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Discussione: un arazzo a Correggio

  1. #1
    in silenzio
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    un arazzo a Correggio



    Nel Palazzo dei Principi di Correggio (Provincia di reggio Emilia) è conservato questo interessante arazzo, che raffigura Teseo con Arianna e, al centro del Labirinto, un Centauro.

    Conoscete altri esempi nei quali sia stato sostituito il Minotauro con un Centauro?

    Alcuni critici lo descrivono come "un errore rinascimentale": io credo si volesse proprio parafrasare il mito antico, sostituendovi il mostro originale col più cortese Centauro, legato a racconti tradizionali cari a parte della popolazione europea.
    di necessità virtù

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  2. #2
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    La rappresentazione classica del Minotauro è quella dell'uomo con testa di toro (spesso anche con la coda), ma non mancano anche rappresentazioni di corpo di toro con torso umano (derivate forse dall'uso cretese di cavalcare i tori) .

    L'uomo-toro tipo centauro era forse antecedente alla leggenda di Teseo; così è infatti rappresentato Gilgamesh, come minotauro-centauro , in un sigillo sumero di 2000 a.C. (Rohl, p170, 1998)


    Questa sotto, invece, è una incisione tratta dal Libro VIII delle Metamorfosi di Ovidio di Vergilius Solis, 1514-1562, (Johann Postius von Gemersheim, Frankfurt, 1563) che è forse alla base dell'ispirazione dell'arazzo o comunque ne è evidentemente accomunato



    Quo postquam geminam tauri iuvenisque figuram
    clausit, et Actaeo bis pastum sanguine monstrum
    tertia sors annis domuit repetita novenis,
    utque ope virginea nullis iterata priorum
    ianua difficilis filo est inventa relecto,
    protinus Aegides rapta Minoide Diam


    Qui dunque (nel labirinto) fu rinchiuso il mostro dalla duplice figura, di toro e di giovane, che pasciutosi due volte di ateniesi scelti a sorte ogni nove anni, alla terza fu ucciso, dal figlio di Egeo (Teseo). Questi con l'aiuto della figlia di Minosse (Arianna), ridipanando un filo riuscì a riguadagnare l'uscita, che nessuno prima di lui aveva ritrovato

  3. #3
    in silenzio
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    e se fosse una libertà poetica?

    In Origine Postato da pcosta
    La rappresentazione classica del Minotauro è quella dell'uomo con testa di toro (spesso anche con la coda), ma non mancano anche rappresentazioni di corpo di toro con torso umano (derivate forse dall'uso cretese di cavalcare i tori) .

    Qui dunque (nel labirinto) fu rinchiuso il mostro dalla duplice figura, di toro e di giovane, che pasciutosi due volte di ateniesi scelti a sorte ogni nove anni, alla terza fu ucciso, dal figlio di Egeo (Teseo). Questi con l'aiuto della figlia di Minosse (Arianna), ridipanando un filo riuscì a riguadagnare l'uscita, che nessuno prima di lui aveva ritrovato [/i]
    Grazie per i riferimenti.

    Dunque le rappresentazioni dell'uomo con corpo di toro sono sbagliate: la coda, infatti, sia nell'arazzo che nell'incisione è di cavallo, non di toro.
    Strano, perchè gli autori dovevano conoscere bene la differenza tra le due code...credevo che l'aver messo al centro del labirinto un centauro fosse voluto, per dare un'interpretazione positiva all'allegoria.
    Il Minotauro era un mostro, mentre il Centauro Chirone era maestro d'arte per gli eroi: chissà, forse l'"errore" così ricorrente durante Il Cinquecento ed il Seicento era una libera interpretazione poetica, per invitare all'educazione cortese.

    Conoscere il testo, e allontanarsene con virtuosismi poetici...tipico della mentalità rinascimentale, non trovi?

    di necessità virtù

  4. #4
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    No, non la vedrei come una scelta "rinascimentale".
    Nel '500 il "Minotauro in forma di centauro" era già quasi uno stereotipo, assai comune; ma questa iconografia inizia assai prima del Rinascimento.



    In questa raffigurazione, su un cassone fiorentino di inizio '500, pur così lontano dallo schema dell'arazzo e della xilografia di Vergilius Solis, di nuovo troviamo - al centro del labirinto - un Minotauro in forma di centauro.

    Risalendo nel tempo, ecco un'illustrazione della "Vita di Teseo" di Plutarco (Vitae virorum illustrium, Venezia, 1496)



    e nel manoscritto pergamenaceo fiorentino della Divina Commedia che si trova alla Biblioteca Vaticana, datato 1419, alla fine del volume si trova questo labirinto:



    in alto si può leggere "Quisto est Lo loborinto Del menothauro", per fugare ogni dubbio riguardo all'essere raffigurato.

    Risalendo ancora un paio di secoli, entriamo nella basilica di San Michele Maggiore in Pavia il cui coro, alla metà del XII secolo conteneva un labirinto (ora perduto) ma di cui ci resta un disegno eseguito da Ciampini nel 1690, dove abbiamo il corpo di toro:



    Degli stessi anni è il codice miscellaneo di testi di medicina e teologia (Parigi, Biblioteca Nazionale) che mostra ancora un Minotauro in figura di centauro (qui direi più cavallo che toro, il corpo):



    Dall'autografo del "Liber Floridus" di Lamberto di Saint-Homer (1060-1123) il minotauro ha il corpo di toro e il torso umano:



    e per finire, nel "Computo di Tegrimi" compilato a Piacenza tra il 1007 e il 1032 (New York, Pierpont Morgan Library) la forma complessiva ricorda il centauro.



    Tutta l'iconografia greca e romana riporta invece quasi esclusivamente il Minotauro in forma di uomo con testa di toro (quindi con le corna) e con la coda.
    Ma quando la penna passa in mano ai clerici medioevali o il labirinto entra nelle grandi cattedrali francesi e italiane, questo Minotauro che forse ricorda troppo il Diavolo (in fondo Baal, Baal-zebub è certamente alla base del mito di Creta) è stato - come dici tu - "ingentilito" nelle forme del più nobile e sapiente centauro.
    Quindi più che vittima della mentalità rinascimentale, io direi vittima di quella "cristiana" che nell'inglobare i simboli del paganesimo ha accomunato il Minotauro e l'altro sfortunato "cornuto" dell'antichità, il dio Pan, alla figura di Satana.

  5. #5
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    In Origine Postato da pcosta
    No, non la vedrei come una scelta "rinascimentale".
    Nel '500 il "Minotauro in forma di centauro" era già quasi uno stereotipo, assai comune; ma questa iconografia inizia assai prima del Rinascimento.

    Tutta l'iconografia greca e romana riporta invece quasi esclusivamente il Minotauro in forma di uomo con testa di toro (quindi con le corna) e con la coda.
    Ma quando la penna passa in mano ai clerici medioevali o il labirinto entra nelle grandi cattedrali francesi e italiane, questo Minotauro che forse ricorda troppo il Diavolo (in fondo Baal, Baal-zebub è certamente alla base del mito di Creta) è stato - come dici tu - "ingentilito" nelle forme del più nobile e sapiente centauro.
    Quindi più che vittima della mentalità rinascimentale, io direi vittima di quella "cristiana" che nell'inglobare i simboli del paganesimo ha accomunato il Minotauro e l'altro sfortunato "cornuto" dell'antichità, il dio Pan, alla figura di Satana.
    Quello che scrivi è ragionevole.

    La pericolosità del rapporto uomo-toro (basti pensare alla corrida) non è pertinente con la ricerca nel Labirinto Cristiano, pensato per rendere virtuoso l'essere umano.
    Nel Labirinto ad una via è impossibile perdersi, se non si perde la ragione: e al centro, per far comprendere la natura spirituale dell'intera costruzione, spesso al posto del Centauro-Maestro possiamo trovare un Albero, asse verticale di collegamento tra mondo inferiore e superiore.

    Tre motivi dunque, che possiamo sommare, per immaginare differenti virtù: coraggio, intelligenza e agilità nel rapporto uomo-toro; ragionevolezza e sensibilità animale nel rapporto uomo-cavallo; "genius loci"come sapienza dell'unicità del "qui-ora" nel rapporto uomo-albero...

    Grazie ancora per tutte le informazioni!!!
    di necessità virtù

 

 

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