniti ricevette lo status della metropolia con sede a Filadelfia, Pensilvania e una diocesi ausiliaria a Stamford, Connecticut. Con la divisione di Filadelfia il 14 agosto 1961 a Chicago fu creata la diocesi di S. Nicola. La quarta diocesi a Parma, Ohio, fu creata il 5 dicembre 1983.

    Nel frattempo gli ucraini in Canada, lasciati a se stessi, diventarono facile preda del proselitismo ortodosso russo e presbiteriano, e successivamente di un propagandista chiamato Svystun che creò il proprio movimento religioso. Per fornire un'appropriata cura spirituale agli immigranti in Canada, la Santa Sede nel 1912 creò un esarcato apostolico con sede a Winnipeg. Il primo vescovo era stato Mykyta Budka (rinunciò nel 1927 e morì martire nelle prigioni sovietiche nel 1949).

    Tenendo conto delle considerevoli distanze e dell'accresciuto numero di fedeli, nel 1948 la diocesi di Winnipeg fu divisa in tre diocesi e nel 1951 ne fu aggiunta una quarta.

    Infine il 3 novembre 1956, la comunità ucraina canadese ricevette lo status della metropolia con sede a Winnipeg con le diocesi subordinate a Edmonton, Saskatoon e Toronto. Il 27 gennaio 1974 si creò una quinta diocesi a New Westminster.
    Il Brasile.

    L'emigrazione ucraina di Galizia in Brasile è iniziata nel 1892, ma la maggior parte degli immigranti arrivarono dopo il 1895. Si insediarono nelle province interne, Parana e Santa Caterina, lavorando prevalentemente nell'agricoltura. Il primo sacerdote ucraino che arrivò in Brasile nel 1897 fu padre Nikon Rozdol'skyi che in pochi anni riuscì a costruire tre chiese. Lo stesso anno a Prudentopolis si stabilì il basiliano Sylvester Kizyma. Poi sono arrivati altri monaci basiliani ed anche le Suore Ancelle dell'Immacolata (1911).

    Il 14 novembre 1951 la Santa Sede creò un ordinariato plurirituale per cattolici orientali. Nel 1958 all'ordinario viene dato un vescovo coadiutore per la comunità ucraina, il basiliano Yosyf Martenets. Il 30 maggio 1962 questa comunità ucraina viene separata dall'ordinariato e riceve lo status dell'esarcato apostolico con lo stesso vescovo a capo. La sede dell'esarcato si stabilisce a Curitiba, stato federale di Parana. Dopo 10 anni, visto lo sviluppo di questa comunità, la Santa Sede eleva l'esarcato allo status di diocesi sotto il nome di San Giovanni Battista di Curitiba per gli Ucraini. Il suddetto esarca ne diventa capo. Il servizio pastorale, fino ad oggi, viene esercitato principalmente da sacerdoti basiliani.
    L'Argentina.

    Gli ucraini immigrati in Argentina tra il 1898 e il 1905, furono quasi esclusivamente provenienti dalla zona di Buchanskyi nella Galizia. Il primo sacerdote ucraino in Argentina fu il monaco basiliano, Klymentiy Bzhukhovskyi, che arrivò nel 1909 dal Brasile. Poi vennero altri basiliani, che per molte decine d'anni, insieme alle Suore Basiliane, furono gli unici ad assistere gli ucraini. Nel 1959 è stato creato un ordinariato plurirituale e gli ucraini ne hanno costituito il gruppo più numeroso. Nel 1961, il salesiano ucraino Andriy Sapelyak, fu nominato vescovo coadiutore del visitatore ordinario ed apostolico per gli ucraini. Nel 1968 fu creato per loro l'esarcato apostolico, e come esarca, lo stesso vescovo.
    L'Australia.

    Gli ucraini in Australia si stabilirono dopo la seconda guerra mondiale, in particolare negli anni 1947-1950. Nel 1970 vi erano 37 000 fedeli, 22 000 cattolici e 15 000 ortodossi. Il 10 maggio 1958 la Santa Sede creò un esarcato apostolico per i cattolici, compreso la Nuova Zelanda e l' Oceania; il primo esarca fu il vescovo Ivan Prashka. Nella Costituzione Apostolica, la sede dell'esarcato doveva essere Sydney, ma su richiesta di Prashka e da decreto della Sacra Congregazione per le Chiese Orientali (12 dicembre 1958) la sede diventò Melbourne.
    Europa Occidentale.

    L'immigrazione ucraina in questi paesi è piuttosto recente ed è datata soprattutto dal periodo del dopoguerra. Per fornire aiuto ai rifugiati ucraini nell'Europa occidentale, la Santa Sede nel 1946 nominò l'arcivescovo Ivan Buchko, visitatore apostolico con i poteri dell'amministratore apostolico.

    Quando questa comunità si consolidò, furono creati tre esarcati apostolici: nel 1957 l'esarcato d'Inghilterra e del Galles, successivamente modificato nel 1967 per includere la Scozia all'esarcato di Gran Bretagna; nel 1958 l'esarcato della Germania e nel 1960 l'esarcato della Francia che inoltre ha avuto giurisdizione sopra gli ucraini in altri paesi dell'Europa occidentale. La crisi economica in Ucraina, negli anni 90, ha provocato un altro flusso migratorio (soltanto in Italia ci sono 200 000 persone). Le strutture ecclesiastiche hanno appena iniziato a cercare vie di risposta ai bisogni pastorali generati da questi processi post-sovietici.
    Conclusione

    Oggi è ancora troppo presto per dire come si evolverà la Chiesa Greco-Cattolica. Il termine chiave per uno sviluppo religioso fruttuoso è la presenza di guide spirituali ispirate capaci di una visione a largo raggio. Queste guide spirituali portano le generazioni allo sviluppo. La società ucraina del ventesimo secolo ne ha avute molte. Attraverso gli intrecciati labirinti di questo periodo storico, la Chiesa Greco-Cattolica è stata guidata da gerarchi eccezionali: il metropolita Andrey Sheptyts'kyi, il metropolita Josyp Slipyi e un intero gruppo di vescovi-martiri e confessori della fede, che si identificarono con la Chiesa senza compromessi e servirono la comunità durante i cinquant'anni di attività clandestina.

    Quale è il compito delle organizzazioni e delle comunità religiose, delle istituzioni accademiche e delle singole persone che vivono fuori dall'Ucraina?

    Tutti noi siamo chiamati alla solidarietà nella preghiera con i cristiani d'Ucraina. La preghiera cura le ferite, riempie gli abissi ed ammorbidisce le difficoltà. La solidarietà morale può indurre anche all'aiuto materiale. Il posto migliore per l'aiuto materiale diretto sono gli istituti scolastici. L'investimento nella formazione di guide nella sfera religiosa, come pure in altre sfere, sarà il vantaggio più grande per la rinascita e per le riforme in Ucraina.

    Questo breve abbozzo della Chiesa Greco-Cattolica nell'Ucraina indipendente mira a dare risalto ad alcuni dei fenomeni principali di esperienza religiosa nell' Ucraina moderna. Una percezione del contesto storico e culturale generale è necessaria per capire le origini, i termini e le prospettive della situazione religiosa in Ucraina a partire dal terzo secolo. Speriamo che il comprendere questa esperienza storica aiuti la Chiesa Greco-Cattolica Ucraina a con dividere la sua ricca eredità con la comunità cristiana, in primo luogo l'eredità più recente del martirio che testimonia la verità della Risurrezione.
    La bibliografia

    La bibliografia più esauriente sulla storia della Chiesa Ucraina si trova nell'opera di Isydor Patrylo, Fonti e bibliografia della Storia della Chiesa Ucraina, 3 volumi, Roma, 1975, 1988, 1995 (=Analecta OSBM serie 2, sez. 1, 33, 46).
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  2. #2
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    Sono quelli che hanno i preti sposati, vero?

  3. #3
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    Originally posted by aguas
    Sono quelli che hanno i preti sposati, vero?
    Si ma non solo loro, anche i cattolici di rito greco in italia hanno i preti anche sposati.
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  4. #4
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    Come si deve comportare un laico cattolico di rito latino, sposato e con figli, che intendesse prendere i voti?
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

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  5. #5
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    Originally posted by Talib
    Come si deve comportare un laico cattolico di rito latino, sposato e con figli, che intendesse prendere i voti?
    Se e' disposto ad abbracciare il rito bizzantino puo' iniziare un diaconato presso i greco-cattolici e se tutto va bene e la vocazione e' vera diventare sacerdote.
    UT UNUM SINT!

  6. #6
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    la cosa non e' pero' semplice perche' gli uniati sono in pratica degli ortodossi che riconoscono il primato petrino. Non e' quindi solo una quastione di "rito" ma di approccio totalmente diverso alla parola ed alla liturgia. Inoltre essendoci in italia pochissime parrocchie bisognerebbe trasferirsi con tutta la famiglia...
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  7. #7
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    La ricostruzione del problema degli uniati ucraini è sostanzialmente corretta.
    Mancano però alcuni particolari che fanno vedere la vicenda uniata più complessa e anche più infida. Infatti questi uniati furono così latinizzati che la loro mentalità è ora uno srano ibrido di un rito spesso senza anima ed un insieme di devozioni importate dall'occidente.
    D'altra parte come possono essere lineari fedeli (e preti) che devono credere che la Consacrazione dei preziosi Doni avviene per le parole dell'Istituzione pronunciate dal sacerdote "in poersona Christi" e poi - dopo pronunciate quelle parole invocare lo Spirito perchè scenda dai cieli a mutare il pane ed il vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Quando i preti hanno sudiato per tre secoli su manuali latini del tutto staccati da ogni spiritualità ortodossa (piaga che infettò, seppure in misura minore, anche l'ortodossia nel periodo dei "sovrani illuminati" filooccidentali) mentre la Chiesa ortodossa non ha mai fatto distinzione tra spiritualità, dogmatica e liturgia vedendo in quest'ultima l'eccelsa manifestazione e celebrazione delle prime?
    Oggi ci sono legati forti elementi nazionalistici, gli stessi per cui la disgraziata ortodossi ucraina è divisa in tre maggiori giurisdizioni ed una miriade di giurisdizioni minori.
    Il Vaticano II stabilì che gli Uniati dovevano tornare alla teologia ed alla spiritualità orientale e patristica e purificare il ritpo dagli elementi estranei. Ma questo si è realizzato molto poco.
    Forse sapienza vuole un periodo di riflessione e di pausa da ambo le parti.
    Se il ppapa attuale riuscirà a trasformare l'ecumenismo di parole, sentimenti e sbaciucchiamenti (reponsabili gli ortodossi quanto i papi)
    in un dialogo serio sui veri problemi dogmatici, spirituali e liturgici, nonchè canoni, fatto in verità e sincerità anche a costo di essere duri. Meglio un dialogo fermo che darà i suoi effetti in tempi lontani che le diplomazie che non potranno portare che ad una seconda Firenze.
    Credo che ad un dialogo di questo genere anche noi Tradizionali saremmo pronti a partecipare, purchè si ricominci davvero da capo.
    I docunmenti ortodossi da cui cominciare sono le due risposte dell'800
    a papa Pio IX e Leone XIII che ho postato ful forum ortodosso. Quei documenti sono la testimonianza del patriarcato di Costantinopoli premassonico e premodernista.
    Il papa dovrebbe anche riflettere alle motivazioni degli ortodossi. Costantinopoli fa la doppia faccia: sorrisi davanti e sberleffi dietro. Lasciatelo dire da chi conosce bene e di persona queste cose.
    Kasper gridava contro il Battesimo dei convertiti, che è la prassi ordinaria (anche se negato) di Costantinopoli sulla base di una decisione presa sotto il Patriarca Antimo.
    Anche noi facciamo così ma lo diciamo apertamente: per non fuori della Chiesa ortodossa non c'è grazia sacramentale. Loro lo pensano e dicono il contrario negli ambienti cattolici ed in quelli ortodossi il contrario anche perchè il popolo ed i monaci in specie non li seguirebbero.
    Vorrei un dialogo tra persone franche, sincere, limpide. Duro, ma CRisto è anche "pietra d'inciamo" che porta fuoco e spada.
    Scusatemi se ho scritto una riflessione un po'0 confisa ma è quello che mi sgorgava dall'animo.

 

 

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