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    Predefinito Bertolini: "Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma..."

    Tecnoscienze

    "Evoluzionismo? Non posso giustificare una presa di posizione non sostenuta da prove certe"

    Bertolini: "Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma..."

    "Ecco perche' non si organizzano dibattiti su questa materia..."

    Continua su "La Voce d'Italia" il dibattito in merito alle origini del mondo. Dopo aver ospitato le idee di Piergiorgio Odifreddi, autore di diversi saggi sul tema del darwinismo, diamo spazio al Prof. Stefano Bertolini, presidente dell'Associazione Italiana Studi sulle Origini.

    Dott. Bertolini, quali sono, in sintesi, le motivazioni che la spingono a mettere in dubbio la validità della teoria darwiniana?

    "Come ingegnere e persona di formazione scientifica non posso giustificare una presa di posizione che non sia sostenuta da prove certe. Non solo l’ipotesi dell’evoluzione (il darwinismo non rientra neanche nella definizione di teoria scientifica secondo diverse definizioni) non viene sostenuta da prove empiriche, ma al contrario, queste la confutano. Cresciuto quasi ateo e avendo unicamente una formazione scientifica fondata sull’evoluzione mi sono trovato in una situazione che mi ha costretto a rivedere la mia visione del mondo. Questo mi ha spinto ad approfondire quello che insegna l’evoluzione e man mano che si allargavano le mie ricerche trovavo delle fondamenta incerte, fino ad arrivare al punto in cui tutta la struttura del neo-darwinismo crollò. La scienza operativa (quella di esperimenti empirici nell’oggi, cioè quello che il mondo oggi chiama scienza) non può e non deve essere confusa con la scienza delle origini (quella senza esperimenti e prove empiriche, cioè la storia). Semplicemente la scienza non sostiene l’ipotesi dell’evoluzione in diversi campi della scienza, dalla genetica alla cosmologia alla geologia. La mia formazione tecnica mi ha costretto ad abbandonare l’evoluzione se volevo rimanere fedele al metodo scientifico"

    Ci potrebbe spiegare cosa si intende per creazionismo e quali sono i fondamenti di tale posizione?

    "Il creazionismo è lo studio delle nostre origini che vede come unica alternativa all’ipotesi dell’evoluzione una creazione supernaturale, detta anche divina. Questo studio delle origini è fondato su studi scientifici che per un simile ragionamento a quanto risposto precedentemente si può solo basare su studi nel presente e dati empirici ottenuti nel presente. Possiamo sviluppare un modello per cercare di spiegare il presente (prove empiriche) che cerca anche di soddisfare quello che troviamo come indizi del passato come fossili (il passato va inferito perché non eravamo presenti). I nostri modelli avranno anche delle predizioni che vanno soddisfatte, come l’assoluta necessità per l’evoluzione di trovare migliaia di forme di transizione fra ogni specie di animale, insetto e pianta. Quando i dati del presente e le predizioni sostengono un modello piuttosto che l’altro si potrà avere più fiducia in quella spiegazione per chiarire le nostre origini. Molti scienziati creazionisti in ogni campo sono impegnati in ricerche d’avanguardia per cercare di capire e spiegare meglio le nostre origini e le osservazioni fatte. Quando si esclude l’evoluzione l’unica logica alternativa sarebbe un Dio Creatore. Come l’evoluzione esclude un Dio a priori, il creazionismo lo postula. Si evince che la scienza sostiene il racconto biblico ed entrambi rimangono in perfetta armonia. Io sono personalmente arrivato a credere in un Dio Creatore attraverso una convinzione scientifica che l’assioma primario dell’evoluzione semplicemente non regge ed è sbagliato"

    Può segnalarci esempi concreti in virtù dei quali la spiegazione di Darwin risulterebbe illogica o errata, e che al contrario sosterrebbero il creazionismo?

    "Più che di Darwin parliamo del neo-darwinismo dato che Darwin non sapeva niente della genetica. Il concetto di Darwin sulla selezione naturale, in sostanza, non era sbagliato. Anche i creazionisti accettano pienamente la selezione naturale come meccanismo che sceglie gli esemplari più adatti ad un certo ambiente in base al loro fenotipo. La selezione naturale non agisce direttamente sul genotipo o DNA (vedere a tal proposito ad esempio gli ultimi risultati delle ricerche ENCODE, Birney, E., et. al., Identification and analysis of functional elements in 1% of the human genome by the ENCODE pilot project, Nature 447: 799–816, 2007), ma può per definizione solo selezionare delle caratteristiche già esistenti nell’individuo. Dove Darwin aveva assolutamente torto è pensare che la variazione all’interno di una specie si possa portare alla trasformazione di un organismo in uno completamente diverso. L’evoluzione e la selezione naturale sono due meccanismi molto diversi che non vanno scambiati in un gioco dell’equivoco. L’evoluzione va presunta mentre la selezione naturale si osserva. La microbiologia ha confermato che le mutazioni non aggiungono mai nuove informazioni ma risultano sempre una perdita d’informazione genomica o semplicemente un riarrangiamento dell’informazione già esistente. Questo è chiaramente dichiarato dal rinomato genetista John Sanford nel suo libro “Genetic Entropy: the Mystery of the Genome”, divenuto poi creazionista come risultato di una vita di studio all’avanguardia della genetica.
    La lista di altri esempi concreti è molto lunga. Solo alcuni:
    • Gli studi sul DNA mitocondriale ed il tasso di mutazione dello stesso confermano l’origine della prima donna moderna a poche migliaia di anni, al contrario dei milioni che ci si aspettava. (Gibbons, A. ‘Calibrating the Mitochondrial Clock’. Science 279(5347):28–29, January 2, 1998).
    • Il risultato del sequenziamento del cromosoma Y dello scimpanzé per gli scienziati è stato uno shock perché risultava molto diverso dal cromosoma Y umano quando questa fu comparato. Perché un qualsiasi risultato di una ricerca scientifica dovrebbe portare i ricercatori in uno stato di shock quando i scienziati e la scienza sono cosi oggettivi ed interamente basati sulle evidenze? Ecco, già subito si evince la risposta. Gli scienziati e la scienza NON sono poi tanto oggettivi, ma fortemente influenzati o addirittura accecati dai loro presupposti (“Il rapporto del cromosoma Y fra l’uomo ed il scimpanzé è stato ridotto in briciole.” Buchen, L., The fickle Y chromosome, Nature 463(7278):149, 14 January 2010).
    • L’omologia (strutture simili fra specie diverse) viene citata per sostenere un’origine comune, ma ignora troppi problemi meglio spiegati dal punto di vista di un progetto intelligente. Crescenti conoscenze dei fondamenti genetici e molecolari della vita rivelano molti importanti eccezioni e contraddizioni alla teoria. Le eccezioni vengono definiti simili solo per funzione, e sono chiamate analoghe. Si cerca di spiegare l'esistenza di strutture analoghe con un'evoluzione convergente attraverso un'evoluzione indipendente di strutture simili grazie a pressione ambientali simili ma senza alcun sostegno dalle prove. Gli arti anteriori dell'uomo, delle balene, degli uccelli e dei cavalli sarebbero omologhe, mentre le ali degli uccelli e degli insetti sarebbero analoghe. Però la struttura dello scheletro dell'ala di un uccello sarebbe omologa a quella di un pipistrello, per discendenza da un antenato rettilio comune, ma sarebbero contemporaneamente analoghe per la modifica di funzione per il volo (piume per gli uccelli e membrana della pelle per il pipistrello). Quando una similitudine di disegno sostiene l'evoluzione diventa un'omologia e viene accettata come una prova dell'evoluzione, mentre quando non sostiene l'evoluzione le stesse similitudini diventano analoghe.
    • L'embriologia ha dimostrato un importante problema per organi o strutture identiche o simili in differenti animali. Non è insolito trovare strutture omologhe fondamentali come il tratto digestivo (tubo digerente) che si forma da tessuti embrionici differenti in diversi animali. Per esempio negli squali questo si forma dal tetto della cavità digestiva embrionica. Nelle rane si forma dal tetto ed il fondo, invece in uccelli e rettili dalla parte inferiore del disco embrionico o il blastoderma. Anche il classico esempio dell’arte anteriore vertebrato (a cui si riferisce Darwin e che viene citato in centinaia di libri di testo come prova dell'evoluzione) ora si è dimostrato errato come esempio di omologia. Gli arti anteriori di un tritone si sviluppano dai segmenti del torso da 2 a 5, in una lucertola da 6 a 9, e nell'uomo i segmenti si sviluppano da 13 a 18 (de Beer, S.G., Homology, An Unsolved Problem, Oxford University Press, London, p. 13, 1971). Il Dr. Michael Denton ha concluso che questa prova dimostra che gli arti anteriori non si sono sviluppati omologamente. Nuovamente la spiegazione più logica e coerente è quella di un progettista che nel suo disegno ha usato la stessa soluzione per diverse specie che devono tutte vivere nello stesso ambiente.
    • Gli embrioni di Haeckel e la sua teoria della Ricapitolazione viene citati in ogni testo scolastico dalle scuole elementari alle università. Peccato che la scienza lo ha scartato da decenni come una frode: “Questo è uno dei peggiori casi di frode scientifica.” (M. Richardson, The Times (London), p. 14, 11 Agosto 1997).
    • La datazione viene citata a sostegno dei milioni di anni d’evoluzione, ignorando completamente tutti i risultati che la confutano completamente ed i presupposti tecnici per la misura che sono completamente incerti. La stessa roccia del Uinkaret Plateau (considerata di un età di migliaia di anni) è stata datata con tecniche diverse con età che variavano da 10.000 anni a 2,6 miliardi di anni (Austin, S.A. (ed.) 1994. Grand Canyon: Monument to Catastrophe. Institute for Creation Research, Santee, California, pp. 120–131.). Oppure dinosauri datati a decine di migliaia di anni con il carbonio 14. Addirittura un femore di T.Rex è stato trovato parzialmente fossilizzato con globuli rossi e parti molli presenti all’interno dell’osso (M. Schweitzer and I. Staedter, The Real Jurassic Park, Earth, pp. 55–57, June 1997)"

    Si pone in un ambito confessionale, o fa riferimento essenzialmente a credenti data la chiesa come usuale location dei suoi incontri?
    "Mi pongo in qualsiasi ambito, non faccio distinzione. In realtà le conferenze più frequentemente vengono presentate in sale pubbliche come l’auditorium del Museo di Scienza e Storia Naturale di Brescia, il Campidoglio a Roma, l’Emeroteca a Mestre, e altre sale comunali. Viene concesso il patrocinio del comune in molti casi"

    Qual è la sua posizione sull’Intelligent Design?
    "Considero l’ID come scientificamente molto valida. I suoi proponenti sono spesso scienziati emeriti e fanno un ottimo lavoro di ricerca per l’avanzamento della scienza. Molti creazionisti citano spesso il loro lavoro e ne hanno una grande stima. L’ID non va confusa però con il creazionismo come spesso fanno gli evoluzionisti per screditarne il lavoro. Il creazionista non può condividere la loro filosofia perché chi sia questo progettista intelligente non rientra nel suo mandato . Chi sostiene l’ID non sempre crede in un Dio Creatore ed i dettagli dello sviluppo della vita sulla terra spesso non concordano con chi è strettamente creazionista"

    Cosa pensa del Comitato Antievoluzionista in Italia?
    "Il Comitato Antievoluzionista svolge un importante lavoro di diffusione d’informazione sul dibattito creazione-evoluzione destinata ai giovani, che più di tutti hanno necessità di conoscere la verità sullo stato precario dell’ipotesi dell’evoluzione. La loro posizione va considerata diversa da quella creazionista. Quello che ci unisce è il riconoscimento che la scienza smentisce e confuta assolutamente l’ipotesi dell’evoluzione"

    Negli ultimi anni sappiamo di 4 contraddittori nel nostro Paese: nel 2009, alla Casa della Cultura organizzato con il UAAR , a Milano sempre nel 2009 al congresso creazionista, Roma e Milano nel 2011. Come mai in Italia non si sviluppano contraddittori come nel resto del mondo?

    "In realtà anche nel resto del mondo non si sviluppano molti contraddittori. La mia unica spiegazione è che la nomenclatura evoluzionista teme il confronto. AISO avrebbe organizzato un altro dibattito all’Università di Bergamo nel 2009, poco dopo che ebbi tenuto delle conferenze al Museo di Scienza e Storia Naturale di Brescia, che ha fatto scaturire un vivo (e poco educato da parte di molto esponenti dell’evoluzione) dibattito in internet. Al momento della pubblicità dell’evento a Bergamo il professore con cui abbiamo collaborato per l’incontro è stato censurato e l’evento cancellato. Recentemente nel 2010 è stato organizzato a Melbourne un congresso ateo mondiale ove avrebbero partecipato i pezzi grossi come Richard Dawkins. L’organizzazione creazionista Creation Ministries International (CMI) li ha invitati ad un dibattito pubblicizzato sulla TV per risolvere pubblicamente l’accusa dagli evoluzionisti che i creazionisti sono solo dei stupidi ignoranti religiosi: gli atei hanno rifiutato. La CMI ha lanciato nuovamente la sfida ed una seconda volta non hanno accettato perché in passato in piccoli dibattiti su radio ed altri media ne sono usciti con la coda fra le gambe. E’ uscito un documentario su DVD chiamato “Expelled, no intelligence required” che documenta diversi casi di docenti universitari che hanno perso il posto di lavoro perché in qualche modo sono stati tacciati di aver messo in dubbio il dogma evoluzionistico. Non dovrebbero proprio essere le università i centri di dibattito e confronto per la progressione della scienza? Conosco personalmente un geologo ricercatore Italiano che lavorava per un centro di ricerca italiano a cui è stato ordinato di non associarsi all’AISO altrimenti avrebbe perso il posto di lavoro. Vorrei lasciarvi due fra tanti possibili riferimenti testuali:
    • “In realtà, negli ultimi 100 anni, quasi tutta la biologia è avanzata indipendentemente dall’evoluzione, eccetto la biologia evolutiva stessa. La biologia molecolare, la biochimica, la fisiologia non hanno a fatti considerato l’evoluzione.” Dr Marc Kirschner, presidente fondatore del Reparto dei Sistemi Biologici, Harvard Medical School, The Boston Globe, 23 Ottobre 2005.
    • “Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica, perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. “Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro-intuitive, non importa quanto mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è un assoluto, perché non possiamo aprire la porta al Piede Divino.” Richard Lewontin, “Billions and billions of demons”, The New York Review, 9 January 1997, p. 31"

    A cura di Andrea Carbone


    Bertolini: -Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma...- - Voceditalia.it...'
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  2. #2
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    Predefinito Re: Bertolini: "Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma..."

    continuo a dire che il creazionismo non convince, mi sembra un testo di disinformazione visto che i testi scientifici affermano ancora una volta l'evoluzionism0o
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  3. #3
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    Predefinito Re: Bertolini: "Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma..."

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    continuo a dire che il creazionismo non convince, mi sembra un testo di disinformazione visto che i testi scientifici affermano ancora una volta l'evoluzionism0o
    Non trovi ci sia un giudizio di valore assunto a priori in ciò che dici? Ti metti a dar patenti di scientificità a capocchia...dunque un'affermazione è scientifica solo se lo dicono gli scienziati che piacciono a te...dai su mi cadi in un dogmatismo peggiore di quello che vorresti combattere...
    Ultima modifica di Strapaesano; 28-03-12 alle 12:37
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  4. #4
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    Predefinito Re: Bertolini: "Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma..."

    Citazione Originariamente Scritto da Strapaesano Visualizza Messaggio
    Non trovi ci sia un giudizio di valore assunto a priori in ciò che dici? Ti metti a dar patenti discientificità a capocchia...
    Diciamo uno che afferma:

    Prendere dell’argilla acidificata, bagnarla con acqua e diventa istantaneamente carbone.

    La vita su questa terra ha poche migliaia di anni.

    I mitocondri sono esclusivamente femminili.

    Visto che non si è mai visto una margherita che evolve un occhio . l'evoluzione non puàò avvenire.

    Penso che il giudizio sia largamente a posteriori.

  5. #5
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    Predefinito Re: Bertolini: "Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma..."

    20 marzo 2012
    Evoluzionismo: quando il darwinismo entra nelle redazioni cattoliche…


    (di Mauro Faverzani) Darwin non si tocca! Chi lo fa, rischia il linciaggio mediatico. Non per mano dei soliti atei razionalisti o gnostici scientisti. No, si tratta del solito “fuoco amico”, un quotidiano cattolico, “Il Cittadino” di Lodi. Che ha dedicato addirittura due articoli ad una conferenza dal titolo Evoluzionismo. Il tramonto di un’ipotesi, promossa lo scorso 11 marzo a Montanaso dall’associazione “AttivaMente” con relatore il prof. Roberto de Mattei, introdotto dal prof. Mario Palmaro.

    Due personalità, entrambe con curriculum accademico, che parla da solo. Ma “Il Cittadino” ha fatto opinione più che cronaca: falsando le regole, ha emesso sentenze anziché fatti. Oltre tutto, denigrando faziosamente lo stesso de Mattei, proponendone un profilo disgustosamente a senso unico, tutto in negativo, senza nulla riconoscergli.

    Ciò che ha – giustamente – sdegnato Palmaro, il quale in una successiva lettera al giornale ha definito la pagina dedicata all’argomento «vergognosa», gonfia «di astio personale», «giornalisticamente un disastro» ed ha parlato di vero e proprio «killeraggio intellettuale» nei riguardi del relatore. Ancora: dopo aver deprecato che «argomenti così importanti» vengano affidati «a redattori accesi da un furore ideologico degno di miglior causa», Palmaro ha offerto cavallerescamente una via di fuga all’autrice dell’articolo, ipotizzando che potesse non esser presente in sala. Capita. Ed anche al “Cittadino” ha proposto un’uscita onorevole, parlando di «infortunio».

    Ma il caposervizio del settore “Cultura & Spettacoli” ha preferito risponder piccato, peggiorando la situazione. E mostrando così anche ignoranza dei fatti. Sostenendo, ad esempio, come la «quasi totalità della comunità scientifica» e – udite, udite – «anche la Chiesa» giudichi «quanto meno discutibili le opinioni del professor de Mattei in materia di evoluzionismo». Falso. Mai son giunte scomuniche ed anatemi, né dall’una, né dall’altra. Inoltre, lo stesso Giovanni Paolo II, citato curiosamente dal giornale quale “detrattore”, ha in più occasioni invece affermato le stesse cose del relatore.

    Gli è che i documenti bisogna leggerli integralmente, senza limitarsi alle sintesi dei giornali. Così il fatto che Giovanni Paolo II, nel 2006, parlando alla Pontificia Accademia delle Scienze, dicesse di «non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi» non significa affatto che la ritenesse una certezza, tutt’altro: la definì anzi «una teoria distinta dai risultati dell’osservazione». Ricordando come, quando una teoria non venga dimostrata dai fatti, debba «essere ripensata». Ancora scrisse: «Le teorie dell’evoluzione che considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva o come un semplice epifenomeno di questa materia, sono incompatibili con la verità dell’uomo. Esse sono inoltre incapaci di fondare la dignità della persona». Firmato, Giovanni Paolo II. Il che concorda pienamente con quanto sostenuto alla conferenza dal prof. de Mattei.

    Non solo: il Beato Wojtyla ha evidenziato anche come il giudizio in merito all’evoluzionismo sia «di competenza propria della filosofia e della teologia», riconoscendo quindi allo stesso de Mattei non solo il diritto ed il dovere, ma anche la competenza accademica per poter intervenire in merito, a dispetto di quanto polemicamente – ma infondatamente – scritto dal “Cittadino”.

    Nietzsche ne La Gaia Scienza sostenne addirittura come Darwin non possa esistere senza Hegel. Mentre Marx inviò allo studioso britannico una copia del suo Capitale, ritenendolo la sua Origine delle Specie perfettamente in linea con la sua ideologia. Secondo il sociologo Rodney Stark, inoltre, il darwinismo dette un contributo prezioso nella promozione del materialismo ateo. E l’allora Card. Ratzinger, nel 1999, alla Sorbona definì «un fatto che la teoria dell’evoluzione tenta anche di rifondare l’ethos», offrendo «ben poche consolazioni». Esattamente quanto sostenuto da de Mattei.

    Su “Avvenire” del 13 novembre 2007 si cita Benedetto XVI, che definì «in gran parte non dimostrabile sperimentalmente» la teoria dell’evoluzione, «perché non possiamo introdurre in laboratorio 10 mila generazioni». Il che significa vuoti e lacune rilevanti di “verificabilità-falsificabilità a causa dell’enorme spazio temporale cui la teoria si riferisce”. Concetto ribadito anche da Pontefice alla Veglia pasquale del 2011, con chiarezza magistrale: «L’uomo – disse Benedetto XVI – non è il prodotto casuale dell’evoluzione, ma dell’Amore creatore e redentore di Dio, che dà senso alla vita».

    Il quotidiano di Lodi pare però poco informato anche circa l’acceso dibattito, impensabile fino a qualche anno fa, scoppiato nella stessa comunità scientifica, sempre meno concorde sulla teoria evoluzionistica: al convegno promosso in merito dal Cnr nel 2009, tanto deprecato da “Il Cittadino”, han partecipato scienziati ed accademici quali il prof. Guy Berthault, paleontologo; due fisici accademici, il prof. Jean de Pontcharra e il prof. Josef Holzschuh; il prof. Maciej Giertych, genetista; il prof. Hugh Miller, chimico.

    Dai loro interventi emerse con chiarezza come l’evoluzionismo sia «incapace di rispondere ad alcune questioni basilari» quali «l’origine della vita e il mistero dell’esistenza umana», fondandosi su «postulati scientifici inverificabili», imposti come «dogma». Ancora: un darwinista doc come Stephen J. Gould ne ha evidenziato un imbarazzante punto debole, la mancanza di anelli di congiunzione tra le specie. Ad un vertice di autorevoli scienziati, svoltosi nel 2010 a Cap Ferrat, ci si chiese, tra l’altro: se l’evoluzione procede per gradi, dove sono le forme intermedie? I teorici dell’“Intelligent Design” hanno bocciato il concetto di “Caso”, scorgendo in natura l’impronta invece di un “progetto”.

    Nella sua forma originaria, dunque, il darwinismo ottocentesco lo si trova ormai solo nelle trasmissioni di Piero Angela e nei documentari della Bbc. Oggi si parla di “libertà di ricerca”, non più di “volontà di potenza”, ma il concetto rimane lo stesso. In realtà, ormai gli scienziati evolutivi tout court, senza se e senza ma, sembrano sempre più chiusi nel loro fortino, “sacerdoti” di una nuova fede, pronta a trattare ogni dissenso come un crimine di pensiero. E spiace che strizzi loro l’occhio proprio un quotidiano cattolico. Il quale orgogliosamente vanta “cronisti competenti e preparati”. Dopo quanto detto, ci permettiamo di dubitarne. Almeno in questo caso. (Mauro Faverzani)

    Evoluzionismo: quando il darwinismo entra nelle redazioni cattoliche… | Corrispondenza romana
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  6. #6
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    Predefinito Re: Bertolini: "Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma..."

    Mi chiedo se abbia senso investire tempo a rispondere alle assurdita' degli articoli che posti, se poi dopo una settimana li ri-posti identici.

    Perche' il teologo De Mattei non si occupa di cadiochirurgia? In fondo se pensa di poter dire qualcosa di intelligente ai biologi sull'Evoluzione delle specie, magari puo' illuminare anche i cardiochirurghi.

  7. #7
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    Predefinito Re: Bertolini: "Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma..."

    Per una volta che una redazione cattolica si trova in piena sintonia con la pontificia accademia delle scienze i nostri cattolici creazionisti (pochi per fortuna) si lamentano.

    Non sto qui a confutare quello che viene detto nell'articolo di corrispondenza romana visto che si tratta delle solita spazzatura.

    (Gould che evidenzia la mancanza degli anelli di congiunzioni è stupenda o drammatica a seconda di come la si vuole considerare , il signore in questione non ha mai letto neppure i titoli delle pubblicazioni di Gould).

  8. #8
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    Predefinito Re: Bertolini: "Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma..."

    tutti i cattolici sono creazionisti.
    tra di essi alcuni sono evoluzionisti e altri no.
    Ultima modifica di TEBELARUS; 31-03-12 alle 21:07
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    Predefinito Re: Bertolini: "Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma..."

    Citazione Originariamente Scritto da AURELIO AUGUSTO Visualizza Messaggio
    tutti i cattolici sono creazionisti.
    tra di essi alcuni sono evoluzionisti e altri no.
    Per quanto riguarda le varie denominazioni mi attengo a questo

    The Creation/Evolution Continuum | NCSE

    E' ovvio che un evoluzionista teista creda nella creazione ma non nell'intervento diretto nella diversificazione delle specie che è l'ambito di cui stiamo parlando.

  10. #10
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    Predefinito Re: Bertolini: "Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma..."

    Citazione Originariamente Scritto da Strapaesano Visualizza Messaggio
    Non trovi ci sia un giudizio di valore assunto a priori in ciò che dici? Ti metti a dar patenti di scientificità a capocchia...dunque un'affermazione è scientifica solo se lo dicono gli scienziati che piacciono a te...dai su mi cadi in un dogmatismo peggiore di quello che vorresti combattere...
    guarda dalla mia parte c'è il 95% della letteratura scientifica, fai un pò tu

    non si tratta di dogma o altro, è la semplice è pura verità che l'evoluzionismo è scientificamente accettato

    se poi comunque questo non nega una creazione sono d'accordo
    Ultima modifica di Haxel; 01-04-12 alle 12:10
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

 

 
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