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    Canaglia
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    Predefinito Re: Comunisti-Sinistra Popolare

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Interessanti le proposte anche se io le avrei integrate con una decisa affermazione della "sacralità" delle proprietà privata e della iniziativa privata per le PMI, le imprese artigiane e anche le banche di piccole dimensioni. Risparmio e case di proprietà, non imperi immobiliari, sacri anche quelli. Il Socialismo, per me, deve essere sempre: "Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni". A questo aggiungo "E chi merita di più abbia di più".
    Vuoi un partito comunista che difenda la proprietà? ah ah ah
    e come possiamo escludere l'ipotesi che i druidi fossero migliori medici dei medici odierni? (darksunshine)

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  2. #12
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    Predefinito Re: Comunisti-Sinistra Popolare

    Madrid, Comizio di Marco Rizzo e di Carmelo Suarez col giovane partito della capitale spagnola.

    Madrid, Comizio di Marco Rizzo e di Carmelo Suarez col giovane partito della capitale spagnola.

    19 maggio 2014di csp

    Intervento di Marco Rizzo , segretario generale del Partito Comunista in Italia, meeting di Madrid 17 aprile 2014.Cari compagni del Partito Comunista dei Popoli di Spagna e giovani compagni dei Collettivi della Gioventù Comunista spagnola,porto dall’Italia, a tutti voi, il saluto fraterno del Partito Comunista e, a nome di tutti i suoi militanti, vi ringrazio.Ogni che passa vede l’aggravarsi ulteriore della crisi generale del capitalismo, il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle masse popolari, l’incremento delle minacce di guerra e delle aggressioni imperialiste, dall’Ucraina al Venezuela, dalla Korea del Nord alla Siria e alla Palestina.Le nostre ragioni, le ragioni di chi vuole un altro modello di società, le ragioni dei comunisti sono sempre più forti, ma il capitalismo, in crisi strutturale, usa la forza dei mass media per oscurare le proprie terribili responsabilità. Usa l’asservimento dei giornalisti per cancellare l’unica forza, quella dei Comunisti, che potrebbe davvero cambiare il sistema. Consentono spazio e propaganda a tutti, dagli “indignatos” agli occupanti di Wall Street, tanto sanno che non produrranno alcun pericolo per i ricchi che diventano sempre più ricchi impoverendo i popoli. Oggi in Italia i dieci uomini più ricchi hanno tanto quanto 500mila famiglie di operai. Quanto saranno più bravi di noi, di voi, questi signori per meritarsi queste ricchezze? Dieci volte? No! Cento volte ? No! Cinquecentomila volte!! E’ persino difficile pronunciarne il numero, è persino difficile immaginarne l’entita!Per questo motivo siamo Comunisti! Per questo motivo questi signori hanno paura dei comunisti!E fanno bene ad averne paura, perché se ci fossimo noi al potere, la loro arroganza, la loro ingiustizia non esisterebbe più!Non è un caso che a queste elezioni europee Il sistema capitalistico in Italia ci ha impedito come PARTITO COMUNISTA di esser presenti alla competizione elettorale, pur trovandosi con tutte le carte in regola, in quanto collegato all’INIZIATIVA DEI PARTITI COMUNISTI E OPERAI D’EUROPA di cui ci onoriamo, assieme a voi cari compagni del PCPE, di farne parte (con Parlamentari Europei eletti, tanto quanto il Partito dei Verdi che invece e’ stato ammesso). Questa grave scelta ha una motivazione tutta politica. Il Partito Comunista e’ realmente contro la UE e la Nato, si presenta orgoglioso del proprio simbolo e del proprio nome e non e’ disponibile ad alcun compromesso nella lotta per il Socialismo. Ma siamo convinti che la presenza nelle istituzioni borghesi sia uno degli aspetti della nostra lotta e certo non il più importante. Avremmo usato la campagna elettorale per far conoscere il nostro progetto e per rafforzare il Partito. Continueremo con maggiore forza la nostra azione tra le nuove generazioni e nel costruire il Fronte Unitario dei Lavoratori. Ci hanno impedito di presentare la FALCE e MARTELLO, la DISEGNEREMO sulla SCHEDA ELETTORALE, ma soprattutto la faremo vedere e vivere nelle lotte e nelle piazze. I padroni ed i loro servi ne siano certi!!!E’ ormai evidente che il capitalismo monopolistico non riesce più a riavviare positivamente il ciclo di riproduzione e accumulazione, come aveva fatto con relativo successo in passato e che questa sua contraddizione fondamentale può essere risolta solo attraverso il mutamento rivoluzionario del modo di produzione stesso. Il prolungamento dell’agonia del capitalismo moribondo può solo determinare un insostenibile e inaccettabile immiserimento dei popoli. Questo è particolarmente evidente nel capitalismo europeo.L’Unione Europea si presenta come un conglomerato imperialista transnazionale, cioè come un blocco di stati imperialisti.L’elemento unificante che li tiene insieme è una relativa comunanza di interessi delle classi dominanti dei paesi che ne fanno parte, comunque in competizione tra loro: la spinta ad una maggiore concentrazione del capitale; la necessità di creare un mercato interno più vasto di quello strettamente nazionale, tramite forme di unione doganale, monetaria e bancaria; l’esigenza di acquisire maggior peso nell’ambito della generale concorrenza interimperialistica per il controllo delle risorse, dei mercati e delle vie di comunicazione; la volontà di attuare a livello di ciascun paese forme di sfruttamento del lavoro più pesanti, mascherandole come misure “oggettivamente necessarie” o “imposte” da un’insindacabile volontà esterna e superiore; Questo non elimina la competizione tra stati imperialisti all’interno del conglomerato, ma semplicemente ne cambia la forma e i modi con cui questa si manifesta, per cui regolarmente accade che gli stati membri più forti cerchino di cannibalizzare quelli più deboli. Non è un caso che nel 2012 Portogallo, Spagna, Italia e Grecia hanno perso 5 milioni di posti di lavoro mentre la Germania ne ha avuti un milione e mezzo in più!!!Se analizziamo i cardini delle politiche economiche dell’UE, non possiamo non rilevarne il segno di classe che le marca. La stessa introduzione dell’euro ha determinato un consistente trasferimento di quote di reddito dal lavoro al capitale. Questo fenomeno ha interessato tutti i paesi aderenti, anche se in misura differente per via delle diverse parità delle valute nazionali con l’euro, provocando una relativa omogeneizzazione verso l’alto dei prezzi in tutta la zona interessata. In Italia l’adozione dell’euro è stata particolarmente pesante per i lavoratori.In Europa, la maggior parte dei debiti sovrani, compreso quello tedesco, è detenuta dalle banche private. Per questa ragione, scegliendo di non finanziare gli stati, l’Unione Europea e la BCE hanno regalato alle banche private, negli ultimi quattro anni, 4.500 miliardi di euro, l’equivalente della somma del debito di Portogallo, Spagna, Italia e Grecia.I Comunisti non possono che combattere con la massima fermezza l’Unione Europea per questo suo carattere di braccio politico-amministrativo delle borghesie europee, ma devono farlo con un’estrema chiarezza di impostazione teorica e pratica della lotta. Occorre che sia ben chiaro che, in questo gioco al massacro dei lavoratori, non esiste una borghesia nazionale più o meno colpevole delle altre. La borghesia di ciascun paese aderente all’UE è ugualmente responsabile delle politiche di rapina ai danni del lavoro, anche se partecipa alla spartizione delle spoglie in proporzione al suo peso specifico e alla sua posizione nella piramide imperialista. In qualsiasi banda di rapinatori, gli accoliti hanno diverse categorie di peso. Dobbiamo quindi sgombrare il campo da qualsiasi tentazione di condurre una battaglia, ad esempio, antitedesca, dove la Merkel fa la parte del cattivo e i vari Marchionne, Colaninno, De Benedetti, Squinzi, Marcegaglia, rappresentati dai vari Berlusconi, Monti, Letta e oggi Renzi fanno la parte dei buoni e vengono assolti. Il grande capitale italiano, così come quello spagnolo, è perfettamente inserito in queste logiche di competizione e di redistribuzione della ricchezza e riesce a trarne notevoli profitti, mentre il proletariato ed i ceti popolari subiscono una doppia oppressione ed un doppio sfruttamento, quello da parte della propria borghesia nazionale e quello attuato dalle borghesie dei paesi collocati più in alto nella piramide dell’imperialismo europeo.Bisogna abbandonare un uso improprio e fuorviante di termini come “colonialismo” e “sovranità nazionale”, applicati alle vicende interne dell’Unione Europea. Non dobbiamo dimenticare che proprio “questa” Europa è stata voluta dalle classi dominanti di ciascun paese aderente. Quando era ancora possibile rifiutare l’inserimento in costituzione del pareggio del bilancio, è stata la nomenclatura politica, espressione della borghesia nazionale, ad approvarlo con maggioranza quasi assoluta. Parlare di un presunto disegno coloniale significa negare ogni responsabilità della borghesia nazionale. Allo stesso modo, affermare che “occorre ripristinare la sovranità nazionale”, significa non rendersi conto che la borghesia non l’ha mai persa, ma ha deciso sovranamente, in quanto detentrice del potere, non di “rinunciare a quote di sovranità”, bensì di centralizzare alcune funzioni, concentrandole nell’UE; se non si capisce questo, si finisce per accettare per buono l’alibi che la borghesia stessa propone. Peggio ancora se si parla di “sovranità popolare”: non si può ripristinare ciò che non è mai esistito.L’irriducibile opposizione dei Comunisti all’Unione Europea e alla NATO, che sempre più si caratterizza come il suo braccio militare di Alleanza Atlantica con gli Usa, assieme ad una strenua difesa degli interessi immediati della classe operaia e degli strati popolari produttivi, deve porsi in modo realistico gli obiettivi dell’uscita da entrambi questi organismi imperialisti e dal sistema dell’euro, del loro smantellamento e dell’azzeramento unilaterale del debito pubblico, della nazionalizzazione di banche e monopoli. La constatazione dell’irriformabilità del capitalismo in generale, quindi anche di quello europeo, segna il punto di rottura irrevocabile tra i Comunisti e gli opportunisti del Partito della Sinistra Europea di cui Izquierda Unida fa parte. Non si può pensare che sia possibile ristabilire semplicemente lo status quo precedente, che la borghesia stessa ha scelto di abbandonare, né che vi siano ancora spazi per un riformismo che non ha più mezzi materiali per attutire il conflitto di classe. L’unica via percorribile per cambiare l’Europa ed evitare povertà di massa e barbarie è il rovesciamento rivoluzionario del capitalismo e l’instaurazione del potere proletario. Questo obiettivo non può che essere perseguito attraverso una Organizzazione, politico e operativo, dei Partiti Comunisti e Operai di ispirazione marxista-leninista che ne rafforzi l’unità ideologica e politica e che sfoci in incisive azioni comuni e congiunte delle avanguardie proletarie di ogni paese.Per questo salutiamo con soddisfazione la nostra presenza da Italiani del Partito Comunista qui con Voi. Le terre di Spagna furono solcate dal sangue di tanti comunisti italiani delle Brigate Garibaldi nella difesa della Repubblica spagnola.Onore e gloria a tutti i militanti comunisti caduti!Onore e gloria alla nostra comune Causa! Compagni fratelli e sorelle,Viva il PCPE, Viva CjC!Queridos camaradas del PCPE y los CJC:desde Italia traigo para todos vosotros el saludo fraterno del Partido Comunista, en nombre de cuyos militantes os doy las gracias.Cada día que pasa vemo el agravamiento de la crisis general del capitalismo, el empeoramiento de las condiciones de vida y trabajo de las masas populares, el aumento de las amenazas de guerra y la agresión imperialista, de Ucrania a Venezuela, de Corea del Norte a Siria y Palestina .Nuestras razones, los motivos de los que queremos otro modelo de sociedad, las razones de los comunistas son cada vez más fuertes, pero el capitalismo, en crisis estructural, utiliza el poder de los medios de comunicación para ocultar su terrible responsabilidad.Utiliza el servicio de los periodistas para ningunear a la única fuerza, la de los comunistas, que realmente podría cambiar el sistema. Deja espacio y propaganda a todos, desde los “Indignados ” a los ocupantes de Wall Street, ya que saben que no van a suponer ningún peligro para los ricos que se enriquecen aún más empobreciendo a los pueblos.Hoy en Italia, las diez personas más ricas tienen tanto como 500 mil familias trabajadoras.¿Cuánto mejores que nosotros, que vosotros, serán estos señores para merecer esa riqueza? ¿Diez veces? ¡No! ¿Cien veces ? ¡No! ¡Quinientas mil veces! Es difícil incluso pronunciar el número, ¡es aún más difícil imaginar la magnitud!¡Por esta razón somos comunistas! ¡Por esta razón, estos señores tienen miedo de los comunistas!Y tienen razón para tener miedo, ¡porque si tuviéramos nosotros en el poder, su arrogancia y su injusticia no existirían!No es una coincidencia que en estas elecciones europeas en Italia el sistema capitalista nos haya impedido estar presentes como PARTIDO COMUNISTA en la batalla electoral, teniendo todos los papeles en regla, ya que estamos vinculados a la INICIATIVA DE PARTIDOS COMUNISTAS Y OBREROS DE EUROPA, de lo cual nos sentimos orgullosos, con ustedes queridos camaradas del PCPE, y somos parte de ella (con diputados electos, igual que el Partido de los Verdes, que sí fue admitido). Esta decisión tien una motivación totalmente política. El Partido Comunista está realmente en contra de la UE y la OTAN, se enorgullece de su símbolo y su nombre, y no está dispuesto a hacer concesiones en la lucha por el socialismo. Pero estamos convencidos de que la presencia en las instituciones burguesas es uno de los aspectos de nuestra lucha, aunque no el más importante. Utilizamos la campaña electoral paradar a conocer nuestro proyecto y fortalecer el Partido. Continuaremos con mayor fuerza nuestra actividad entre las generaciones jóvenes y en la construcción del Frente Unitario de Trabajadores. Nos han impedido presentar LA HOZ Y EL MARTILLO, pero los DIBUJAREMOS sobre la PAPELETA ELECTORAL pero, sobre todo, los haremos visibles y vivos en las luchas y en las plazas. ¡Los patrones y sus secuaces lo tienen claro!Ahora está claro que el capitalismo monopolista ya no es capaz de reiniciar con éxito el ciclo de la reproducción y acumulación, como lo hizo con relativo éxito en el pasado, y que su contradicción fundamental sólo puede resolverse a través del cambio revolucionario del mismo modo de producción. La prolongación de la agonía del moribundo capitalismo sólo puede conducir a un empobrecimiento insostenible e inaceptable de los pueblos. Esto esparticularmente evidente en el capitalismo europeo.La Unión Europea se presenta como un conglomerado transnacional imperialista, es decir, como un bloque de Estados imperialista. El elemento unificador que los mantiene unidos es una comunidad relativa de intereses de las clases dominantes de los países que forman parte de ella, que no obstante siguen compitiendo entre sí: la tendencia hacia una mayor concentración del capital; la necesidad de crear un mercado interior más grande que el estrictamente nacional, a través de formas de unión aduanera, monetaria y bancaria; la necesidad de ganar más peso en el contexto de la competencia inter-imperialista general por el control de los recursos, los mercados y las líneas de comunicación; la voluntad de poner en práctica a nivel de cada país formas de explotación laboral más duras, enmascarándolas como medidas “objetivamente necesarias” o “impuestas” por una indiscutible voluntad externa y superior. Esto no elimina la competencia entre los estados imperialistas en el interno del conglomerado, sino que simplemente cambia la forma y las maneras en que esto se manifiesta, por lo que sucede con regularidad que los Estados más fuertes buscan canibalizar a los más débiles. No es casualidad que en 2012 Portugal, España, Italia y Grecia hayan perdido 5 millones de empleos, ¡mientras que Alemania ha tenido un millón y medio más!Si analizamos las piedras angulares de las políticas económicas de la UE, no podemos dejar de detectar su carácter de clase. La propia introducción del euro ha dado lugar a una transferencia sustancial de rentas del trabajo al capital. Este fenómeno ha afectado a todos los países, aunque en diferente medida debido a la diferente paridad de las monedas nacionales con el euro, provocando una relativa homogeneización al alza de los precios en toda la zona afectada. En Italia, la adopción del euro ha sido especialmente pesada para los trabajadores.En Europa, la mayor parte de las deudas soberanas, incluyendo la alemana, están en manos de bancos privados. Por esta razón, al optar por no financiar a los Estados, la Unión Europea y el BCE han regalado a los bancos privados 4,5 billones de euros en los últimos cuatro años, el equivalente al importe de la deuda de Portugal, España, Italia y Grecia.Los comunistas no podemos hacer otra cosa que combatir con la mayor firmeza a la Unión Europea por su carácter de brazo político-administrativo de las burguesías europeas, pero debemos hacerlo con una extrema claridad del marco teórico y práctico de la lucha. Tiene que quedar claro que, en este “juego” de masacrar a los trabajadores, no hay burguesías nacionales más o menos culpables que las otras. La burguesía de cada país miembro de la UE es igualmente responsable de las políticas de robo a los trabajadores, incluso si participan en el reparto del botín en proporción a su peso específico y su posición en la pirámide imperialista. En cualquier banda de ladrones, los acólitos tienen diferentes categorías, diferentes rangos. Por lo tanto, hay que despejar cualquier tentación de llevar a cabo una batalla, por ejemplo, anti -alemana, donde Merkel es el villano y los diversos Marchionne, Colaninno, De Benedetti, Squinzi, Marcegaglia, representados por los diversos Berlusconi, Monti, Letta y hoy Renzi son parte de los buenos y son absueltos. El gran capital italiano, así como el español, está perfectamente situado en esta lógica de competencia y de redistribución de la riqueza y es capaz de obtener ganancias sustanciales mientras que el proletariado y las capas populares sufrenuna doble opresión y una doble explotación, por su propia burguesía nacional y por las burguesías de los países colocados más arriba en la pirámide del imperialismo europeo.Debemos abandonar el uso abusivo y engañoso de términos como “colonialismo” y “soberanía nacional” , aplicados a los asuntos internos de la Unión Europea. No debemos olvidar que “esta” Europa la han querido las clases dominantes de cada país miembro. Cuando todavía era posible rechazar la inclusión en la Constitución del equilibrio presupuestario, fue la nomenclatura política, expresión de la burguesía nacional, quien lo aprobó con mayoría casi absoluta. Hablar de un presunto diseño colonialsignifica negar toda responsabilidad a la burguesía nacional.Del mismo modo, decir que “tenemos que restaurar la soberanía nacional” significa no darse cuenta de que la burguesía nunca la perdió, sino que ha decidido soberanamente, como titular del poder, no “renunciar a cuotas de soberanía”, sino centralizar ciertas funciones, concentrándolas en la UE; si no se entiende esto se acaba por aceptar como buena la coartada que la propia burguesía propone. Peor aún si hablan de “soberanía popular”: no se puede restaurar lo que nunca existió.La oposición irreductible de los comunistas en la Unión Europea y la OTAN, que cadavez más se caracteriza como su brazo militar de la Alianza Atlántica con los EE.UU., junto con una fuerte defensa de los intereses inmediatos de la clase obrera y los sectores populares productivos, debe plantearse de forma realista los objetivos de la salida de ambos organismos imperialistas y del sistema euro, su desmantelamiento y la cancelación unilateral de la deuda pública, la nacionalización de los bancos y los monopolios. La constatación de la irreformabilidad del capitalismo en general, y también del capitalismoeuropeo, marca el punto de ruptura irrevocable entre los comunistas y los oportunistas del Partido de la Izquierda Europea, del que forma parte Izquierda Unida. No se puede pensar que sea posible simplemente restaurar el statu quo anterior, que la propia burguesía ha optado por abandonar, ni que todavía haya espacios para un reformismo que ya no tiene medios materiales para amortiguar la lucha de clases. La única manera para cambiar Europa y evitar la pobreza masiva y la barbarie es el derrocamiento revolucionario del capitalismo y el establecimiento del poder proletario. Este objetivo sólo puede lograrse mediante una organización, política y operativa, de los Partidos Comunistas y Obreros de ideología marxista-leninista que refuerce la unidad política e ideológica y que culmine en incisivas acciones comunes y conjuntas de la vanguardia proletaria de cada país.Por ello saludamos con satisfacción nuestra presencia como italianos del Partido Comunista aquí con vosotros. Por las tierras de España corrió la sangre de muchos comunistas italianos de la Brigada Garibaldi en la defensa de la República española.¡Honor y gloria a todos los militantes comunistas caídos!¡Honor y gloria a nuestra causa común!¡Camaradas, hermanos y hermanas!¡Viva el PCPE, vivan los CJC!
    partecipate e aderite al partito COMUNISTA in pieno congresso a questo link http://forum.termometropolitico.it/6...l#post13212177

  3. #13
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    Predefinito Re: Comunisti-Sinistra Popolare

    Per la militanza nel Partito Comunista!

    Per la militanza nel Partito Comunista!

    22 giugno 2014di csp

    La critica al sistema in cui viviamo è oggi più che mai diffusa. La stragrande maggioranza delle persone che ragionano si rende conto delle ingiustizie sempre più crescenti e della sua insostenibilità. Anche la politica istituzionale (nei vari versanti, tanto più la sinistra) parla di ‘correzioni’, ‘cambiamenti’, ecc.Ma questi sono davvero possibili (?) oppure, e ce lo dimostrano i tentativi fatti da Rifondazione Comunista e dai partiti della cosiddetta sinistra antagonista, sono destinati non solo al fallimento ma addirittura a far implodere chi li promuove perché risucchiati dentro al sistema stesso. Diciamo la verità, questa società necessita di essere rivoltata, rivoluzionata. Serve un altro modello di sviluppo basato sui parametri di giustizia sociale e sostenibilità ambientale, in sostanza del Socialismo-Comunismo che viene così tanto avversato dalla comunicazione di massa perché foraggiata dagli unici poteri che davvero lo temono.A questo punto bisogna dire con nettezza che i vari tentativi che puntano a correggere, cambiare ecc. altro non diventano che un puntello, un sostegno o, peggio ancora, un alibi per dare ancora un po’ di fiato a questo marcio sistema capitalistico. Ci sono alcune varianti (che spesso si contrastano tra loro) da Migliore a Vendola, dalla binderberghiana Spinelli al socialdemocratico Tsipras, con intensità di colore diverse ma accumulate dalla stessa mancanza di progettualità alternativa che solo il Partito Comunista può invece avere.Il nodo è qui, lo diciamo in special modo a quei giovani che intendono dedicare una parte del loro tempo alla ‘passione’ politica. Loro hanno bisogno del Partito Comunista, il Partito Comunista ha bisogno di loro!
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  4. #14
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    Predefinito Re: Comunisti-Sinistra Popolare

    Lettera aperta sulla abolizione dei segretari comunali.

    Ospitiamo questa lettera aperta contro l’abolizione dei segretari comunali perchè vogliamo denunciare i processi di drastica riduzione dei diritti dei lavoratori e di proletarizzazione del ceto modio. Costruire il Fronte Unitario dei Lavoratori, unica soluzione il Socialismo-Comunismo
    I 3500 segretari comunali e provinciali attualmente in servizio in Italia, non accettano di subire passivamente un licenziamento senza giusta causa e fanno appello a tutte le Autorità in indirizzo affinché intervengano a difesa della figura del segretario comunale e, in ogni caso, dei diritti di lavoratori. 1) Il segretario comunale è da sempre una figura di garanzia per la conformità dell’azione amministrativa degli enti locali alle leggi e regolamenti ed è da sempre il primo collaboratore del sindaco e del presidente della provincia. Di recente il ruolo di garanzia dei segretari comunali è stato rafforzato, ponendo in capo agli stessi la responsabilità del sistema dei controlli interni e delle misure per la prevenzione della corruzione. I segretari comunali hanno assunto questi nuovi gravosi compiti con spirito di servizio e senso di responsabilità, convinti che queste competenze si connaturassero al proprio ruolo all’interno dei Comuni. Il nostro lavoro, sinteticamente, consiste da sempre nel fare in modo che l’ente locale, con i mezzi che ha a propria disposizione e nel rispetto della normativa vigente, possa realizzare al meglio il programma politico amministrativo degli amministratori eletti. 2) L’attuale Governo ritiene che il segretario comunale sia una figura da abolire. L’intenzione è stata dapprima preannunciata nella conferenza stampa del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 aprile, poi smentita da una dichiarazione del Ministro Madia ( anche a seguito delle numerose voci contrarie levatesi tra gli amministratori comunali) , ed ora ufficializzata nello schema di ddl della riforma PA diffuso in rete. E’ ormai chiara la volontà precisa del Governo di abolire i segretari comunali e, contemporaneamente, di lasciare agli amministratori la libertà di attribuire incarichi a soggetti che siano di loro gradimento con buona pace della meritocrazia e del fatto che si accede alla Pubblica Amministrazione mediante concorsi pubblici. Siamo di fronte ad un disegno che, di fatto, modifica pesantemente la nostra Costituzione abrogando o modificando gli artt.97 e 98 che si basano sui principi del buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione. 3) La abolizione della figura del segretario comunale, la mancata previsione di una figura con le sue competenze nei Comuni in cui sono presenti i dirigenti, la mera facoltà per i Comuni privi di dirigenti di nominare, quale “dirigente apicale” (?), un qualsivoglia dirigente iscritto al ruolo dei dirigenti degli enti locali, presuppone che “tutti” i dirigenti degli enti locali siano “per loro natura” in grado di svolgere da subito e con tutta la necessaria competenza le funzioni che fino ad oggi hanno svolto solo i segretari comunali. Si ignora che i segretari comunali accedono all’impiego e progrediscono in carriera (dai Comuni più piccoli ai Comuni più grandi), attraverso concorsi severi che richiedono un alto livello di conoscenza del diritto amministrativo e anche del diritto civile, finanziario e penale, che crescono professionalmente con una dura gavetta negli enti locali di minori dimensioni e che non a caso non sono mai stati dirigenti dei Comuni ma dello Stato. Inserire i segretari comunali in una sezione ad esaurimento del ruolo dei dirigenti (che peraltro congela i segretari di fascia C, che pure una selezione dura ed impegnativa hanno superato) significa gettare alle ortiche professionalità, ruoli e funzioni di indubbio valore per le autonomie locali e creare le condizioni perché 3.500 lavoratori formati e selezionati per questo delicato ruolo di cerniera tra politica e gestione, possano trovarsi senza lavoro. Riteniamo purtroppo si tratti solo di un “espediente” per non farsi carico delle tutele e delle garanzie dovute a tutti i lavoratori che vengono licenziati per una scelta politica e, quindi, senza alcuna loro responsabilità. Di fronte a questo disegno di inaudita violenza nei loro confronti, i segretari comunali rivendicano convinti ed a testa alta, a) il fatto che il loro lavoro sia ancora oggi utile e necessario alle autonomie locali e, quindi, la necessità che la figura del segretario comunale non solo non venga abolita ma che venga riformata per consentire l’effettivo svolgimento delle proprie funzioni. b) che, in ogni caso non si possa procedere al licenziamento in massa di una categoria di lavoratori senza prevedere alcuna forma di tutela e garanzia dei loro più elementari diritti. In virtù di quanto sopra, facciamo appello ai Sindaci, all’Anci, ai Parlamentari, al Ministro degli Interni, affinché nell’interesse degli enti locali e della Nazione facciano sentire la loro voce a difesa della figura del segretario comunale che, non solo non va abolita, ma va rinforzata per rendere effettivamente possibile lo svolgimento dei compiti affidati. Ove, poi, il disegno del Governo attuale dovesse prevalere con l’abolizione definitiva della figura del segretario comunale, facciamo appello a tutti i Parlamentari affinché si ricordino che i segretari comunali sono lavoratori come tutti gli altri e non possono essere licenziati su due piedi senza garantire loro diritti e tutele, come per tutti gli altri lavoratori. Non possiamo certo impedire che l’attuale Governo decida effettivamente l’abolizione della figura del segretario comunale, ma in tal caso, e poiché siamo convinti di essere cittadini ancora in uno Stato di diritto, saremo pronti e determinatissimi a tutelare tutti i nostri diritti di lavoratori fino alle più estreme conseguenze e con il supporto ed il sostegno di tutti coloro che lo riterranno utile ed opportuno.
    partecipate e aderite al partito COMUNISTA in pieno congresso a questo link http://forum.termometropolitico.it/6...l#post13212177

  5. #15
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    Predefinito Re: Comunisti-Sinistra Popolare

    CON L?UCRAINA ANTIFASCISTA, SOSTEGNO DEL PC ALLA CAROVANA DELLA BANDA BASSOTTI

    Il Partito Comunista invia il suo sostegno alla Carovana Antifascista promossa dalla Banda Bassotti verso le regioni orientali dell’Ucraina in cui si combatte contro il governo filo-nazista di Kiev. Da tempo abbiamo contribuito a denunciare la situazione in Ucraina in cui gli interessi monopolistici si scontrano in nome dei profitti sulle risorse economiche e sulle rotte energetiche. Questa è la vera ragione del sostegno tributato dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea ai cosiddetti “ribelli” ucraini, che assicurano sotto copertura della Nato gli interessi dei monopoli occidentali. A fare le spese di questo scontro è come sempre il popolo, i lavoratori, i giovani delle classi popolari. Il Partito Comunista sostiene l’iniziativa della Banda Bassotti che mira a rompere il muro mediatico sulla questione ucraina e ad inviare un sostegno materiale alle popolazioni che resistono. Ci impegniamo in questi mesi a raccogliere i fondi necessari tra i militanti e nelle feste programmate in queste settimane in ogni parte d’Italia. Contro il fascismo, oggi come ieri, NO PASARAN!
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  6. #16
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    Predefinito Re: Comunisti-Sinistra Popolare

    Resoconto CC del Partito Comunista e odg approvato

    Resoconto CC del Partito Comunista e odg approvato

    08 ottobre 2014di csp

    a cura di Dario Ortolano.Sabato 4 ottobre 2014, si è svolta a Roma la riunione del Comitato Centrale del Partito Comunista, i cui lavori sono stati avviati dalla relazione politica del Segretario Generale del Partito, compagno Marco Rizzo.Nel corso di alcuni giorni precedenti, si erano svolte, a Bruxelles, due importanti riunioni dei Partiti che fanno parte della Iniziativa dei Partiti comunisti ed operai d’Europa e di altri partiti comunisti che, in altri continenti, guardano con interesse a tale iniziativa.Il terreno della lotta sullo scenario internazionale è, infatti, come ricordato nella relazione introduttiva al Comitato Centrale, quello che, come sempre ma tanto più in questo periodo, fa da sfondo e guida alla azione politica dei vari partiti a livello nazionale.In un mondo caratterizzato sempre più dalle guerre scatenate dalle potenze imperialiste che agiscono per determinare il controllo delle principali ricchezze economiche e risorse energetiche da parte dei monopoli ed oligopoli internazionali, diventa sempre più importante la azione coordinata dei partiti comunisti ed operai per fare prevalere, dall’Ucraina alla Palestina, dall’Iraq alla Siria, in ogni situazione di crisi e di guerra, le ragioni dei popoli contro l’aggressione imperialista, per la difesa della sovranità popolare e della indipendenza nazionale.All’interno di ogni Paese, poi, nell’ambito della più acuta crisi del capitalismo degli ultimi decenni, che sta scaricandone gli effetti ed i costi sulla classe operaia e sui popoli europei e di altri continenti, maturano le condizioni e le ragioni per la costruzione della alternativa anticapitalista e socialista-comunista di cui sono portatori i comunisti, ma in un contesto caratterizzato da difficoltà di carattere culturale ed ideologico derivanti dall’apparato propagandistico borghese che indica falsi obbiettivi al movimento popolare attraverso l’azione dei mass-media,dei sindacati e dei partiti di regime.In Italia, con particolare evidenza, di fronte alle proposte ed alle iniziative reazionarie ed antipopolari del Governo Renzi sui temi del lavoro e della scuola, coloro che oggi si atteggiano a difensori dei lavoratori ( aree del PD, Sel, Cgil, ma anche Pdci e Rifondazione), sono stati, nel corso degli anni precedenti, gli apripista dell’attacco antipopolare che ha determinato l’attuale situazione del mercato del lavoro precarizzato e frammentato e dei rinnovati contenuti di classe della scuola.Per questo, è compito dei comunisti partecipare alla mobilitazione popolare di protesta ed alle manifestazioni, a partire da quelle del sindacalismo di base, per il prossimo periodo, senza tuttavia attenuare la nostra critica nei loro confronti e verso una “ sinistra” che ha acconsentito all’attacco antipopolare degli anni scorsi.Il nostro Partito, nato il 19 gennaio di quest’anno, sta muovendo i primi passi nella direzione delle realizzazioni indicate dai nostri documenti congressuali.Innanzitutto, la realizzazione, attraverso la iniziativa dei comunisti nei luoghi di lavoro, del FUL ( Fronte Unitario dei Lavoratori ) come strumento di costruzione di una vera opposizione di classe.Inoltre, come da tempo intrapreso, la creazione ed il rafforzamento di un lavoro politico ed organizzativo verso i giovani proletari, che ha nella Gioventù Comunista l’elemento propulsivo principale.Infine, il radicamento e la estensione della organizzazione del Partito nella società nel suo insieme, come condizione per contrastare l’iniziativa padronale e governativa e la gestione capitalistica della crisi, e fare avanzare la nostra proposta anticapitalistica e socialista-comunista.A questo fine, servono alcuni filoni di iniziativa immediata che ci vedano impegnati da subito:Il rilancio e la valorizzazione della figura del compagno Pietro Secchia, al fine di studiare ed attualizzare i contenuti di una concezione rivoluzionaria del Partito e della trasformazione sociale.L’apprendimento di un uso adeguato di facebook e degli altri social-network, al fine di diffondere il nostro pensiero e le nostre proposte.Un tesseramento al Partito ed il suo autofinanziamento fondato sulla crescita della coscienza politica e di una militanza sempre più qualificata e diffusa.L’adeguata attenzione alla prossima tornata elettorale di carattere regionale ed amministrativo, come occasione per diffondere le proposte comuniste e radicare il Partito nei territori.La costruzione di una adeguata iniziativa antifascista di massa dei comunisti, da sempre promotori di un antifascismo profondamente legato a contenuti di classe e popolari.La Manifestazione del 8 novembre a Roma, nell’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, come atto di rivendicazione politica ed ideologica della utilità politica e sociale dei comunisti.Sulla base di questi orientamenti, ricordiamo, infine, i principali appuntamenti che attendono, oltre a quelli già ricordati, l’iniziativa del Partito, nazionalmente ed internazionalmente:Il viaggio lungo la linea Gotica ( A conquistare la rossa primavera ), nei giorni 18 e 19 ottobre 2014 in Toscana ed Emilia, a ricordo della lotta e del sacrificio dei comunisti e del popolo nella guerra antifascista, ripercorrendone alcune tappe significative, fino al 25 aprile 2015, la Manifestazione, il 7 novembre 2015, a Mosca, per l’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre.Dopo un intenso dibattito a cui hanno partecipato 22 compagni e compagne, il Comitato Centrale del Partito ha approvato, all’unanimità, i contenuti della Relazione introduttiva e delle Conclusioni, qui sintetizzati, del Segretario Generale del Partito, Marco Rizzo, impegnando tutti i militanti a lavorare, coerentemente, alla loro realizzazione.ODG. ELEZIONI PROVINCIALI DI 2^ GRADO:Entro il 12 ottobre 2014 gran parte degli amministratori comunali saranno chiamati a votare per le elezioni di secondo grado che andranno a rinnovare gli organi politici delle province. A tutt’oggi le forze reazionarie , conservatrici e neocentriste stanno lavorando sottobanco per dividersi ,a mò di manuale Cencelli , i nuovi organigrammi provinciali . Il disegno vede principalmente il PD, Forza Italia, l’UDC e l’NCD lavorare alacremente per siffatto obiettivo. Di fronte a tale quadro , che sta imbrigliando ogni legittima discussione all’interno dei consessi istituzionali e che vanno ad espungere qualsiasi discussione sulla possibilità di cambiamento reale dello stato di cose presente , il COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA-impegna i compagni eletti nelle istituzioni comunali a non votare alle elezioni di secondo grado per la elezione degli organigrammi politici delle province del 12 ottobre ed altre date, dandone massima informazione tramite i media (stampa , radio e tv) dei territori nei quali gli eletti comunisti operano.
    partecipate e aderite al partito COMUNISTA in pieno congresso a questo link http://forum.termometropolitico.it/6...l#post13212177

  7. #17
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    Predefinito Re: Comunisti-Sinistra Popolare

    VIVA LA RIVOLUZIONE SOVIETICA, Introduzione di Dario Ortolano, coordinatore della Direzione.

    VIVA LA RIVOLUZIONE SOVIETICA, Introduzione di Dario Ortolano, coordinatore della Direzione.
    11 novembre 2014di csp


    In questa giornata, 97 anni orsono, milioni di operai, contadini e soldati, in Russia, guidati dal Partito Bolscevico di Lenin, insorsero vittoriosamente contro il governo ed il potere della borghesia, instaurando il potere dei soviet, organismi autenticamente rappresentativi della volontà e del potere popolare, dando vita alla più grande e significativa rivoluzione della storia umana, da cui si svilupperà, in tutto il mondo, nel corso del XX secolo, il sistema socialista.
La pace, la terra ai contadini ed il controllo operaio della produzione industriale saranno gli obiettivi di immediata realizzazione, a cui la borghesia di tutto il mondo reagirà con l’invasione della Russia con i suoi eserciti, nel tentativo di uccidere la rivoluzione nella culla.
Respinto tale tentativo, nel 1922 nascerà l’UNIONE SOVIETICA, che, con la socializzazione dei principali mezzi di produzione e la collettivizzazione delle terre, in seguito alla pianificazione economica centralizzata sotto il controllo popolare, diventerà la seconda potenza industriale del mondo con una gigantesca opera di modernizzazione economica e sociale che ne farà il paese a più alto contenuto di uguaglianza e giustizia sociale.
Nel 1941, ancora una volta con l’ invasione dell’ URSS da parte delle armate nazifasciste si tenterà di distruggere l’ edificazione di un mondo nuovo.
Ed ancora una volta tale piano fallirà, in seguito alla coraggiosa resistenza del popolo sovietico e della Armata Rossa guidata dal compagno Stalin ed alla vittoria finale, che vedrà occupare Berlino da parte delle armate sovietiche ed issare la bandiera rossa sul parlamento tedesco. 
Gli anni successivi, saranno caratterizzati dalla ricostruzione post bellica e dalla espansione del campo socialista fino a comprendervi un terzo della popolazione mondiale. Ma saranno anche anni in cui si svilupperanno le tendenze alla coesistenza ed alla imitazione con il sistema imperialista e capitalista che causeranno un tracollo del sistema socialista e la fine dell’ URSS nel 1991.
Molti anni sono trascorsi anche da questa data, ma se guardiamo il mondo del capitalismo globalizzato di oggi, fonte di guerre ingiustizia sociale e povertà per tutti i popoli del mondo, non possiamo fare a meno di riconoscere nella storia del socialismo e dell’URSS l’esperimento più avanzato compiuto per liberarci da tutto ciò.
Ecco perché diciamo, oggi come ieri, VIVA LA RIVOLUZIONE SOVIETICA, VIVA IL SOCIALISMO ED IL COMUNISMO!!!!
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  8. #18
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    Predefinito Re: Comunisti-Sinistra Popolare

    GRECIA: ALTRO CHE IL SOCIALDEMOCRATICO TSIPRAS. NOI STIAMO COL PARTITO COMUNISTA DI GRECIA-KKE. Dichiarazione di Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista.

    GRECIA: ALTRO CHE IL SOCIALDEMOCRATICO TSIPRAS. NOI STIAMO COL PARTITO COMUNISTA DI GRECIA-KKE. Dichiarazione di Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista.

    06 gennaio 2015di csp

    Le altalenanti sorti delle borse portano spesso all’attenzione dell’opinione pubblica il destino della piccola Grecia (meno del 2% del PIL della UE), dove, in una sorta di gioco delle parti, la severissima Troika (ed i veri poteri del capitalismo internazionale) pare cerchino di metter in mora l’enfant prodige della novella sinistra Tsipras. Se vincerà, come è anche probabile che sia, le prossime elezioni politiche potrebbe dipanarsi una situazione di “non ritorno” pare esser il monito dei potentati di Bruxelles, e da qui a seguire tutta una serie di manovre e pressioni sull’elettorato greco. Ma è davvero così? Il capitalismo, come insegna la vicenda di Allende, quando si da davvero noia ti fa fuori direttamente. E quindi? Non vogliamo qui stare a raccontare come già nelle doppie elezioni politiche del 2012 i media greci, e poi quelli internazionali (dove inequivocabilmente governa l’interesse di banche e grande capitale), hanno tirato la volata a questo ambizioso ragazzotto (che in totale simmetria con quello che capita da noi con Renzi-PD in Italia) riusciva da una parte a “scalare” dall’esterno il patrimonio di voti del corrotto Pasok (è interessante vedere l’entrata “militante” dei peggiori sindacalisti del Pireo in transito dal partito di Papandreu a Syriza) e dall’altra a ‘capitalizzare’ lo scippo di consenso della larga mobilitazione popolare alla crisi promossa principalmente dal PAME (il sindacato comunista) e dal KKE. Vogliamo solamente affermare (con certezza di non esser smentiti) che Tsipras non è quello che si vuol far vedere. Non ha alcuna intenzione di battersi (nè di uscire) contro la UE e la NATO (gli basta solo un piccolissimo “scalpo” elettorale, si ricordi in tal senso la proposta di legge sulle “35 ore” nella trattativa tra Bertinotti e Prodi), ma nulla che vada davvero a scalfire il nocciolo del potere di Bruxelles sui popoli d’Europa. Ha invece una idea di riformismo keinesiano totalmente inefficace a fermare il precipizio in cui sta calando la stragrande maggioranza della popolazione greca. Non sarà stato per caso che infatti proprio nel 2012 il succitato Tsipras abbia preso frenetici contatti sia con l’ambasciata americana ad Atene che con la Commissione UE a Bruxelles, ma che, ancor di più oggi, i rapporti tra Tsipras e l’ establishment UE si stiano intensificando nel trovare la ‘quadratura del cerchio’.In sostanza, su Tsipras “tanto rumore per nulla” o meglio tanto clamore per disorientare la popolazione greca dal prendere in mano il proprio destino capendo che l’unica soluzione alla crisi è la lotta di classe generalizzata nella prospettiva del Socialismo-Comunismo quale unica reale alternativa. Il copione peraltro si sta ripetendo in altre parti d’Europa, ad esempio con Podemos in Spagna o, in forme diverse, in Italia col Movimento 5 stelle. Giuste proteste, enormi potenziali di passione politica spinti sui “binari morti” di movimenti ideologicamente eclettici e certo non sinceramente alternativi al capitalismo . Persino Papa Francesco si è accorto che tutto il marcio che c’è nel mondo è dovuto allo ‘sfruttamento dell’uomo sull’uomo’. Chi non capisce o non vuole vedere questa centralità è destinato a non cambiare nulla. Per questi motivi la nostra organizzazione politica, il Partito Comunista che stiamo costruendo, può affermare con certezza che in Grecia NON STIAMO E NON STAREMO con TSIPRAS, bensì col nostro PARTITO FRATELLO, il PARTITO COMUNISTA DI GRECIA – KKE.
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