User Tag List

Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    39,362
     Likes dati
    434
     Like avuti
    639
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito Sunto delle Principali Mozioni del Congresso DS.

    Premetto che leggerò a breve anche quello della sinistra Ecologista, ma intanto mi son letto le 3 Mozioni che saranno presentate al Prossimo Congresso DS.

    Mi son permesso di fare un sunto personale, postando quel che ritengo essenziale delle varie Mozioni.
    Sono degli stralci naturalmente che per comodità ho diviso in "Tesi numerate".

    Spero possa essere di aiuto a tutti per capire le proposte delle varie "anime" dei DS.

    Danny

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    39,362
     Likes dati
    434
     Like avuti
    639
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito

    Mozione Fassino

    E questo impone scelte di svolta nette e improcrastinabili:
    • una visione del mondo fondata sul valore primario della pace e che alla guerra sostituisca la “politica preventiva”, assumendo il tema della nonviolenza, della libertà, dei diritti come la nuova frontiera per assicurare sicurezza alle nazioni e agli individui e lì collochi l’Italia e la sua politica e estera;
    • un’idea dell’Europa come “attore” globale capace di contribuire con i suoi valori e la sua ricchezza, ad una globalizzazione più giusta e di cui possono beneficiare coloro che oggi ne sono esclusi;
    • un programma di governo che promuova crescita e redistribuzione e rimetta in moto l’Italia, puntando sul dinamismo del mercato e sulle sfide alte della competizione, dell’innovazione, della formazione, del sapere e riconosca pienamente la dignità del lavoro e della sua qualità;
    • uno Stato che torni a scommettere sul carattere strategico delle politiche pubbliche di cui lo stesso mercato ha bisogno e senza le quali non sono pensabili né una nuova stagione di crescita, né quelle opportunità di vita, di lavoro e di reddito necessarie a rassicurare una società inquieta per le troppe forme di precarietà che percorrono la esistenza di molti;
    • un nuovo welfare che assuma le questioni fondamentali per ogni famiglia – il futuro dei figli, la serenità degli anziani, la parità tra i sessi, le certezze di lavoro e di reddito – come le priorità a cui vanno indirizzate risorse e servizi; che operi non solo per redistribuire, ma per promuovere l’investimento di ciascuno – in primo luogo dei giovani – sulle proprie capacità; che contribuisca allo sviluppo e alla competitività facendosi volano di piena e buona occupazione;
    • un bipolarismo mite, che consolidi la democrazia dell’alternanza senza smarrire mai il senso di una comune appartenenza ad una comunità nazionale, entro cui riconoscere e promuovere sussidiarietà e autogoverno locale e affermare l’imparzialità delle istituzioni e la cultura della legalità;
    • e, infine una nuova etica pubblica che, superate antistoriche distinzioni tra laici e cattolici, sia capace di coniugare libertà e responsabilità, ribadendo la laicità delle istituzioni repubblicane.

    Tesi 1. La sostenibilità: la nuova frontiera dell’uguaglianza


    Pace e sicurezza non possono che essere anche giustizia sociale e diritti umani.

    Sono domande di senso sulla globalizzazione, i suoi caratteri, i suoi fini, poste in primo luogo dalle nuove generazioni, e che muovono da ansie di giustizia, di libertà, tensione al cambiamento. A cominciare dalla straordinaria esperienza del movimento di critica alla globalizzazione, e dalla imponente mobilitazione di massa contro la guerra in Irak, che ha interessato tutto il mondo e che in Europa ha assunto dimensioni largamente maggioritarie. Una corrente di opinione trasversale alle culture, agli orientamenti politici, alle confessioni religiose, che è una grande risorsa per la vita politica e democratica delle nostre società.

    E’ questo scenario in movimento che la sinistra è oggi chiamata a interpretare

    Tesi 2. Liberare il mondo dal terrorismo e dalla violenza


    Non è con il terrore che si possono affermare aspirazioni o diritti negati. Non c’è lotta di liberazione, non c’è tensione religiosa o etnica, non c’è ingiustizia o povertà che possa legittimare il ricorso al terrorismo.

    Così come la guerra non è lo strumento per risolvere i mali del mondo.

    D’altra parte, la tragica vicenda irakena indica che l’unilateralismo e la guerra preventiva non sono in grado né di rendere più sicuro il mondo, né di garantire al pianeta una guida che liberi la globalizzazione dalle tante ingiustizie che ancora assillano quotidianamente miliardi di persone.

    Contro il terrorismo servono strategie adeguate, a partire da una vasta e penetrante azione di intelligence capace di colpire strutture, reti, collegamenti, santuari finanziari delle organizzazioni terroristiche. E deve essere ricostruita quella coalizione mondiale contro il terrorismo che unì la comunità internazionale dopo l’11 settembre e che la dottrina della guerra preventiva ha frantumato.


    Tesi 3. Politica preventiva” contro i mali del mondo


    Se è certamente vero che la globalizzazione delle economie e dei sistemi finanziari ha favorito in molti paesi crescita e sviluppo e rappresenta una grande opportunità, è altrettanto vero che l’approccio rigorosamente liberista e privo di regolamentazione, l’assoluta libertà dei movimenti di capitale, le prescrizioni spesso errate del FMI, hanno accentuato instabilità e dipendenza di molti paesi. L’assenza di regole nelle condizioni di lavoro o nella tassazione ha aggravato le ingiustizie all’interno dei paesi emergenti e alterato gli equilibri dei mercati.

    Serve una politica preventiva per eliminare o contrastare tali fenomeni, dando segnali inequivoci di riequilibrio nelle ragioni di scambio e di superamento degli egoistici protezionismi che comprimono le opportunità dei paesi emergenti e in via di sviluppo, evitando così che quelle società possano essere risucchiate da pulsioni protezionistiche, nazionaliste e dal rifiuto di processi di integrazione economica.


    Tesi 4. La “sovranità globale” e le Nazioni Unite


    Noi non siamo tra quelli che invocano l’ONU con la segreta speranza che le sue fragilità le impediscano di agire. Noi puntiamo sull’ONU – così come sulla riforma e sul potenziamento delle altre istituzioni sopranazionali – come sede di quel multilateralismo che è l’unica vera e necessaria alternativa all’unilateralismo. Per questo all’ONU vanno conferiti risorse, strumenti e poteri adeguati e i suoi meccanismi di decisione vanno riformati nella direzione dell’efficacia e della trasparenza, anche superando il potere di veto.

    Il Consiglio di Sicurezza va riformato per essere rappresentativo del mondo di oggi, favorendo la rappresentanza anche di istituzioni di cooperazione politica regionale.
    Ci si deve porre l’obiettivo di un seggio per l’Unione Europea e per questo deve battersi l’Italia.


    Tesi 5. Fondare la forza sul diritto. Il nostro no alla guerra in Irak


    Ed è in ragione di questa stessa visione che abbiamo espresso la nostra contrarietà alla guerra in Irak – “illegale”, per il Segretario generale dell’Onu Kofi Annan – decisa unilateralmente, scindendo la forza dal diritto, fino a contrapporre una forza senza diritto a un diritto senza forza.

    Ma una forza senza diritto non è più efficace, è solo meno forte: eticamente, politicamente e perfino militarmente. Saldare la forza col diritto è e resta condizione imprescindibile per una lotta efficace al terrorismo e ai regimi che lo sostengono e per ogni ricorso alla forza che si richieda per restaurare diritto e legalità.

    Per questo chiediamo oggi un Piano di pace che preveda: 1) la immediata convocazione di una Conferenza internazionale di pace sull’Irak, con la partecipazione di tutte le componenti politiche, etniche e religiose della società irakena; 2) la sostituzione delle attuali presenze militari con una forza multilaterale di sicurezza, sotto egida Onu, composta anche da paesi arabi e di religione mussulmana, in grado di assicurare la transizione democratica; 3) il tempestivo svolgimento in Irak di elezioni democratiche effettivamente libere e regolari; 4) un piano di aiuti internazionali per l’immediata ricostruzione economica e civile di quel paese.

    Tesi 6.

    L’Europa, proprio per la sua natura di “federazione di minoranze”, secondo la felice definizione di Romano Prodi, ha la missione storica di dimostrare, promuovere e sostenere in tutto l’Occidente una società multiculturale, multireligiosa e multietnica dimostrando che il pluralismo può dar vita ad una positiva dinamica di incontro e reciproca contaminazione.



    Tesi 7.Europa

    Si Parla di Europa politica ed economica ma non di una europa sociale.

    Tesi 8. Usa-Ue

    Proprio per questo non possiamo accettare che qualsiasi critica alla politica dell’Amministrazione Bush venga interpretata come espressione di antiamericanismo.
    E ancor di più non possiamo che dissentire da chi trasforma un giusto e fermo no alla guerra in pregiudizio antiamericano e in contrapposizione ideologica verso gli Stati Uniti, che sono un grande Paese democratico, per il quale non solo nutriamo simpatia e amicizia, ma di cui riconosciamo la funzione essenziale per le sorti del mondo.


    Tesi 9. Economia nazionale, tasse

    Nessuno può pensare a inasprimenti fiscali. Ma nessuno può illudere i cittadini su generalizzate riduzioni fiscali non praticabili, se non a costi produttivi e sociali insostenibili.
    Serve, invece, una politica fiscale come leva per lo sviluppo, in grado di garantire le risorse necessarie, anche attraverso la ripresa della lotta all’elusione e all’evasione che tra il ’98 e il 2001 aveva dato così buoni frutti. Entro una tale politica è possibile realizzare riduzioni fiscali – dalla riforma dell’Irap alla detassazione per i reinvestimenti, dai crediti di imposta a forme di progressività anche nella tassazione di impresa, dal recupero di fiscal drag per le famiglie a misure di decontribuzione per i bassi salari – finalizzate al doppio obiettivo di sostenere le imprese e recuperare capacità di spesa ai redditi bassi e medi.


    E’, in ogni caso, ineludibile una rigorosa politica di bilancio, che tenga conto dei vincoli europei, nonché dall’elevatissimo debito pubblico, accumulatosi negli anni ’80, e che tuttora comporta una spesa per interessi passivi doppia rispetto alla media europea e alla cui riduzione, prerequisito per qualsiasi politica espansiva e di sviluppo, occorrerà dedicare una quota di risorse.

    Tesi 10.Conoscenza.

    Per l’Italia, assumere la conoscenza come uno dei cardini del proprio sviluppo significa:
    • iscrivere la formazione permanente tra i diritti fondamentali della persona;
    • considerare la scuola dell’infanzia come una priorità di un moderno welfare e dare corso ad un Piano nazionale per gli asili nido;
    • innalzare l’obbligo scolastico, con una organizzazione dei cicli che accresca il bagaglio culturale e professionale degli studenti;
    • investire sull’Università, allargando le forme di autonomia per accrescere la quantità di laureati, oggi tra le più basse dell’Unione Europea, e la qualità della loro formazione e promuovendo forme di incentivazione per i più meritevoli e strutture ricettive capaci di attrarre intelligenza;
    • istituire un sistema di valutazione della qualità della formazione e dell’apprendimento che non affidi le opportunità professionali al solo valore legale del titolo di studio;
    • portare la spesa pubblica per ricerca al 2% del Pil entro il 2006 e al 3% entro il 2008 e concentrare gli investimenti in progetti strategici e di eccellenza, superando l’attuale dispersione;
    • promuovere forme di incentivazione, di defiscalizzazione e di sostegno alla ricerca privata;
    • assicurare un adeguato livello di professionalità degli insegnanti, sia attraverso un piano nazionale di formazione, sia attraverso criteri rigorosi per la loro selezione e il loro reclutamento;
    • promuovere e sostenere la produzione culturale e intellettuale favorendo così una nuova stagione di successo e creatività nel cinema, nel teatro, nell’editoria, nelle arti figurative.


    Tesi 11.Impresa

    Prioritario è oggi rimettere in moto l’Italia, con politiche che – anche attraverso una revisione del sistema degli incentivi pubblici – privilegino:
    • più forte investimento pubblico in ricerca, tecnologia, innovazione e sostegno alla ricerca privata attraverso sgravi fiscali, consorzi di distretto, rapporto imprese – università;
    • più alta internazionalizzazione che sostenga non solo la crescita delle esportazioni, ma anche gli investimenti diretti all’estero e la valorizzazione e promozione del made in Italy;
    • politiche di concorrenza e liberalizzazione nei settori gravati da posizioni di rendita: ordini professionali, pubbliche amministrazioni, mercato dei capitali, servizi terziari ;
    • politiche industriali capaci di innalzare il valore aggiunto e tecnologico delle produzioni e la qualità competitiva dei distretti produttivi e territoriali;
    • programma di ammodernamento infrastrutturale e ambientale che combatta il grado di obsolescenza dell’armatura del paese;
    • provvedimenti per il Mezzogiorno che ne esaltino la funzione di leva strategica;
    • strategia per le piccole e medie imprese per la loro crescita dimensionale e il loro accesso al mercato dei capitali;
    • incentivazione alla emersione di attività sommerse;
    • promozione e sviluppo del movimento cooperativo e delle forme di impresa sociale;
    • sistema creditizio e finanziario più dinamico, aperto e trasparente;
    • modifiche normative nei settori societario, dei mercati finanziari e del risparmio, del diritto fallimentare, nel processo civile e penale, nelle procedure amministrative.


    Tesi 12.Lavoro

    Dignità del lavoro significa oggi:
    • politiche per l’aumento dei tassi di attività e di occupazione, in particolare dei giovani e delle donne, promuovendo misure di pari opportunità e di conciliazione tra lavoro e attività familiare;
    • incentivi che favoriscano la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e la loro qualificazione;
    • percorsi di formazione permanente che favoriscano l’accesso a maggiori opportunità di lavoro;
    • promozione del lavoro in proprio puntando a valorizzare creatività, capacità e talenti individuali, in particolare dei giovani;
    • riconoscimento di diritti e tutele certe per ogni lavoratore, nel lavoro stabile e in quello flessibile, attraverso la adozione di una Carta dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, di una nuova legge sui Diritti di sicurezza sociale, di una riforma del processo del lavoro, di nuovi provvedimenti che disegnino una rete comune di diritti di cittadinanza (tutela di maternità, paternità, infortunio, malattia, ammortizzatori sociali, formazione permanente);
    • tutela delle retribuzioni dall’inflazione reale; redistribuzione di quote di produttività anche a salari e stipendi; recupero del fiscal drag; fiscalizzazione degli oneri sociali a carico del lavoro dequalificato, dando valore al patto di cittadinanza di cui la politica fiscale è parte costitutiva;
    • un sistema previdenziale che tenga conto del progressivo allungamento del tempo di vita, e che incoraggi la prosecuzione volontaria del lavoro oltre l’età pensionabile, nell’ambito di una generale promozione della “vita attiva” anche nell’età anziana; che incentivi l’uso volontario degli accantonamenti per il TFR a favore dei Fondi pensione integrativi, a partire da quelli a carattere negoziale; che assicuri anche ai giovani che lavorano in modo discontinuo la prospettiva di una pensione dignitosa, sia attraverso la contribuzione figurativa, sia mediante la cumulabilità dei contributi versati a diversi fondi pensione; che tuteli le fasce più deboli anche con l’istituzione di un contributo di solidarietà a carico della fiscalità generale;
    • politiche di contrasto nei confronti dell’illegalità e del lavoro sommerso e rafforzamento delle tutele relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro;
    • nuove norme per la rappresentatività sindacale e per la partecipazione democratica dei lavoratori.


    Tesi 13.Welfare

    Un welfare moderno deve:
    • promuovere un “patto tra le generazioni” che concentri risorse a vantaggio dei giovani a cui si deve offrire una formazione scolastica che incontri sbocchi di impiego adeguati; un lavoro liberato dalla precarietà e nel quale ciascuno possa realizzare le proprie capacità; la rimozione dei molti ostacoli che rendono difficile per un giovane mettersi in proprio, ottenere un credito, acquistare una casa, sposarsi e avere dei figli;
    • sostenere i diritti di ogni bambino e di ogni bambina, di ogni adolescente, che sono portatori di diritti, individuali e sociali, autonomi e compito di una società moderna e giusta è rimuovere gli ostacoli allo sviluppo della personalità e creare le condizioni perché vengano preservati i territori per l’infanzia e l’adolescenza, quali momenti autonomi essenziali al processo di crescita. Il che richiede di pensare “la società a misura di bambino” al nord, al centro come al sud del Paese: città amiche e spazi per le esigenze dei più piccoli e degli adolescenti; generalizzazione della scuola dell’infanzia e un Piano nazionale di asili nido; un sistema integrato di servizi che promuova il benessere dell’infanzia e dell’adolescenza; l’istituzione del Garante dell’infanzia e di Osservatori sul lavoro minorile; tutela dei bambini da ogni abuso e forma di sfruttamento; l’innalzamento dell’obbligo scolastico e la riforma dell’apprendistato, in cui i contratti di lavoro dai 16 ai 18 anni abbiano un contenuto prevalentemente formativo; la promozione di programmi televisivi e culturali di qualità per i bambini e gli adolescenti;
    • promuovere la genitorialità rimuovendo gli ostacoli che si frappongono al desiderio di maternità e paternità delle coppie con nuove discipline di assegni per i figli, una rete di servizi, politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro, sostegno alle adozioni e alla procreazione assistita;
    • assicurare il diritto alla buona salute garantendo una effettiva eguaglianza delle prestazioni sanitarie offerte dalle Regioni su tutto il territorio nazionale attraverso una più vasta rete di solidarietà che coinvolga, accanto alle istituzioni sanitarie pubbliche, strutture sanitarie private e istituzioni di solidarietà sociale, puntando sempre di più sui servizi territoriali e domiciliari, anche con un più forte apporto delle organizzazioni di terzo settore e delle solidarietà comunitarie;
    • realizzare concreta vicinanza alle famiglie che vivono l’esperienza della disabilità, della non-autosufficienza, della indigenza e della esclusione sociale, della quarta età, con strumenti come i congedi parentali, l’armonizzazione dei tempi di lavoro e di cura, assegni al nucleo familiare, il Fondo nazionale per l’autosufficienza, il reddito di reinserimento e misure fiscali;
    • promuovere una concezione attiva della “terza età”, che offra certezza di vita serena al crescente numero di persone anziane per i quali si apre una nuova stagione di vita: pensioni che consentano una vita dignitosa; la certezza di essere assistiti e curati sempre e in ogni caso; la possibilità per molti di mettere a disposizione di finalità sociali la propria vitalità e le proprie esperienze di vita; nuove occasioni di formazione, di conoscenza, di crescita culturale;
    • realizzare politiche di integrazione – nel lavoro, nella formazione, nelle prestazioni sociali, nella qualità della vita – che consentano ad una crescente popolazione di immigrati di essere titolare piena di diritti e doveri, di vivere nella dignità e nel riconoscimento della propria identità;
    • è parte di una politica di benessere sociale promuovere ogni forma di educazione e formazione, nonché sostenere quelle attività – dalla cultura allo sport – che rappresentano occasioni di autopromozione, socialità, salute, gioia di vivere.

    Tesi 14.Sud

    Occorrono quindi provvedimenti che esaltino il Mezzogiorno come leva strategica:
    • allocare nel Sud risorse e incentivi per la lotta alla disoccupazione e per il sostegno del lavoro, con priorità per l’occupazione femminile e i giovani inoccupati, per i quali occorre un piano pluriennale straordinario;
    • favorire una maggiore localizzazione in quell’area degli investimenti di sistema per la qualità della scuola, per la formazione, per la ricerca;
    • concentrare una massa critica di investimenti per l’adeguamento delle reti delle infrastrutture materiali e immateriali;
    • finalizzare i fondi comunitari disponibili per le aree/obiettivo alla realizzazione di grandi e qualificati progetti di eccellenza, anche interregionali;
    • favorire più efficaci politiche finanziarie e di credito e la mobilitazione di risorse private;
    • promuovere l’emersione di attività sommerse e la lotta alle forme di illegalità economica;
    • intervenire con politiche di sostegno al reddito e di lotta all’indigenza;
    • adottare meccanismi automatici di finanziamento pubblico – quali crediti di imposta – sottraendo le imprese ai rischi di condizionanti intermediazioni burocratiche;
    • rimuovere gli ostacoli alla realizzazione dei patti territoriali, dei contratti di aree e delle forme di programmazione negoziata.



    Tesi 15. Informazione

    Una società democratica ha bisogno di un sistema delle comunicazioni libero e plurale, di libera stampa e di libera informazione, nonché di regole che favoriscano la concorrenza, contro ogni concentrazione e oligopolio. Occorre regolare i mercati per risolvere i conflitti di interesse e rimuovere le posizioni dominanti; stimolare, accanto ai grandi gruppi e ai grandi network, la crescita di un’emittenza locale economicamente solida; assicurare a tutti i soggetti imprenditoriali eguali possibilità di competizione; rafforzare l’editoria nazionale e locale; rifondare uno spazio pubblico della comunicazione rinnovando profondamente identità e missione del servizio pubblico televisivo.


    Tesi 16. Immigrazione

    Obiettivo di una politica efficace e giusta è liberare l’immigrazione dalle paure che porta con sé, attraverso:
    • progetti di cooperazione con i paesi in via di sviluppo per migliorare la vivibilità in loco;
    • accordi bilaterali di cooperazione e di lotta contro l’immigrazione clandestina con i paesi di origine dei flussi migratori;
    • politica comune europea dell’immigrazione;
    • fermo contrasto dell’immigrazione clandestina, del traffico di migranti e dei drammatici fenomeni di sfruttamento e riduzione in schiavitù di donne e bambini;
    • superamento delle “quote”, e loro sostituzione con ingressi permanenti e stagionali regolati sulle dinamiche del mercato del lavoro;
    • politiche di accoglienza, di integrazione e di formazione fondate su un patto di diritti e doveri con le persone immigrate;
    • diritto di elettorato, attivo e passivo, a livello amministrativo;
    • provvedimenti tesi a favorire l’accoglienza nel nostro Paese di studenti, ricercatori, tecnici qualificati, ingegneri, provenienti dai paesi in via di sviluppo.

    Tesi 17. Ambiente

    E’ dunque necessario:
    • incrementare l’efficienza energetica e gli investimenti nelle fonti rinnovabili di energia, con particolare riferimento all’idrogeno come possibile alternativa strategica al petrolio;
    • assicurare un più incisiva difesa del suolo, con opere di manutenzione e misure di prevenzione, recupero e risanamento e la tutela del territorio, dei paesaggi, del patrimonio naturale storico e ambientale, delle aree ad elevata naturalità, della montagna e della fasce costiere;
    • proseguire e rafforzare il sostegno agli interventi di riqualificazione e recupero urbano ed edilizio, per città più belle e vivibili, con attenzione particolare alle periferie, intensificando la lotta all’abusivismo, ripristinando la certezza delle regole e l’efficacia delle sanzioni, abbandonando definitivamente la pratica sconcia dei condoni, modificando la fiscalità locale e il regime tributario degli immobili e delle trasformazioni del territorio;
    • favorire la qualità ecologica e multifunzionale della nostra agricoltura insieme allo sviluppo di produzioni biologiche e di qualità;
    • promuovere la prevenzione, il riciclo e il recupero dei rifiuti con l’applicazione di tecnologie sicure;
    • promuovere una mobilità sostenibile, non congestionata e non inquinante, in particolare nei centri urbani, valorizzando la modalità ciclopedonale, i mezzi collettivi, quelli meno inquinanti, il trasporto su ferro ed il cabotaggio;
    • promuove la diffusione di tecnologie pulite, di beni e servizi ad elevata qualità ambientale e di sistemi di gestione ambientale certificati, incrementando la diffusione e l’incisività di processi partecipati di “Agenda 21”.


    Tesi 18. Riforme

    Le nostre linee guida per il compimento della transizione istituzionale sono dunque:
    • consolidamento del bipolarismo;
    • qualificazione della figura del Primo ministro come leader della maggioranza elettorale e parlamentare, con il potere di nomina e revoca dei ministri e di proposta non vincolante di scioglimento delle Camere;
    • salvaguardia delle funzioni del Presidente della Repubblica, garante primo dell’ordinamento costituzionale e del rispetto della volontà popolare;
    • tutela della indipendenza della Corte costituzionale, della Magistratura, degli organi di controllo amministrativi e delle Authorities;
    • definizione dei limiti cui deve essere sottoposto il potere delle maggioranze, come forma essenziale di garanzia per l’opposizione e per i diritti e le libertà dei singoli in un sistema maggioritario;
    • riforme dell’assetto parlamentare, da incardinare su una Camera dei Deputati con funzioni di indirizzo politico e legislativo nelle materie di competenza dello Stato e su un Senato Federale realmente rappresentativo della dimensione regionale e con funzioni legislative nelle materia di competenza concorrente tra Stato e Regioni, ferme restando le competenze bicamerali in materia di diritti fondamentali e di riforma della Costituzione;
    • riqualificazione e modernizzazione delle pubbliche amministrazioni come strumento per la efficace attuazione delle politiche pubbliche e per la gestione dei servizi che non hanno mercato o che il mercato non può assicurare in condizioni di effettiva uguaglianza.

    Tesi 19.Federalismo

    Mentre respingiamo lo stravolgimento proposto dalla maggioranza di governo, ribadiamo la opportunità di apportare integrazioni e adeguamenti al titolo V:
    • la ridefinizione delle competenze esclusive affidate allo Stato, da individuare in funzione dell’unità nazionale e dell’efficienza del sistema-paese;
    • la salvaguardia del principio dell’uguaglianza dei diritti e degli standard delle prestazioni offerte ai cittadini su tutto il territorio nazionale;
    • l’adozione del principio di “sussidiarietà”, riconoscendo competenza e titolarità al livello istituzionale che esprime la più efficace adeguatezza al soddisfacimento dei cittadini;
    • la promozione di un federalismo effettivamente solidale, capace di realizzare decentramento, semplificazione amministrativa e normativa, responsabilità e partecipazione dei cittadini;
    • la previsione in Costituzione di una “supremacy clause” che, come in altri Stati federali, legittimi il Parlamento a legiferare anche su competenze delle Regioni, quando sia richiesto dalla necessità di garantire l’unità del Paese o l’universalità dei diritti costituzionali;
    • il superamento dell’attuale bicameralismo, con l’istituzione di un Senato federale – sede di concertazione legislativa tra Stato e Regioni – da affiancare alla Camera dei Deputati;
    • l’introduzione di meccanismi di federalismo fiscale fondati sul principio di responsabilità di ogni livello istituzionale;
    • la distinzione tra le funzioni legislative delle Regioni e competenze amministrative e di gestione di Comuni e Province;
    • il varo delle normative relative alle Aree metropolitane.


    Tesi 20. Etica

    E' a questa visione che si ispirano le nostre proposte in materia di famiglia, con il riconoscimento della pluralità di forme di convivenza, tra persone di sesso diverso come dello stesso sesso, pur nel pieno rispetto del principio costituzionale della famiglia fondata sul matrimonio.
    E' a questa visione che sono ispirate le nostre proposte in materia di procreazione medicalmente assistita: per una buona legge capace di riconoscere l'aspirazione alla genitorialità delle coppie, tutelare la salute delle donne, garantire l'autonomia della ricerca scientifica e della professionalità medica, nel rispetto della dignità umana nei diversi stadi del suo sviluppo. Per una buona legge ci siamo battuti e continueremo a batterci in Parlamento. E con il referendum, se in sede parlamentare non si sarà individuata una soluzione soddisfacente alle gravissime carenze della legge in vigore.


    Tesi 21. Riformismo

    Riformista è colui che si pone obiettivi di mutamento, ponendosi il problema del come realizzarli, con quale consenso, con quale scansione temporale, con quali strumenti, con quali alleanze.


    Tesi 22. Donne

    Un new deal delle donne come new deal del paese è la proposta di governo su cui chiediamo al centrosinistra di misurarsi, una scommessa su cui costruire il futuro. E’ parte di questa politica anche la adozione di meccanismi legislativi utili ad assicurare paritaria rappresentanza tra donne e uomini nelle istituzioni, nella politica, nelle funzioni di governo nazionali e locali.


    Tesi 24. Giovani

    Una politica capace di dare voce e rappresentanza a queste generazioni deve saper assicurare:
    • diritti e certezze che liberino il lavoro dalla precarietà, valorizzino le qualità del lavoro e il sapere e promuovano l’investimento sulle proprie capacità;
    • percorsi formativi – dalla scuola all’Università – che consentano a ciascuno di acquisire la formazione necessaria a cogliere e realizzare maggiori opportunità e scelte di vita;
    • politiche che favoriscano mobilità territoriale e possibilità di avere una casa;
    • liberalizzazione dell’accesso alle attività professionali, rimuovendo le incrostazioni corporative e burocratiche che oggi spesso inibiscono a un giovane di scommettere su di sé;
    • incentivi alla imprenditoria giovanile, alla cooperazione, alla iniziativa di gruppo;
    • una “dote” per la libertà di scelta, istituita con risorse pubbliche all’atto della nascita, e utilizzabile da ciascun giovane al compimento della maggiore età; forme di credito che favoriscano la possibilità di mettersi in proprio; reddito minimo di cittadinanza attiva finalizzato a percorsi di formazione e di avviamento al lavoro;
    • promozione – nelle imprese, nelle professioni, nelle pubbliche amministrazioni, nelle istituzioni, nella politica – di ogni forma di accesso di giovani a funzioni di responsabilità;
    • possibilità di esperienze formative di solidarietà attraverso lo sviluppo, a livello europeo e nazionale, del Servizio Civile.


    Tesi 24. Il partito Riformista

    La costruzione di un soggetto federato riformista, di ampio consenso elettorale e di forte radicamento sociale, è anche la risposta più adeguata ed efficace per intercettare un elettorato deluso in uscita dal centrodestra. Questione che non può essere considerata competenza o prerogativa di una singola forza politica, ma è invece responsabilità comune.


    Tesi 25. Per il centrosinistra

    Ci muove la consapevolezza che i nostri valori – quelli per cui la sinistra è nata e da oltre cento anni vive, quei valori per la cui affermazione si sono battute generazioni di donne e di uomini – sono più attuali che mai. Libertà, uguaglianza, solidarietà, sostenibilità, rispetto della dignità umana e della natura, parità tra donna e uomo: di questi valori il mondo ha ancora più bisogno oggi, quando la globalizzazione e l’interdipendenza ci mettono ogni giorno di fronte un pianeta segnato da colossali ingiustizie e quando nelle pieghe della società italiana vediamo annidarsi vecchie e nuove povertà.

  3. #3
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    39,362
     Likes dati
    434
     Like avuti
    639
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito

    Mozione Sinitra DS (Correntone)

    CORRENTONE DS

    Tesi 1. battere il governo Berlusconi

    Democrazia e stato sociale sono la posta in gioco. Il primo dovere politico di tutti è dunque quello di contribuire ad organizzare e unire le forze - politiche, sociali, culturali – per battere il centrodestra e realizzare una alternativa.
    Da questo dovere la Sinistra Ds – che ha fin dall’inizio contrastato decisamente valutazioni blande dell’avversario e tentazioni di dialogo tra gli schieramenti – non intende minimamente discostarsi.

    Tesi 2. una grande alleanza democratica, plurale

    . Il foedus, cioè l’alleanza, il patto che occorre stipulare è questo: far convergere su un programma comune, su un’idea di società ed un progetto per l’Italia, le principali forze e culture politiche democratiche del Paese, trovando anche i necessari compromessi. Il principio di maggioranza potrà valere, nell’adottare decisioni, solo se esse verranno sottratte alle oligarchie e affidate ad un processo largo e partecipativo. Così può nascere una grande alleanza democratica maggioritaria, che deve definire rapidamente il suo universo di nomi e di simboli. Una sorta di “confederazione democratica” di partiti, movimenti, esponenti dei territori, dotata di una ricca vita democratica.

    Tesi 3. . Più uniti: Il nostro no al soggetto “riformista”.

    federare una sola parte della coalizione e mantenere al contempo l’autonomia delle singole forze politiche, diventa un modo per regolare il traffico tra gruppi dirigenti. E’ un’idea destinata a vita breve che contiene una distinzione forzosa e politicamente sbagliata tra “riformisti” e “radicali”. Proprio da questa distinzione nasce il pericolo di una separazione che porta alla sconfitta e rende inevitabile una deriva moderata e centrista. E alla fine – se la federazione si dà un simbolo con cui presentarsi alle elezioni, un gruppo dirigente, un programma e se anche alle prossime regionali si presenta col suo simbolo – ecco che è nato il “partito riformista”.

    Non è vero che si vince sfidando la destra sul suo terreno e cercando voti al centro: bisogna piuttosto rappresentare, convincere e dare fiducia ad un vasto elettorato di sinistra e centrosinistra che, unito nelle sue varie anime, ha già più volte dimostrato di poter prevalere e vincere.
    Per questo proponiamo che nelle prossime elezioni regionali - anche in ragione del sistema elettorale - i Ds si presentino col proprio simbolo

    Tesi 4. Più a sinistra: un forte partito socialista, di sinistra….

    Vogliamo collocarci sulla frontiera di un nuovo socialismo che fuoriesca dall'illusione liberista e blairiana senza riproporre tout court il socialismo democratico del secolo scorso, fondato su un compromesso tra capitale e lavoro entro i confini dello stato nazionale. Oggi occorre un nuovo compromesso, su scala globale e universale, che faccia sue le alternative radicali della nonviolenza, dell'antiliberismo, dell'ambientalismo e dei diritti di cittadinanza. Brandt, Palme e Berlinguer furono tra gli antesignani di questa ricerca.
    E per questo e' giunto il tempo che nel simbolo e nel nome del nostro partito ci sia un esplicito riferimento alla identità socialista.
    In Italia i Ds possono sviluppare una politica unitaria a tutto campo: verso le formazioni più di centro, e verso quelle più di sinistra. Sarebbe altrettanto sbagliato contrapporre una “federazione di sinistra” alla “federazione riformista”, anche se non si può accettare come un dato eterno l’esistenza di due o più sinistre. L’evoluzione della posizione di Rifondazione Comunista (“mai più desistenza, ora accordo di governo per l’alternativa”), ha introdotto una importantissima novità nella situazione italiana. Che va accolta lavorando per la grande alleanza democratica e intensificando il confronto culturale e programmatico col PRC e con le altre forze di sinistra

    Tesi 5. la Sinistra Ds fa bene ai Ds e alla sinistra.

    Noi, firmatarie e firmatari della presente mozione, continuiamo a pensare che la barra dei Ds deve essere tenuta più a sinistra. I partiti socialisti più moderati e liberisti in Europa sono in declino. Le “terze vie” alla Blair, le sinistre come “nuovo centro” hanno fallito.

    Tesi 6. Oltre la civiltà del petrolio.


    L’unica opzione realistica è operare dunque rapidamente straordinari cambiamenti, una autentica rivoluzione globale:
    - Occorre ridurre il fabbisogno energetico dei Paesi più sviluppati, e cioè cambiare profondamente il modello di produzione e di consumo delle società occidentali, modello che non può essere imitato, a loro volta, dai Paesi emergenti;
    - Occorre investire subito enormi risorse nella ricerca sulle energie rinnovabili e sulle relative tecnologie, e incrementare rapidamente l’uso di quelle già disponibili;
    - Occorre proporre alle imprese industriali una serie di incentivi, congiunti a innovazioni normative, atti a promuovere anche al di là delle direttive Ue la diffusione di processi produttivi e di prodotti - dalle auto agli elettrodomestici, dai computers ai cellulari – caratterizzati da una forte riduzione, a parità di prestazioni, dei consumi di energia, di materie prime, di spazio, di risorse naturali come aria e acqua, insieme con un aumento delle possibilità di riciclaggio.
    - Occorre che la politica economica non abbia come unico riferimento l’andamento del Pil, con la relativa ossessione trimestrale per i decimi di punto o in meno. Al Pil è necessario affiancare indicatori come – ad esempio - il grado di “sviluppo umano”, elaborato dall’Onu, che mostrano come a parità di reddito medio pro capite la qualità della vita delle persone possa essere di gran lunga migliore o peggiore in funzione degli investimenti effettuati nel miglioramento dell’ambiente, della salute, dell’istruzione.
    Queste sono le priorità assolute dell’agenda politica mondiale.
    I governi attuali dei Paesi più forti paiono drammaticamente inadeguati se persino un accordo limitato come il protocollo di Kyoto sulle emissioni di gas-serra viene ripudiato o disatteso.
    La sinistra deve promuovere in tutto il mondo leadership coscienti del problema fondamentale: organizzare una economia e una società umana capaci prima di tutto di garantire le condizioni di produzione e riproduzione della vita sulla Terra. L’ecologia deve diventare la chiave di lettura dei processi economici e politici contemporanei e la bussola per una politica che assuma l’etica della responsabilità verso le generazioni presenti e future, verso l’umanità tutta.


    Tesi 7. La guerra deve diventare un tabù. Il sentiero della nonviolenza.

    La guerra deve diventare un tabù nella vita delle nazioni. L’uso estremo della forza può essere affidato solo all’Onu, in un numero di casi chiaramente e rigorosamente statuito nella sua Carta fondamentale, che deve essere riscritta attraverso la piena partecipazione delle nazioni e dei popoli, superando i limiti imposti dalla guerra fredda (dal potere di veto alla composizione del Consiglio di Sicurezza).
    Deve essere rilanciato il processo del disarmo, aperto all’indomani della fine della guerra fredda e poi interrotto

    Tesi 8. Crisi Usa

    Caduta l’Urss, gli Usa sono restati l’unica superpotenza. Hanno però la forza, ma non il consenso. Sono diventati il motore di una globalizzazione liberista che ha spalancato nuove voragini di disuguaglianze tra gli esseri umani. Vivono al di sopra delle loro possibilità, facendosi finanziare un enorme debito nazionale dal resto del mondo.
    Sotto la direzione dei neoconservatori hanno accentuato l’unilateralismo, svuotato le istituzioni internazionali (a partire dall’Onu), compiuto la scelta tragica della guerra preventiva. Un nuovo capitalismo aggressivo ha scosso dalle fondamenta il doppio compromesso - con il liberalismo, che ha prodotto la democrazia, con il socialismo, che ha prodotto lo Stato sociale – da cui derivano le più alte acquisizioni del mondo moderno.

    Tesi 9.Europa

    L’Europa è la carta principale per rilanciare la pace in Medio Oriente e deve prospettare a Israele e Palestina un ruolo di garante della sicurezza di entrambe.
    La sinistra deve scommettere su questo progetto. Impegnandosi prima di tutto per modificare radicalmente il Patto di stabilità, oggi troppo “stupido”, cioè incapace di distinguere la qualità della spesa pubblica degli Stati membri, e inadatto a sviluppare quei piani continentali di larga scala indicati più di dieci anni fa da Jacques Delors.

    Tesi 10. Beni comuni dell’Umanità

    Il mondo ha bisogno che venga pattuito un nuovo inventario dei beni comuni dell’umanità, non disponibili per interessi privatistici e speculativi, e messi al riparo dall’egoismo e dall’avidità:
    - Beni comuni naturali: acqua dolce, mari e oceani, foreste, spazio;
    - Accesso di tutti ai medicinali e alle cure sanitarie;
    - Diritto alla libertà personale, politica, religiosa;
    - Equa distribuzione della tecnologia, del sapere e dell’informazione accumulati, resi disponibili per ogni essere umano ed ogni comunità locale e nazionale.
    Dev’essere risolto il problema del controllo sulle transazioni finanziarie (Tobin tax) e quello dei paradisi fiscali, veri centri della pirateria moderna.
    Questo comporta una battaglia di lungo periodo, con il pieno coinvolgimento di nazioni e di popoli, per sradicare il pregiudizio etnico e razziale, per contrastare l’intolleranza, per orientare la politica mondiale

    Tesi 11. Uguaglianza e libertà vanno insieme

    Contro l’ideologia della destra l’idea della sinistra: uguaglianza e libertà vanno insieme.
    Non va rilanciato lo sviluppo, ma uno sviluppo interamente e organicamente sostenibile. Serve una riconversione ecologica dell’economia fondata sull’equità intergenerazionale (ambientale) oltre che sull’equità infragenerazionale (sociale). Per l’Italia ciò significa innanzitutto rivoluzionare la politica energetica, ridurre drasticamente il ruolo dei combustibili fossili attraverso gas naturale, fonti rinnovabili endogene e al più presto l’idrogeno, risparmio ed efficienza; quindi anche consumare meno e meglio l’energia elettrica.
    Tutte le politiche pubbliche devono essere coerenti: industriali, fiscali, culturali, agricole, infrastrutturali, turistiche, commerciali.
    Non chiediamo politiche ambientali separate: la gestione dei rifiuti riguarda il settore industriale e la democrazia partecipata; la difesa del suolo è la prima opera pubblica, condizione di sicurezza per gli ecosistemi urbani e per le comunità rurali; la tutela delle aree protette garantisce biodiversità e produzioni tipiche; la lotta agli inquinamenti (atmosferico, idrico, acustico, elettromagnetico) tutela la salute; l’intolleranza verso condoni e deroghe combatte ecomafie, abusivismo, nuove precarietà. L’orizzonte della riconversione è l’ecosistema Mediterraneo, mare di pace, di accoglienza, di tolleranza.


    Tesi 12. Lavoro,Scuola, Immigrazione.

    Bisogna ora incominciare a ridurre la flessibilità. Nel programma della coalizione democratica deve essere fortemente affermato l’obiettivo della piena, sicura e buona occupazione.
    Occorre ridare centralità al contratto a tempo indeterminato perché la flessibilità sia un’eccezione e non la regola in un mercato del lavoro solidale e competitivo.
    Occorre ampliare l’area delle tutele e dei diritti, sia sindacali che economici, alla luce delle grandi trasformazioni. Per questo occorre ricondurre ogni tipologia contrattuale all’area del lavoro subordinato o all’area del lavoro autonomo, anche riscrivendo lo stesso codice civile (come indicato nelle proposte di legge della Cgil). Occorre contrastare le forme di frantumazione e atomizzazione dei cicli produttivi e delle aziende, fatte solo per ridurre i costi ed i diritti.
    Occorre estendere, secondo principi universalistici e per tutte le figure non autonome, l’area degli ammortizzatori sociali finalizzandoli a garantire realmente ad ogni lavoratore il diritto ad un reddito nelle fasi di non lavoro e di passaggio da una occupazione ad un’altra, nonché il diritto ad una formazione permanente. Per questo vanno cancellate tutte le norme che hanno precarizzato i rapporti di lavoro, incentivato la destrutturazione e l’impoverimento dell’impresa, ridotto il ruolo della contrattazione collettiva e cercato di snaturare gli stessi sindacati (con l’obiettivo di trasformarli in enti bilaterali parapubblici), a partire dalla legge 30, dal decreto 368/01 e dal decreto 66 sugli orari di lavoro.
    E’ necessario un nuovo Patto sociale che punti a tre risultati:
    a)una politica salariale capace di salvaguardare il potere d’acquisto dei pensionati e dei lavoratori, nonché una redistribuzione degli aumenti di produttività. Nell’ambito di corrette e moderne relazioni industriali il ruolo della contrattazione è decisivo e vitale. I contratti nazionali di lavoro ne sono il perno centrale in termini di solidarietà ed equità ridistribuiva e nel contempo sono la garanzia per rendere la contrattazione decentrata, attraverso adeguati strumenti, universale per tutti i lavoratori;
    b)una decisa modifica del rapporto tra volume dei profitti e monte salari;
    c)una strategia di crescita e di sviluppo del sistema paese fondata sugli investimenti in ricerca, innovazione, formazione permanente e non sulla riduzione del costo e la compressione dei diritti delle persone che lavorano, e in primo luogo sulla scuola e sull’università pubblica.

    Tra le prime azioni da condurre, con un nuovo governo, ci sarà quella di abrogare la Legge 53, che ha reintrodotto una scuola di classe di stampo ottocentesco, che nega la Costituzione, riduce il tempo scuola, differenzia precocemente i percorsi, introduce un doppio sistema di scuole secondarie fortemente discriminante e rappresenta un arretramento della cultura della scuola e del Paese.
    Bisogna costruire da subito un progetto alternativo di “più scuola”, pubblica, laica e di qualità. A partire da alcune scelte di fondo: la generalizzazione della scuola dell’infanzia, il tempo pieno nelle elementari e il tempo prolungato alle medie, l’aumento dell’obbligo scolastico fino a diciotto anni, un sistema di formazione professionale garantito su tutto il territorio nazionale, un’offerta diffusa e costante di formazione degli adulti, la salvaguardia dell’autonomia di ricerca, didattica e autogoverno per l’intero sistema.

    Immigrazione.
    Sarà necessario chiudere i Centri di Permanenza Temporanea e rivisitare criticamente la legge Turco-Napolitano costruendo un quadro legislativo e di politiche alternative ed innovative che assumano la concezione di diritti fondamentali: diritto d’asilo, diritto alla mobilità, diritto alla ricerca di lavoro, diritto di voto e cittadinanza, politiche antidiscriminatorie nella scuola e nel welfare.

    Tesi 13, Sud

    Pertanto proponiamo un piano decennale per la costruzione di 100.000 alloggi all’anno di edilizia economica e convenzionale da realizzare in tutti i centri ove si manifesta una vera e propria crisi degli affitti. Il piano dovrà intervenire anche sulle norme urbanistiche allo scopo di calmierare i costi delle aree.

    Primo, il lavoro: innanzitutto l’occupazione femminile e giovanile. E’ necessario uno sforzo per un piano straordinario per il lavoro che liberi le giovani generazioni meridionali dalla condanna alla precarietà.
    Secondo, la questione ambientale e quella urbana, investendo in un progetto di salvaguardia e di ripristino del territorio.
    Terzo, la questione produttiva: il Meridione ha bisogno di concentrare le risorse sull’innovazione, sull’agricoltura di qualità, sul capitale umano e su quello sociale, su interventi infrastrutturali sostenibili.
    Quarto, la questione della legalità e della democrazia: il Mezzogiorno subisce un virulento attacco da parte della criminalità organizzata. Tornano ad emergere, aspetti inquietanti sui collegamenti tra affari, politica e mafia che coinvolgono esponenti di rilievo del centrodestra. Ma c’è stato un calo di tensione nella lotta alle mafie che rischia di coinvolgere anche il centrosinistra. Questo silenzio pone le basi, da un lato per la riorganizzazione del “braccio militare” della mafia, che agisce spesso indisturbato, dall’altro, per una nuova e massiccia infiltrazione della criminalità organizzata nei settori vitali della società e della politica

    Tesi 14.Questione Morale, Informazione

    E’ essenziale ripristinare il principio dell’uguaglianza di fronte alla legge e introdurre nuove regole nel sistema economico e finanziario, volte a rafforzare controlli pubblici, rigorose sanzioni del falso, tutela della libera concorrenza e degli interessi dei consumatori e dei risparmiatori. Imporre al mercato un’etica è diventato oggi uno dei più alti compiti della buona politica, e di uno Stato restituito alle sue funzioni regolatrici.
    Il centrosinistra al governo deve abrogare le leggi-vergogna, e fare ogni cosa ora per impedire la riforma dell’ordinamento giudiziario, volta a limitare l’indipendenza e la terzietà della magistratura
    L’informazione è un bene fondamentale da garantire a tutti i cittadini. La corretta informazione e la conoscenza piena dei fatti sono fondamentali per la libertà e per la democrazia.

    Tesi 15.Stato laico

    La laicità, la libertà, l’autodeterminazione femminile sono valori fondativi che non possono essere scambiati o annebbiati per convenienze di corto respiro o per tatticismo. Sui valori fondativi della laicità, delle libertà, dell’autodeterminazione femminile, si esercita oggi la peculiare funzione politica delle donne e si manifesta perciò l’urgenza democratica del riequilibrio della rappresentanza.

    Se il centrosinistra punta al governo e alla trasformazione fa come in Spagna: dialoga con la società, introduce cambiamenti, si batte sui principi, distingue sempre la sfera della politica e delle istituzioni da quella delle appartenenze religiose.


    Occorre difendere leggi civili come quelle sull’aborto e sul divorzio (che può semmai essere modificata per consentire il “divorzio breve”).

    Occorre introdurre una nuova legislazione a tutela dei diritti delle coppie di fatto, etero ed omosessuali (legge sui Pacs).

    Non si possono, mai, far gravare obblighi di Stato sugli stili di vita dei cittadini e invadere l’autonomia di scelta delle persone. E’ necessario mettersi costantemente in cerca di quegli “invisibili” che, scomparsi alla vista dei poteri pubblici, non godono né di tutele né di diritti.

  4. #4
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    39,362
     Likes dati
    434
     Like avuti
    639
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito

    Mozione Sinistra DS per il Socialismo (Salvi)


    Tesi 1.Socialismo

    Il socialismo non è morto, la storia non è finita come molti credevano anche a sinistra, e forse ancora credono. L'ideologia neoliberista, dominante nell'ultimo quarto del secolo scorso, si sta mostrando incapace di governare il pianeta se non con il ricorso alla forza militare: la dottrina e la strategia della guerra unilaterale preventiva sono state decise ben prima dell'attentato alle Torri gemelle.


    Tesi 2. La storia siamo noi

    Ma una sinistra che perseguisse la libertà, senza tenere conto delle ragioni della eguaglianza, si riconoscerebbe in un mondo ingiusto, come quello in cui viviamo, nel quale le sofferenze di molte di molti sono cresciute e crescono. Questa libertà alla fine riguarderebbe solo l'economia, il mercato, cioè la libertà del più forte, a scapito della libertà dei più deboli.

    Tesi 3. Sinistra

    Senza una grande e autonoma forza di sinistra sono messi in discussione i caratteri stessi della democrazia italiana. Già lo si è visto e lo si vede in questi anni con la frantumazione del sistema politico, il personalismo, le chiusure oligarchiche e burocratiche, l'insostenibile leggerezza di un sistema che incentiva continuamente la nascita di nuovi partiti sempre più privi di motivazioni, che non siano il sostegno al leader o ad aspiranti tali.
    Nel dibattito in corso nel socialismo europeo ci collochiamo tra coloro che ne chiedono un rinnovamento profondo: chiedono di uscire da una prospettiva che si limita a cercare di temperare, troppo spesso senza successo nemmeno elettorale, gli effetti del neo-liberismo.

    Tesi 4. Impresa

    L'impresa deve produrre valore. Ma serve un nuovo equilibrio nella struttura del potere economico, nel quale i lavoratori e le lavoratrici devono concorrere alle decisioni sulle proprie condizioni di lavoro e nella conduzione dell'economia. E' il tema della riforma democratica dell'impresa, sul quale si interrogano tutti coloro che riflettono, non solo a sinistra, sui fallimenti del modello di sviluppo neoliberista.


    Tesi 5. Governare

    . Dobbiamo governare; non per gestire il potere, ma per dare ai concreti problemi delle donne e degli uomini in carne ed ossa, a partire dai lavoratori, dai ceti popolari troppo spesso abbandonati al disagio e alla emarginazione, dai nuovi ceti medi impoveriti e all'insieme del Paese, risposte concrete, che siano alternative a quella della destra e del neoliberismo. Non ci deve essere più nessuno a poter dire che la sinistra è in grado di fare meglio il lavoro della destra.


    Tesi 6. Socialismo

    Il profondo insegnamento di Enrico Berlinguer, che va ricordato sempre e soprattutto praticato sempre, sta nel bisogno di stabilire un rapporto di coerenza tra principi e pratica, tra idealità e comportamenti. La questione morale è sempre attuale e va sollevata anche quando investe la sinistra.



    Tesi 7.Articolo 18.

    . Oltre dieci milioni di elettrici ed elettori italiani, più di quanti alle elezioni europee hanno votato per il listone, hanno detto sì al referendum per l'estensione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. E' anche per il loro voto e le loro lotte che l'art. 18, almeno per ora, è stato salvato. Hanno compreso, come fece la Cgil, a differenza della maggioranza dei Ds, che l'offensiva della destra si contrasta non trattando al ribasso, ma rivendicando più diritti.


    Tesi 8. Lavoro

    Centralità del lavoro vuol dire politiche pubbliche per realizzare piena e buona occupazione. Piena occupazione in Italia significa Mezzogiorno, buona occupazione significa cancellare la legge 30, estendere i diritti, riunificare il mondo del lavoro, aumentare i salari reali.



    Tesi 9. Repubblica fondata sul lavoro. O Repubblica fondata sul denaro?


    Ciò che è sotto attacco è l'impianto di una Costituzione particolarmente avanzata, sostenuta dalle sinistre, che ha consentito più che altrove l'attuazione dei fondamentali principi democratici (a partire dalla separazione dei poteri e dalla garanzia di indipendenza della magistratura) e ha favorito l'affermarsi dei diritti sociali. E' questo impianto costituzionale a essere sotto attacco, al di là dei tecnicismi dei giuristi e delle tattiche politiche. Per vincere il referendum contro la proposta della destra occorre dire con chiarezza ai cittadini e alle cittadine qual è la posta in gioco. La Repubblica fondata sul lavoro rischia di diventare la Repubblica fondata sul capitale, sul controllo dei mezzi di comunicazione di massa, sul denaro.
    La Repubblica è nata dall'antifascismo e dalla Resistenza: valori e verità che non possono essere affermati a intermittenza

    La Costituzione è da attuare, non da stravolgere. Garantire il pluralismo dell'informazione, risolvere in radice il conflitto di interessi, recuperare la funzione delle assemblee elettive e dei partiti politici, anche con un sistema elettorale proporzionale corretto alla tedesca, allargare gli strumenti di partecipazione dei cittadini e delle cittadine sono aspetti essenziali per una nuova politica istituzionale della sinistra.

    Tesi 10. Il Programma di Governo

    Il programma dei cento giorni di un governo di centrosinistra
    Un netto cambio di rotta rispetto al governo Berlusconi sarà una delle chiavi vincenti nelle prossime elezioni politiche. È indispensabile però che tale cambiamento non rimanga nelle parole, ma sappia tradursi in precisi punti di programma, strutturati negli oggetti, nei tempi e nei modi.
    Per questo proponiamo che vi sia nel progetto di governo un “programma dei cento giorni” che ponga con immediatezza la novità di fronte al Paese. Questo sia al fine di orientare il consenso elettorale che abbandona Berlusconi, ma non ancora si dirige con decisione verso il centrosinistra, sia al fine di costruire gli impulsi e gli strumenti necessari per “ricaricare le pile” del Paese, oggi scariche.

    La pace e la guerra. Immediato ritiro dall'Iraq
    Il primo punto sul quale va radicata una completa inversione di rotta rispetto al governo Berlusconi è quello della pace e della guerra.
    La pace e il rifiuto della guerra va subito assunta come criterio della politica internazionale del nuovo Governo. La lotta al terrorismo va condotta anzitutto con la politica e con la polizia internazionale.
    Laddove al momento delle elezioni malauguratamente, e contro il nostro impegno, vi fossero ancora truppe italiane che partecipino all'occupazione dell'Iraq, andrebbe assunta una decisione di immediato ritiro.

    Via la legge 30, estendere l'art. 18 dello Statuto, combattere le "morti bianche"
    Vanno poi immediatamente assunte tutte le iniziative necessarie per il ripristino dei diritti e la lotta alla precarietà, abrogando la legislazione sul lavoro introdotta dal centrodestra, e affermando l’estensione piena ed egualitaria dei diritti dei lavoratori, a partire dall’art. 18. Va anche subito assunta ogni iniziativa utile a porre fine allo scandalo – tutto italiano – degli infortuni e delle morti sul lavoro. I lavoratori italiani hanno pagato un tributo troppo alto.

    Tornare all'equità fiscale
    Ancora, nei cento giorni vanno abrogate le scelte del governo Berlusconi che hanno prodotto e producono effetti socialmente regressivi, consolidando la tendenza a favorire profitti e rendite a danno del lavoro dipendente. Deve essere dunque immediata l’iniziativa di riformare la controriforma di Berlusconi, ripristinando in pieno il principio di progressività sancito in Costituzione, e in particolare la tassa di successione sui grandi patrimoni eliminata dal centrodestra, e tassando le rendite finanziarie e la speculazione immobiliare.

    Reddito di cittadinanza, pensioni, casa
    Inoltre, nei cento giorni, vanno assunte iniziative sull’emergenza sociale che ha colpito il Paese, conducendo i ceti deboli in una condizione drammatica, e i ceti medi impoveriti verso – o dentro – la fascia di povertà. A tal fine si deve puntare sull'immediato avvio dell'introduzione sul piano nazionale di un reddito sociale minimo, e sulla garanzia per tutti i pensionati di livelli di pensione accettabili. Inoltre, vanno assunte iniziative per fronteggiare situazioni che sono già oggi drammatiche. Tra queste si segnala in particolare l’emergenza casa, che in specie nelle aree urbane e metropolitane colpisce milioni di famiglie ed è spesso fattore decisivo per la caduta sotto la soglia di povertà. L’emergenza casa va affrontata immediatamente, sia per il profilo degli sfratti nelle aree ad alta tensione abitativa, sia avviando politiche pubbliche nazionali per l’alloggio che il paese non conosce più da anni, sia infine capovolgendo le politiche di privatizzazione selvaggia del patrimonio immobiliare pubblico, nel senso di tenere adeguato conto delle esigenze degli inquilini.

    Lottare contro le mafie
    Porre subito al centro dell'azione di governo la lotta antimafia. Il "principio" del ministro di Berlusconi di "convivere con la mafia" va immediatamente capovolto. Con la mafia non si convive.
    L'infiltrazione criminale investe i settori della produzione, delle opere pubbliche e dei servizi. Il controllo mafioso si estende ai settori della viabilità e delle infrastrutture e al traffico dei rifiuti di ogni genere che è causa di corruzione, degrado ambientale e di pericolo per la salute. Il crimine organizzato controlla la spartizione di larghe fette del denaro pubblico garantendo in cambio “l’ordine” sui cantieri a scapito dei lavoratori, sottopagati, senza assistenza ed esposti al rischio di incidenti mortali. Il traffico di extracomunitari è un nuovo mercato criminale di cui sono vittime milioni di persone private della loro dignità e dei loro diritti tra cui quello alla vita. Il coinvolgimento, in Sicilia, nei processi di mafia del vertice della Regione e di esponenti di un partito di governo induce ad una drammatica conclusione. La mafia appare sempre più non l’antagonista dello Stato ma una sua controparte riconosciuta, rispettata e temuta con cui si scende a patti. L’effetto finale di questo intreccio è il condizionamento degli elettori. Più attenzione al problema della legalità devono avere anche le amministrazioni di centrosinistra: l'uso del denaro pubblico, in modo clientelare, gli sprechi, il ritorno a vecchi metodi clientelari sono inaccettabili.

    Diritti civili, laicità dello Stato
    Va immediatamente proposta la riscrittura della legge sulla fecondazione assistita, se non già abrogata per via referendaria, garantendo il pieno rispetto dei diritti della donna, della libertà di scelta della coppia, dei migliori metodi riconosciuti dalla scienza medica e della libertà della ricerca scientifica.
    I diritti delle persone diversamente abili, che sono parte integrante dei diritti civili, richiedono adeguati finanziamenti e la introduzione, come nei paesi nordici, di un garante nazionale dei portatori di handicap.
    Va proposta una legge sulle unioni civili, secondo la più avanzata legislazione europea.
    La dignità e i diritti delle persone gay, volgarmente offesi dalla destra, devono trovare adeguato riconoscimento.

    Cancellare le leggi di Berlusconi
    Infine, vanno abrogate le “leggi vergogna”, che hanno connotato il nostro Paese, nel senso di un governo di interesse privato, piuttosto che pubblico. Tra le "leggi salvaladri" da cancellare è quella sul falso in bilancio, che ha abbassato il tasso di legalità del sistema economico, proprio quando ce n'è più bisogno, come dimostrano gli scandali finanziari nazionali e internazionali. Come anche va radicalmente riformata la risibile legge sul conflitto di interessi e la legge Gasparri, con la introduzione di tutti gli strumenti giuridicamente necessari e utili ad impedire che chi controlla mezzi di comunicazione di massa possa farne uso al fine di distorcere la dialettica democratica per puntare ad acquisire poteri di governo a tutti i livelli.
    Va abrogata la legge sull’ordinamento giudiziario, per ripristinare il fondamentale valore dell’autonomia e indipendenza della magistratura.
    Va superata la iniqua legge Bossi-Fini, garantendo che sull’immigrazione clandestina l’azione di contrasto non neghi i diritti umani universali e tenga conto delle situazioni di disperazione, bisogno e pericolo per la vita che inducono tanti ad abbandonare il proprio paese per la speranza di una vita migliore.
    Le leggi della Ministra Moratti in materia di scuola e di università vanno cancellate, avviando subito l'introduzione di una normativa, che sia di segno nuovo anche rispetto a nostri indirizzi del passato. Ne parliamo più approfonditamente nella parte dedicata al programma di legislatura.

    Tesi 11. Irak

    La strategia della guerra unilaterale preventiva non è stata voluta per combattere il terrorismo ma per affermare, con la forza, il mantenimento di privilegi nello sviluppo, nell'uso delle risorse (a partire dal petrolio), nei consumi.
    Ritirare immediatamente, come ha fatto la Spagna, il contingente militare italiano dall'Iraq è un dovere costituzionale e morale.

    La guerra in Iraq è costata oltre 150 miliardi di dollari, mentre solo 56 miliardi di dollari sono stati spesi per investimenti allo sviluppo e la lotta alla povertà nel pianeta intero. Su 6 miliardi di persone, la metà ha solo 2 dollari al giorno da spendere e più di 1 miliardo sopravvive con appena 1 dollaro. La spirale guerra-terrorismo-povertà può condurre il mondo intero alla catastrofe.

    L'Unione europea può essere protagonista, in un mondo multipolare, di un'opera di pace e di collaborazione con tutti i popoli del mondo, e in particolare per affrontare e risolvere finalmente la questione israelo-palestinese. E' più che mai attuale l'esigenza di un governo mondiale. A questo fine si impone la riforma dell'Onu, ben oltre il tema dell'allargamento del Consiglio di Sicurezza, e le riforme di istituzioni come la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale e il Wto, le quali sono oggi controllate, in modo opaco ma efficace, dal potere finanziario dei paesi ricchi, che dovrebbero invece concorrere al governo dei processi economici e sociali sulla base di una visione di sviluppo e cooperazione solidale
    In questo quadro, l'Italia deve aumentare il proprio impegno nella riduzione del debito dei paesi poveri. Deve proporre l'introduzione di una tassa internazionale per l'aiuto allo sviluppo. L'imposta mondiale, della quale parlò per primo l'economista Tobin, riproposta di recente dai governi di Francia e di Brasile, va sostenuta. Le transazioni quotidiane sui mercati finanziari mondiali ammontano a 210 miliardi di dollari. Si è calcolato che un tasso minimo di imposizione metterebbe a disposizione risorse tali da consentire di dimezzare la povertà del mondo nel giro di pochi anni.

    Tesi 12. Europa

    Va quindi approfondita l'idea di un voto popolare nel procedimento di ratifica del trattato per la nuova Costituzione europea. Occorre mantenere aperta la prospettiva di una evoluzione positiva verso una Costituzione in senso proprio, un popolo europeo, i diritti di una cittadinanza comune, una vera democrazia europea, fondata sul modello sociale nel nostro Continente. Un'Europa che si apra ai paesi mediterranei dell'Africa e dell'Asia, dando finalmente attuazione, dopo dieci anni, al Trattato di Barcellona, che fu firmato anche dal governo israeliano e dall'autorità nazionale palestinese.
    E' questo il solo futuro che dobbiamo cercare per l’Europa

    Tesi 13. Lavoro

    Come ha dimostrato un recente studio della Cgil, in dieci anni 6 milioni di lavoratori hanno perso fino al 17 per cento del loro potere d'acquisto. Nell'ultimo decennio il livello di occupazione è rimasto immutato, ma i salari sono più bassi e l'occupazione è più precaria. Il modello praticato dalla destra, e basato sulla riduzione dei diritti e sui bassi salari, è non solo socialmente ingiusto, ma anche nocivo allo sviluppo. La redistribuzione del reddito a favore dei dipendenti e del ceto medio è una leva fondamentale per la ripresa della crescita e dello sviluppo, è un elemento primario del welfare.


    Anche per questo si deve recuperare la centralità del contratto nazionale di lavoro
    Va ricomposta la estrema frammentazione dei modelli contrattuali che è stata introdotta, attraverso una politica di estensione dei diritti e va rovesciata radicalmente la premessa sottesa alla recente legislazione, di una fittizia parità tra datore di lavoro e lavoratore che liberamente stabiliscono contenuti e regole del proprio rapporto contrattuale. Questa prospettiva è di certo intollerabile per l’iniquità e la divaricazione territoriale che inevitabilmente producono. Ma è anche sbagliata, perché azzera la propensione del sistema all’innovazione e alla competizione di alto profilo. Va ripresa con forza l’iniziativa di una legge sulla rappresentanza sindacale
    Italia può essere valorizzato il ruolo della piccola impresa e dell'artigianato, penalizzato da politiche che hanno privilegiato i grandi gruppi con effetti negativi sulla occupazione e sulla qualità del sistema. Se la piccola impresa e l'artigianato non sono nel nostro Paese un aspetto residuale, una forma primitiva e nana della organizzazione aziendale, possono diventare un elemento portante e dinamico della nostra struttura sociale attraverso un nuovo incontro con il mondo del lavoro.

    Tesi 14. Sviluppo sociale

    La riforma degli ammortizzatori sociali è importante, ma non basta. Per i lavoratori precari, per i giovani dei nuovi lavori servono anche concrete garanzie in termini di continuità lavorativa, di diritti e di salari. Del resto, gli ammortizzatori sociali sono solo un aspetto della tutela sociale: il reddito minimo va garantito come diritto universale di cittadinanza.
    Va garantito in modo equo a tutti e a tutte l'accesso a un sistema pubblico di servizi sociali e sanitari, a politiche abitative e a un sistema di protezioni rispondenti ai reali bisogni delle persone. Vanno create le condizioni per una reale situazione di parità tra donne e uomini nella società e nel lavoro, promuovendo eque condizioni di accesso anche attraverso idonee politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
    Di un moderno welfare fanno parte le politiche di inclusione, finalizzate alla costruzione di una società multietnica e fondate sul rispetto delle culture delle persone nella scuola, nella sanità, nel lavoro. La legge Bossi-Fini va sostituita con una normativa che tenga conto delle esperienze maturate nei territori che hanno fatto della immigrazione una risorsa per la collettività.

    Rilanciare la scuola pubblica

    Per questo spetta allo Stato garantire che tutte le bambine e bambini, tutte le ragazze e ragazzi italiani abbiano la possibilità, e l'obbligo fino alla maggiore età, di acquisire gli strumenti culturali e di conoscenza che gli consentano di affrontare con pari opportunità le sfide della vita. L'istruzione è certo anche formazione al lavoro, ma non può e non deve essere solo questo: deve essere la possibilità di accedere al più ampio patrimonio di conoscenze e a tutti gli strumenti critici che consentano ai giovani di compiere liberamente le proprie scelte, nel lavoro e nella società. I percorsi di istruzione e di formazione non devono essere separati. Senza eguaglianza nell'accesso all'istruzione non ci può essere libertà


    Tesi 15. Sud

    Poniamoci quattro obiettivi.
    Il primo: creare condizioni effettive per cui ogni delocalizzazione si faccia non verso altri paesi, ma verso il Mezzogiorno. Definiamo con precisione le condizioni normative e fiscali di vantaggio che rendano questo obiettivo realizzabile, e poniamo in sede europea il problema con la forza necessaria.

    Il secondo: creiamo condizioni effettive per cui il lavoratore del Sud abbia nei fatti, e non in teoria, gli stessi diritti, le stesse garanzie, le stesse retribuzioni del lavoratore del Nord. Combattiamo anche, a tal fine, con decisione il lavoro nero, ponendo le condizioni per l’emersione da un lato, e per i controlli e le sanzioni necessarie dall’altro.

    Il terzo: creiamo le condizioni effettive per utilizzare al meglio le risorse proprie del Mezzogiorno, con forti politiche nazionali selettive e mirate sulle questioni che non possono essere lasciate allo spontaneismo regionale e locale: politiche industriali, per le risorse storiche e paesaggistiche, per la risorsa mare, per la riqualificazione dei centri urbani, per il recupero ambientale, per i trasporti e le infrastrutture, per l’innovazione tecnologica, per la sicurezza.

    Il quarto: diciamo alle donne e agli uomini del Sud che il centrosinistra non guarda solo alle politiche per lo sviluppo e non parla solo alle imprese, ma anche a loro come persone, alla loro qualità della vita rispetto a chi vive nel Centro e nel Nord del paese. Scriviamo come esplicito punto di programma la pari opportunità per i giovani e le donne del Sud nella scuola, nel tempo libero, nello sport, nel lavoro. Impegniamoci per un pari livello di assistenza per gli anziani, e per ridurre il numero delle famiglie del Sud in condizioni di povertà, tanto da riportarlo nella media nazionale. Promettiamo a ogni bambino del Sud la stessa qualità di servizio scolastico, e una pari disponibilità di spazi per il gioco.


    Tesi 16. Stato e mercato. Intervento pubblico, nuove regole, per domare gli animal spirits del capitalismo


    Intendiamo sottolineare quattro punti.

    Il primo. Riteniamo che un ruolo del pubblico debba esserci in principio. Non si può lasciare tutto al mercato e allo spontaneismo del sistema capitalistico. Soprattutto dove quel sistema è gracile, sottodimensionato, maldisposto verso l’innovazione e la competizione. Spetta al soggetto pubblico la responsabilità di garantire piena efficienza ai meccanismi del mercato. I casi Cirio e Parmalat hanno dimostrato la necessità di regole più incisive e rigorose, dirette certo a tutelare i risparmiatori, ma ancor più e ancor prima a garantire il corretto funzionamento del mercato, al fine di prevenire il ripetersi di disastri analoghi. Da questo punto di vista, la legislazione italiana – anche quella entrata in vigore prima del governo Berlusconi – ha mostrato di avere maglie troppo larghe.

    Il secondo. È giunto il tempo di un ripensamento complessivo sui temi delle privatizzazioni e liberalizzazioni, e in generale del rapporto tra pubblico e privato nei servizi pubblici. Vanno guardate con grande attenzione le esperienze – come quella britannica – in cui avanza la tesi che alcuni servizi pubblici possano essere strutturalmente inidonei per la privatizzazione, risultando in concreto impossibile garantire - attraverso i meccanismi di mercato e della concorrenza - l’esito ultimo di una adeguata qualità dei servizi. È notissimo il caso delle ferrovie, che molti pensano sia stato un insuccesso. Per motivi diversi, sarebbe certamente sbagliato privatizzare laddove il servizio ha ad oggetto una risorsa strategica di scarsità crescente, come l’acqua. Ed è del tutto fuori discussione che va saldamente garantito e difeso il primato pubblico in servizi anch’essi per altro verso strategici, come l’istruzione e la sanità.

    Il terzo. Va considerata, per i servizi a rete, la possibilità non solo di separare la gestione del servizio dalla titolarità della rete, ma di riservare quest’ultima a un soggetto pubblico. Possono ben darsi casi in cui questa soluzione sia quella che meglio e più agevolmente consente di garantire l’efficienza del mercato e della competizione nella prestazione del servizio, assicurando a tutti una effettiva parità nelle condizioni di accesso alla rete, ed evitando l’adozione di complesse e per ciò solo poco efficienti normative asimmetriche per la compensazione di squilibri non altrimenti eliminabili.
    I
    l quarto. Va affrontata senza reticenze o ipocrisie la questione della golden share, accettando in principio la possibilità che in settori strategici un soggetto pubblico mantenga una partecipazione privilegiata e più pesante di quel che sarebbe in astratto secondo le normali regole societarie. Non si può infatti escludere che residui un interesse pubblico che non trovi adeguata risposta nell’applicazione delle regole ordinarie

    Tesi 17.ambiente

    È cruciale che si proceda a una nuova e organica definizione del complesso dei divieti e delle sanzioni, e delle procedure amministrative tese a acquisire e far pesare nelle decisioni pubbliche il valore ambiente, aprendo in particolare la strada alla più ampia partecipazione delle comunità locali e dei soggetti associativi. La leva fiscale va poi efficacemente utilizzata in modo organico per affiancare a divieti e sanzioni un modello premiale di incentivi e disincentivi. E va aperta senza timidezze la strada per una piena ed effettiva risarcibilità del danno ambientale.

    Tesi 18. Agricoltura

    la lotta alla fame nel mondo, la sovranità alimentare dei popoli, gli scambi equi, la qualità del cibo, la sicurezza alimentare, la salvaguardia della biodiversità, il rifiuto degli ogm, la tutela dell'ambiente, la valorizzazione dei territori, le condizioni di vita, di lavoro e di reddito sia per i lavoratori sia per gli operatori agricoli.
    Su questi temi la sinistra può sviluppare un'ampia iniziativa politica e ideale. Il futuro dell'agricoltura risiede nella multifunzionalità, cioè nella capacità del settore primario di essere punto di promozione e sintesi di fattori economici, sociali, ambientali e culturali.

    Tesi 19. La qualità della democrazia


    Diciamo no all'americanizzazione della democrazia italiana. I rischi di un aggravamento dell’involuzione oligarchica sono evidenti. Come anche sono alti i rischi di degenerazioni clientelari e lobbistiche, per una parte già visibili, e di un ulteriore aggravamento della questione morale.
    Proponiamo invece di mettere in campo un progetto politico-istituzionale per la prossima legislatura complessivamente alternativo, sia per il livello nazionale sia per quello regionale. Il punto di partenza è dato da una legge elettorale proporzionale corretta per le assemblee e da un cancellierato per la scelta del capo dell’esecutivo, secondo un modello di tipo tedesco, per assicurare un moderno bipolarismo di tipo europeo.
    Bisogna riaffermare la centralità delle assemblee elettive e della rappresentanza politica, secondo l’originaria ispirazione della sinistra: non per tornare al passato, ma per trovare oggi le condizioni di una governabilità efficace
    Di una concezione avanzata della democrazia, componente essenziale è l'impegno per la attuazione coerente e determinata del nuovo articolo 51 della Costituzione, che prevede le pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive. Oggi le donne hanno una presenza parlamentare che non supera il 9 per cento. Vanno superati tutti gli ostacoli legislativi, politici e culturali che si frappongono al nuovo principio costituzionale

    Tesi 20.Diritti

    Non basta combattere la devolution, come pure si deve fare senza esitazione alcuna. La chiave di lettura di un federalismo moderno e di successo è l’unità e l’eguaglianza, non la divisione e la discriminazione. Senza tornare a centralismi esasperati e fuori della storia, si deve ripensare il Titolo V vigente, nel senso della competitività del sistema paese e dell’universalità dei diritti. Affrontiamo poi senza timidezza il tema della convenienza e dei costi del federalismo

    Tesi 21.Partito Riformista

    Perché no al progetto riformista
    1. Dire la verità: con la federazione riformista i Ds sono destinati a scomparire. Si propone la cessione di sovranità per le decisioni nel maggior numero di materie, listoni da presentare in tutte le regioni nelle elezioni della primavera prossima, cabine di regia da costruire con più o meno occulti meccanismi di cooptazione. Le regole decise da un apposito gruppo di lavoro e finora non sottoposte ad alcun organismo democratico del partito, né contenute nella mozione Fassino, prevedono che su tutte le questioni di particolare rilievo si può decidere che spetti alla cabina di regia riformista assumere le scelte. Bisogna dire la verità alle compagne e ai compagni delle unità di base che hanno il diritto di sapere che cosa sono chiamati a decidere. E la verità è che se un partito cede la sovranità nelle decisioni politiche e programmatiche, rinuncia a presentarsi alle elezioni, delega i poteri decisionali delle istanze democratiche a gruppi ristretti, non è più un partito, rischia di trasformarsi in un simulacro vuoto.

    2. E' un progetto che non piace agli elettori. Le ultime elezioni europee sono state un insuccesso per il listone,

    3. E' un progetto che non unisce il centrosinistra ma lo divide e ne danneggia l'immagine. Rende più difficile, non più facile, l'unità necessaria per battere Berlusconi.
    Da quando se ne è iniziato a parlare, il centrosinistra è tornato a fare notizia non per le sue proposte, ma per le sue divisioni intestine

    4. E' un progetto che riduce ulteriormente la qualità democratica del sistema politico italiano. Se ne accentua il carattere presidenzialista e personalistico (il partito del premier, tutti i poteri al premier). Si accentua la concentrazione delle decisioni in ristretti gruppi, che non rispondono a nessuno: non al partito riformista, perché si afferma che non esiste; non ai partiti del listone (e per quanto ci riguarda ai Ds), perché hanno ceduto la loro sovranità.

    5. E’ un progetto che nasce già sconfitto in Europa. Il progetto “riformista”, che la mozione di Piero Fassino sottopone alla decisione del congresso dei DS, si colloca nel solco aperto nella seconda metà degli anni Novanta dalla “terza via” di Blair e dal “nuovo centro” di Schroeder, indirizzi sostanzialmente subalterni al pensiero e alle politiche neoliberiste. Ma queste ipotesi di trasformazione dell’identità di due importanti soggetti politici del socialismo europeo appaiono ormai prive di prospettiva. L’adesione di Blair alla teoria della guerra preventiva e la sua partecipazione attiva all’avventura irachena, la rottura esplicita tra la politica sociale del governo Schroeder e i sindacati tedeschi hanno prodotto una crisi profonda di consenso nell’elettorato dei rispettivi paesi.

    6. L'argomento secondo il quale solo il Partito/Federazione riformista può rappresentare il perno che dà solidità e credibilità al centrosinistra è privo di consistenza. Non sono nemmeno emersi, né sono stati discussi, valori fondanti, progetti innovativi, piattaforme unitarie della nuova formazione politica, tali da giustificarne la pretesa funzione di motore dell'alleanza.
    Il progetto si rivela sempre più una mera sommatoria di ceto politico, un'operazione eclettica e superficiale priva di fondamento ideale e di radicamento sociale.
    Per queste ragioni la nostra contrarietà al progetto riformista, in tutte le sue varianti, è ferma e senza ambiguità alcuna.

    I Ds non possono essere un partito in eterna transizione. Sono e devono restare il partito italiano del Socialismo europeo e internazionale. La presenza di una grande e autonoma forza di sinistra è stata, è e deve rimanere un fondamento ineliminabile della democrazia italiana.
    Il ruolo delle forze democratiche di centro è importante e va rispettato, come va rispettata la loro richiesta di autonomia e di identità. E' incomprensibile perciò la spinta a un'immotivata unificazione, mentre va costruita, con il centro democratico, una solida alleanza di governo per la prossima legislatura.

    Una sinistra organizzata in un partito di massa, nel territorio e nei luoghi di lavoro, attraverso una più ampia partecipazione democratica, che garantisce l'effettiva possibilità per le iscritte e gli iscritti di discutere e di decidere.
    La ristrutturazione e la semplificazione del sistema politico italiano sono necessarie, ma non richiedono affatto la fine dell'autonomia della sinistra, richiedono anzi una strategia unitaria nei confronti delle forze favorevoli a un progetto socialista e di sinistra; una strategia che avvii un processo di superamento delle divisioni ereditate dagli anni '90.

  5. #5
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    39,362
     Likes dati
    434
     Like avuti
    639
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito

    Per trovare tutte le mozioni vi rimando qui

    http://www.dsonline.it/stampa/docume...p?id_doc=19722

  6. #6
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    39,362
     Likes dati
    434
     Like avuti
    639
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito

    Lavoro

    Onestamente le proposte della Mozione Fassino mi sembrano veramente un po' vaghe.
    Concordo con quella parte della mozione del Correntone che vuole salvaguardare il lavoro dipendente anche se non và tralasciata la possibilità di una lavoro "flessibile" per i giovani anche se adeguatamente tutelato.
    Concordo con la mozione Salvi sul reddito minimo (anche se vanno messe delle regole altrimenti tanti giovani invece di lavorare ..vegetano ritirando la paghetta mensile che gli dà il governo.. e questo non è giusto).
    Concordo anche le mozioni di Correntone e Salvi in riguardo alla politica della Casa, costruire piu case pubbliche per tutelare gli inquilini.

  7. #7
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    39,362
     Likes dati
    434
     Like avuti
    639
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito

    Sud

    Più articolata la proposta "Fassino", con attenzione alla lotta alla Mafia (come ricorda la mozione del Correntone) ..vaga quella Salvi.

  8. #8
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    39,362
     Likes dati
    434
     Like avuti
    639
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito

    Irak

    Mi pare che siano tutti d'accordo contro questa guerra, e si chiede una riforma seria dell'Onu che dia importanza al ruolo della UE.Le guerre poi dovrebbero essere solo una ultima decisione dopo il ruolo politico.
    Solo l'Onu può decidere se intervenire per Correntone e Salvi, anche la Nato per Fassino.
    Mi trovo d'accordo con Fassino ma la Nato come è oggi dovrebbe essere riformata in Esercito Europeo.

 

 

Discussioni Simili

  1. Il programma del governo delle Libertà: facciamo il sunto
    Di brunik nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 44
    Ultimo Messaggio: 29-01-10, 14:33
  2. L'esemplare sunto delle politiche fallimentari del governo BIV
    Di Metapapero nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 30-01-09, 14:52
  3. Stime delle vittime delle principali dittature del mondo
    Di Willy nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 20-08-08, 23:52
  4. FN a Roma: sunto delle attività
    Di Il Pretoriano nel forum Destra Radicale
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 06-02-08, 13:32
  5. Congresso dei Conservatori: risultati delle mozioni.
    Di Templares nel forum Conservatorismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-12-06, 17:54

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •