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    the dark knight's return
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    Predefinito Rinnovamento Nazionale ricorda Sergio Ramelli



    In questa data Rinnovamento Nazionale desidera ricordare un vinto, Sergio Ramelli, ucciso dai seguaci "democrazia" nata il 25 aprile.

    Gli assassini furono difesi dal "Signore per Milano" Pisapia e non si son fatti un giorno di galera. Vergogna. Bastardi.

    Lo voglio ricordare con le parole del nostro admin e candidato al Senato Templares:



    Voglio raccontarvi, tramite le parole di Luca Telese, la storia di un ragazzo come tanti, come me appassionato di calcio e di politica. E’ la storia di Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte ucciso a colpi di chiave inglese nel 1975 da esponenti di Avanguardia Operaia .

    “Sono i primi giorni di gennaio, è il 1975.
    All’istituto tecnico Molinari, in V° J il professore di lettere assegna ai ragazzi, tra gli altri, un tema di attualità.
    Sergio Ramelli, che frequenta da due mesi la sede del Fronte della gioventù, non ha dubbi: parla delle Brigate rosse. Scrive che il primo delitto dei brigatisti è stato compiuto contro due missini, scrive che le Br sono un pericolo per la democrazia, scrive che Mazzola e Giralucci, purtroppo, sono ricordati come delle vittime solo dai loro compagni di partito, che i brigatisti non sono un pugno di romantici rivoluzionari, ma un’organizzazione manovrata.

    Ha le idee chiare, non c’è dubbio. Forse, osserverà il professore, è rimasto impressionato da un editoriale di Giorgio Pisanò apparso sul Candido e ne riecheggia le tesi, chissà: il testo originale di questo tema, ovviamente, oggi non esiste più. Ma il suo contenuto se lo ricordano bene tutti, i professori e i compagni di classe di Sergio. Perché succede che il ragazzo incaricato di raccogliere i temi venga bloccato in corridoio da alcuni compagni di scuola, che fanno parte del collettivo politico più forte dell’istituto, quello di Avanguardia operaia. E che poi i ragazzi del collettivo si mettano a spulciare gli elaborati uno per uno, per capire cosa hanno scritto i loro compagni su un argomento così delicato. Nessuno saprà mai che voto avrebbe preso per quel compito Sergio, il professore non lo correggerà mai.

    Poche ore dopo, infatti, nella bacheca dell’atrio due fogli protocollo fanno bella mostra di sé, affissi con le puntine. Sopra c’è una scritta rossa: ECCO IL TEMA DI UN FASCISTA. Il testo è costellato di sottolineature. Per quanto nessuno ancora possa nemmeno immaginarlo, quel tema, e la sua «correzione», sono l’inizio di una drammatica catena che, anello dopo anello, si chiuderà con la morte di Sergio.
    C’è qualcosa, nella figura di Sergio come è stata ricostruita negli atti e nei ricordi di chi lo ha conosciuto, che colpisce ancora oggi. Non si tratta di cedere all’eterna tentazione di costruire agiografie retroattive, non è la solita attitudine alla santificazione del martire. Ma è come se Sergio, in qualche modo, fosse riuscito a restare refrattario al furore ideologico del suo tempo. È un fan sfegatato solo quando si tratta di Adriano Celentano (una «vera mania», assicura la madre). È un grandissimo appassionato di sport, soprattutto di calcio, gioca a pallone a livello semiprofessionistico. È tifoso dell’Inter ma raramente va allo stadio, non è interessato al tifo. Dice la signora Anita: In tutte queste cose, nella musica, nello sport, come nella politica non era un fanatico. Si interessava, gli piacevano, si entusiasmava, ci metteva il cuore, ma non l’ho mai visto urlare o irritarsi.

    Così, ripercorrendo i suoi ultimi giorni, si trova anche qualcosa di stoico, in lui, nel modo in cui si avvicina alla fine. In quella lunga cronaca di una morte annunciata che sarà il suo omicidio, malgrado il moltiplicarsi dei segnali e delle minacce, incredibilmente Sergio non si lamenterà mai né chiederà soccorso ai camerati, che sicuramente, se avessero saputo, avrebbero fatto qualcosa per proteggerlo.

    Fino all’ultimo terrà all’oscuro anche la sua famiglia, negherà l’innegabile, mentirà per nascondere la progressione delle aggressioni di cui viene fatto oggetto. Risulta dai verbali degli interrogatori che persino nei giorni in cui a scuola lo insultano e lo prendono a calci, lui continua a non raccontare niente ai genitori. Quando proprio non può, e la madre lo riempie di domande, scuote la testa e le fa: «Non preoccuparti mamma, non è nulla».

    La giornata più drammatica, nel corso della lunga persecuzione che prepara il delitto, è quella del 3 febbraio 1975. Dopo molte discussioni, papà e mamma Ramelli hanno deciso di imporre al figlio di abbandonare il Molinari. A malincuore Sergio è costretto ad accettare, e quella mattina entra a scuola accompagnato dal padre per sbrigare le necessarie pratiche burocratiche. Purtroppo li stanno aspettando: nel corridoio della scuola padre e figlio sono aggrediti, picchiati e costretti a passare fra due file di studenti per un violento rituale di sottomissione.

    Sembra la scena di un film di Kubrick, sembra un’arancia meccanica in salsa meneghina, e ancora una volta bisogna lasciare la parola a Grigo e Salvini per sapere come si conclude questa terrificante passeggiata:

    Il ragazzo era stato colpito ed era svenuto, mentre lo stesso preside e i professori che avevano scortato il Ramelli e il padre verso l’uscita erano stati malmenati.

    Ancora più sconcertante la testimonianza del professor Melitton, secondo cui la preside aggredì il padre e gli disse:

    «Ma non vede che lei e suo figlio siete un motivo di turbamento per la scuola?».

    Marzo 1975. Roberto Grassi, ex studente del Molinari, ed esponente di spicco di spicco del servizio d’ordine di Avanguardia operaia, durante una riunione di cellula si rivolge a Marco Costa, universitario, numero due del servizio d’ordine di Medicina a Città Studi. Grassi è uno dei pochi tra i dirigenti del gruppo che conosca personalmente Ramelli. Ed è lui che preannuncia a Costa una decisione da tempo nell’aria: dovrà essere la sua squadra (proprio perché non è in alcun modo collegabile al giovane missino) ad aggredire il ragazzo. Sarà un battesimo d’azione, la prima sprangatura del gruppo. Sarà il primo delitto politico degli anni Settanta commesso per interposta persona, il primo delitto, a sinistra, realizzato «su commissione».

    La comunicazione «ufficiale», invece, in un’organizzazione leninisticamente centralizzata e gerarchica, arriverà da un altro dirigente, Giovanni Di Domenico detto «Gioele». Infatti, Di Domenico avvicina Walter Cavallari e gli dice:

    «Dovete andare a menare un fascio». Cavallari non se la sente.

    Pochi giorni prima gli è stato chiesto di sprangare uno studente di Agraria, ma non è andata come pensava. Lo aggredisce, ma subito dopo ha paura, scappa: «Doveva essere un militante di acciaio temprato, e invece no, mi ero trovato davanti solo un uomo». Viene esautorato. Per uno che ha un dubbio ce ne sono dieci che non ne hanno.

    Il suo posto lo prende Costa. L’azione si deve fare lo stesso. Dopo trent’anni Anita Ramelli abita ancora nella stessa casa di via Amedeo, con la finestra affacciata sul luogo dove avvenne l’aggressione a Sergio. Per ostinazione, per abitudine, per senso della memoria, non se ne è voluta andare.
    Per anni su quel pezzo di muro si sono combattute grandi battaglie simboliche: prima i manifesti con le minacce, poi la guerra dei fiori e delle scritte, e addirittura una battaglia per i sacchi di immondizia che un portiere del condominio di fronte si ostinava a depositare proprio lì davanti, malgrado i cassonetti a pochi passi più in giù. Un giorno, gli amici di Sergio gli spiegarono che o sceglieva un altro posto per depositarli, o si sarebbe ritrovato i rifiuti in guardiola: cosa che puntualmente accadde, dopo l’ennesima sfida.

    Non è facile dimenticare, nemmeno per un quartiere, soprattutto per chi non capisce che si possa continuare a combattere una guerra anche su qualche metro di marciapiede e di intonaco. Oggi, mani ignote, ma per chi sa individuabili, hanno dipinto su quella parete un grande murale, con una scritta e una croce celtica: SERGIO VIVE. È il modo che la comunità di cui Sergio faceva parte ha scelto per non dimenticare.

    Ancora oggi, ogni tanto, mamma Ramelli si affaccia alla finestra di casa sua. Guarda il muro, e la scritta. E non dice nulla.

    Sergio Ramelli : il martirio di un ragazzo di Destra. « Salvatore Impusino

    Primavera a Marzo era entrata, era entrata a Milano,
    ne avvertivi il tepore e tra il fumo e il cielo lontano
    ne avvertivi la gioia nella ragazza che tu tenevi per mano.
    Finalmente l'ultima campana, è finita la scuola
    anche per oggi potrai tornare a casa tua per riposare
    ma sotto casa, davanti al portone, ti attendeva la morte,
    non me immaginavi l'assurda ragione.
    Un colpo, due colpi e altri colpi sul capo,
    finché non furon certi di averti finito
    i loro volti eran coperti dal rosso
    come il tuo volto dal sangue che avevi già addosso.
    La morte di un tempo aveva la falce,
    la morte di oggi ha pure il martello,
    lasciò la sua firma su quel muro di calce,
    proprio di fronte al tuo cancello.
    Per quarantasette giorni una madre
    ha sperato e pregato accanto al letto del figlio morente
    fino a quando una notte il suo cuore ha ceduto
    ma alla gente non importò niente.
    Era morto un "Fascista", non valeva la pena
    guastarsi l'appetito o rovinarsi una cena.
    Era morto un "Fascista", andava in fretta sepolto
    avevan paura anche di un morto.
    Andava sepolto e dimenticato perché così vuole
    la giustizia del proletariato.
    Era morto un "Fascista", andava in fretta sepolto
    avevan paura anche di un morto.



    P.S. che il centrosinistra abbia candidato il difensore di quei bastardi fa capire moltissime cose...pagheranno, pagheranno tutto
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

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  2. #2
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    Predefinito Re: Rinnovamento Nazionale ricorda Sergio Ramelli

    Pisapia eroe.
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
    UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
    http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/

  3. #3
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    Predefinito Re: Rinnovamento Nazionale ricorda Sergio Ramelli

    Mica possibile che tu debba lordare tutto il forum con queste cose strumentali e stupide
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  4. #4
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    Predefinito Re: Rinnovamento Nazionale ricorda Sergio Ramelli

    Gecko non siamo sul nazionale e sinceramente stai solo creando tensione all'interno di questo sottoforum con tutte le tue provocazioni finalizzate solo a cercare lo scontro ideologico. Qua ci si scontra su dati politici inerenti a transatlantico e su idee concrete. Queste provocazioni stupide e bambinesche lasciale fuori da questo contesto.

  5. #5
    the dark knight's return
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    Predefinito Re: Rinnovamento Nazionale ricorda Sergio Ramelli

    Citazione Originariamente Scritto da SteCompagno Visualizza Messaggio
    Pisapia eroe.
    bell'uscita, il difensore di un branco di assassini.
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  6. #6
    the dark knight's return
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    Predefinito Re: Rinnovamento Nazionale ricorda Sergio Ramelli

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Mica possibile che tu debba lordare tutto il forum con queste cose strumentali e stupide
    Vergognati titino.Impara a rispettare la vita umana.
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  7. #7
    the dark knight's return
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    Predefinito Re: Rinnovamento Nazionale ricorda Sergio Ramelli

    Citazione Originariamente Scritto da Frankie D. Visualizza Messaggio
    Gecko non siamo sul nazionale e sinceramente stai solo creando tensione all'interno di questo sottoforum con tutte le tue provocazioni finalizzate solo a cercare lo scontro ideologico. Qua ci si scontra su dati politici inerenti a transatlantico e su idee concrete. Queste provocazioni stupide e bambinesche lasciale fuori da questo contesto.
    Perchè ste cose non le hai dette quando Gdem88 (giustamente) ricordava quotidianamente morti di area sinistra? e non negarlo che è successo tanto che SuperMario (mi pare lui) aprì un thread chiedendo come mai un giorno non c'eran stati morti.

    io mi chiedo come il ricordo di un ragazzo morto ammazzato per le sue idee sia una provocazione.

    Dovreste vergognarvi di quel che scrivete.
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  8. #8
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    Predefinito Re: Rinnovamento Nazionale ricorda Sergio Ramelli

    Giusto per specificare, io le mie commemoriazioni le ho fatte in positivo ( peraltro ti ricordo che ho ricordato anche Vaclav Havel, di certo non un pericoloso comunista...) e ho sempre, e lo posso dire senza timore di smentita, cercato la maggior condivisione possibile, evitando di creare polemica. Nell'ultimo periodo, la radicalizzazione di RN è stata palese...al di là del personaggio in questione, nella violenza del linguaggio e nelle continue provocazioni, nel cercare la polemica quasi per ridare lustro a "molti nemici molto onore" e lo scontro in ogni thread ( basta leggere ciò che si è scritto negli ultimi giorni). E' palese che il clima sia deviato decisamente verso uno scontro da forum Nazionale, e purtroppo non è una cosa positiva. Da chi in passato ha votato Stecompagno non mi aspettavo una radicalizzazione simile.

    P.s. giusto per chiarezza, non è la commemorazione di Sergio Ramelli a farmi storcere il naso, ma il dato di fondo che emerge dalla linea tenuta di Rn, linea che sembra qualificarlo sempre più come partito di destra radicale con venatura antagoniste...una linea che in fin dei conti può essere legittima, ma che 1) Se continua su questa strada porterà Transatlantico ad assomigliare sempre più al nazionale 2) Allontana sempre più qualsiasi tipo di dialogo o di confronto culturale, cose che inizialmente, quando si parlava di forza tradizionalista e conservatrice moderna e non di destra postmissina radicale, credevo possibile.
    Ultima modifica di Gdem88; 29-04-12 alle 15:37
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  9. #9
    the dark knight's return
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    Predefinito Re: Rinnovamento Nazionale ricorda Sergio Ramelli

    Citazione Originariamente Scritto da Gdem88 Visualizza Messaggio
    Giusto per specificare, io le mie commemoriazioni le ho fatte in positivo ( peraltro ti ricordo che ho ricordato anche Vaclav Havel, di certo non un pericoloso comunista...) e ho sempre, e lo posso dire senza timore di smentita, cercato la maggior condivisione possibile, evitando di creare polemica. Nell'ultimo periodo, la radicalizzazione di RN è stata palese...al di là del personaggio in questione, nella violenza del linguaggio e nelle continue provocazioni, nel cercare la polemica quasi per ridare lustro a "molti nemici molto onore" e lo scontro in ogni thread ( basta leggere ciò che si è scritto negli ultimi giorni). E' palese che il clima sia deviato decisamente verso uno scontro da forum Nazionale, e purtroppo non è una cosa positiva. Da chi in passato ha votato Stecompagno non mi aspettavo una radicalizzazione simile.

    P.s. giusto per chiarezza, non è la commemorazione di Sergio Ramelli a farmi storcere il naso, ma il dato di fondo che emerge dalla linea tenuta di Rn, linea che sembra qualificarlo sempre più come partito di destra radicale con venatura antagoniste...una linea che in fin dei conti può essere legittima, ma che 1) Se continua su questa strada porterà Transatlantico ad assomigliare sempre più al nazionale 2) Allontana sempre più qualsiasi tipo di dialogo o di confronto culturale, cose che inizialmente, quando si parlava di forza tradizionalista e conservatrice moderna e non di destra postmissina radicale, credevo possibile.
    Una commemorazione secondo me è sempre negativa in quanto si commemora una persona che purtroppo non c'è più. In questo caso un ragazzo.
    Non vedo cosa ci sia di provocatorio da far scrivere al poveretto di turno che sto lordando con cose stupide, un pò di rispetto per i morti non farebbe male, soprattutto da chi fa il moralista in maniera disgustosa.
    Detto questo RN non si sta radicalizzando, i discorsi son sempre gli stessi e son sempre stati antagonisti in quanto non ci siamo mai riconosciuti in questo tipo di società progressista e giacobina. I due thread che vi han fatto venire l'embolo son provocazioni scherzose, si fa il verso agli antifa, fenomeno ridicolo di questo paese, fenomeno che ha rovinato anche la sinistra.
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  10. #10
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    Predefinito Re: Rinnovamento Nazionale ricorda Sergio Ramelli

    Giusto, l'errore è stato mio nel non vedere che RN era destra radicale e antagonista, forse siete sempre stati così...per confrontarsi da avversari con una destra conservatrice moderna guarderò allora a FDL, che in effetti in Senato ha dimostrato di avere delle posizioni su cui è possibile dialogare, pur nella diversità. Al di là di questo dato di fatto, se la strategia è tanti nemici tanto onore come mi pare negli ultimi tempi, e se questo inizio di legislatura indica quale sarà il comportamento di RN in tutto il prosieguo, allora avevo proprio sbagliato valutazioni.
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