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    Predefinito Come ti erudisco il pupo

    COME TI ERUDISCO IL PUPO. | UNIONE PER IL SOCIALISMO NAZIONALE
    Sul canale uno della RAI TV è andato in onda un polpettone dedicato al poeta dialettale romanesco Carlo Alberto Salustri (Roma-1871-1950) meglio conosciuto con lo pseudonimo di “Trilussa”. L’ambientazione è relativa agli anni 1926/27 fino alla morte del poeta. Culturalmente Trilussa è stato definito un moralista epicureo che nasconde sotto l’arguzia apparentemente aperta e cordiale una fondamentale assenza di partecipazione, di affetti, di pietà; la sua misura caratteristica è l’apologo breve, la favoletta arida, lineare, dal tono vagamente crepuscolare che qua e là si avverte al di sotto della facile versificazione.Ma, torniamo allo “sceneggiato” che ha allietato ( si fa per dire ! ) per ben due serate il popolo bue. La sceneggiatura un falso storico, le divise dei fascisti carnevalesche, gli episodi completamente inventati sul piano storico, il “Trilussa” attore (Placido) che parla un romanesco ridicolo, il Capo manipolo dei picchiatori fascisti (impaludato in una strana divisa !) un “trinariciuto” ebete permanentemente in cerca di avversari per adoperare il “manganello” che non abbandona neppure quando va a “puttane”, per di più anche un complessato stupratore di verginelle ingenue, naturalmente un Mussolini ridicolizzato negli atteggiamenti e nei comportamenti, e nel finale – e come poteva mancare – il riferimento ai campi di sterminio tedeschi.

    A questo punto, al di là di ogni valutazione di tipo “etico”, “estetico” e “artistico” alcune precisazioni ritengo che vadano fatte perché non è possibile che continuino a passare dei falsi che solo uno che ha la mia età può facilmente contestare. Veniamo al “capo manipolo”: secondo lo sceneggiatore lui e i suoi uomini appartengono alla Milizia (M.V.S.N. ). Va precisato che la Milizia Volontaria per la Sicurezza Volontaria portava divisa grigioverde con camicia nera, era inquadrata come “quarta Forza Armata” della struttura militare delle FF.AA. italiane, e come tale, non ha mai svolto compiti di “polizia giudiziaria” ( indagini, arresti, fermi di polizia e quant’altro su mandato della magistratura).

    Tali compiti erano svolti dalla Forze di Polizia (Questura), e dai Reali Carabinieri. Nel periodo considerato sfido chiunque a testimoniare che girassero per le strade di Roma ( o di altra città o paese) “squadracce” in camicia nera con tanto di manganello in mano. Gli agenti de l’O.V.R.A. (Organizzazione di Vigilanza e Repressione dell’Antifascismo), appartenevano ad un organismo informativo di polizia che il regima fascista istituì con il compito di collegare fra loro gli informatori “segreti”. Proprio per la speciale funzione informativa riservata di questo servizio, che aveva il compito di combattere e prevenire l’azione delle forze di opposizione clandestina, i nominativi erano coperti, e, ovviamente, non svolgevano operazioni di competenza solo della “polizia giudiziaria” in collegamento con la magistratura, come viceversa si fa apparire nello sceneggiato.

    Questo solo per demolire alcune delle più evidenti ignobili, vergognose menzogne, tendenti solo a continuare a seminare odio tra gli italiani e a far apparire un periodo storico (quello del ventennio fascista) come il periodo di degrado morale e sociale in cui era sprofondato lo stato italiano, una nazione incivile caduta nelle mani di bande di picchiatori neurolesi, un popolo oppresso che è vissuto nel terrore e nella paura per anni. Così posto il problema, è facile convincere gli italiani che, nonostante quello che sta accadendo in questo momento e quanto sta soffrendo il popolo per tutti gli errori, le malversazioni, la viltà, il servilismo, la corruzione del regime antifascista, tutto ciò è comunque meglio e più sopportabile che correre il rischio di ricadere sotto il tallone di un regime che in sintesi ha rappresentato il “male assoluto”.

    Questo lo scopo, comunque maldestro, di un antifascismo che puzza di muffa, scaduto, inintelligente, ottuso che – nella circostanza – non ha fatto certamente un buon servizio alla memoria del poeta romano Trilussa, che in quel tempo “oscurantista”, come si vuol dimostrare, pubblicò i suoi libri e le sue poesie ottenendo consenso, critiche come capita a tutti gli artisti ma anche onori e riconoscimenti e pure, strano ma vero, un “vitalizio”.

    Stelvio Dal Piaz
    Ultima modifica di Avanguardia; 14-03-13 alle 12:07

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