Il bombardamento sull’Iraq, da parte delle forze criminali anglo-americane, non solo fa strage di cittadini iracheni, ma rischia di cancellare la storia e la cultura di quel popolo.
La terra irachena è ricca di reperti archeologici che sono conservati oltre che nel museo principale di Baghdad, anche negli innumerevoli magazzini sparsi un po’ in tutto il Paese.
L’allarme per questo grande disastro provocato dalle truppe a stelle e strisce, è stato lanciato da Antonio Invernizzi, dell’Università di Torino e responsabile della scuola archeologica italiana presso Baghdad.
La cultura italiana si muove per impedire un disastro archeologico, causato dai barbari a stelle e strisce, nella antica terra della Mesopotamia. Ma si sa gli amerikani, non avendo una propria storia culturale, non hanno questa sensibilità, e quindi bombardano a tutto spiano facendo danni incalcolabili alla ricchezza archeologica dell’Iraq.
Il responsabile dei beni culturali, intervenendo ad un convegno ha puntato il dito sulla piaga “il museo di Baghdad è collocato ai margini dell’area dei palazzi della celebrazione del potere che è stata bombardata, poco distante dalla stazione ferroviaria centrale e dalla sede della radio”.
L’aggressione all’Iraq è totalmente illegittima e il mondo intero dovrebbe mobilitarsi per arrestare l’avanzata di questi barbari dell’era moderna, che non hanno nessun rispetto né per gli esseri umani né per le cose.
I combattimenti -prosegue Invernizzi- per il controllo di Baghdad, se ci saranno, saranno accaniti e rappresenteranno un gravissimo pericolo per l’integrità fisica del museo e dei suoi magazzini.
L’esperto torinese sui beni archeologici, è chiaramente preoccupato per le conseguenze di questo brutale attacco degli anglo-ameriani, che mette a rischio la ricchezza storica dell’antica Mesopotamia “ma forse anche più pericolosa per la conservazione di questo patrimonio dell’Iraq, sarà la contingenza che seguirà gli scontri a fuoco, se alla direzione delle antichità non sarà garantita la possibilità di continuare ad esercitare la custodia e la tutela”.
Dai dati raccolti da vari esperti archeologici, ci sono tra le settantamila e le centocinquantamila tavolette cuneiforme della civiltà sumera custodite nel museo archeologico di Baghdad, e si tratta di scritti di astronomia, matematica e scienza.
Da questi inestimabili reperti, abbiamo informazioni preziose della società sumera: sulla prima ruota, le prime scuole, il primo parlamento bicamerale, il primo storico, il primo almanacco dell’agricoltore, la prima cosmogonia e la prima cosmologia, il primo catalogo-biblioteca, la prima moneta, il primo sistema fiscale, le prime riforme sociali, la prima scienza medica, la prima ricerca per l’armonia e la pace nel mondo.
E tutto ciò, rischia di essere cancellato da questi barbari anglo-americani, che si dicono portatori di libertà e democrazia.
Anche il presidente della Repubblica, Ciampi si è detto preoccupato per i beni culturali e artistici, che rischiano di essere spazzati via dalle bombe anglo-amerikane.
In un suo messaggio ha sottolineato “sono fiducioso che la vostra iniziativa contribuirà ad una migliore tutela dei beni culturali nelle aree di crisi: essi vanno protetti con determinazione da ogni insidia esterna”.
Ciampi, ha poi fatto riferimento alla guerra del Kosovo “sono stato testimone, visitando negli anni scorsi luoghi di culto d’inestimabile valore artistico nel Kosovo e nella Bosnia Herzegovina” e ho sentito crescere “la volontà di reagire contro le ferite inferte ai capolavori della cultura”.
Il messaggio del Capo dello Stato, si conclude con l’invito alla “responsabilità per i valori etici e culturali, da radicare sempre più nelle coscienze” quale migliore risorsa a difesa del patrimonio culturale dell’umanità.
Purtroppo, se non si ferma questa aggressione degli anglo-americani, assisteremo oltre che ad un disastro umanitario anche alla distruzione del patrimonio culturale e storico, che appartiene al mondo intero. Fermiamo i barbari.

Michele Mendolicchio