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Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Guerra D'Etiopia

  1. #1
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    Predefinito Guerra D'Etiopia

    Guerra d'Etiopia
    Vedendo un documentario sulla RAI, oltre che per sentito dire, non si fa altro che far notare come la guerra d'Etiopia fosse stata impari per gli etiopi che non poterono fare niente contro gli aggressori superiori ecc.

    Ma era veramente così? Davvero l'esercito italiano ha vinto solo per il gas e l'incapacità etiope?

    Il documentario si smentiva: prima diceva che gli etiopi non avevano speranze, poi che invece avevano ripetutamente sconfitto gli italiani ma che questi avevano vinto solo grazie agli aerei, poi ancora che avevano vinto solo grazie ai gas.

    Dal mio punto di vista la guerra d'Etiopia è stata condotta brillantemente dagli italiani, molto meglio di qualunque campagna posteriore.

    è vero che gli etiopi avevano armi inferiori ed un addestramento inadeguato (non che il nostro fosse da meglio) ma è anche vero che giocavano in casa e l'Etiopia è un incubo logistico: montagne, deserti, vallate, colline, giungle, tutto in un unico stato.
    Inoltre c'è da dire che gli etiopi avevano il vantaggio del numero, linee di rifornimenti molto più corte, possibilità di leve di massa, di occupare per primi postazioni vantaggiose e dei consiglieri.

    Infatti l'Etiopia si era recentemente modernizzata comprando armi (da italiani, tedeschi e inglesi) fra cui moderni fucili, alcune antiaeree e artiglierie pesanti, nonostante fosse carente dal punto di vista dell'aviazione e dei corazzati.

    Il Negus era circondato da consiglieri della guerra, in particolare svedesi che da tempo lo aiutavano in questo frangente.
    Rilevanti anche gli investimenti delle multinazionali estere.

    Infine va considerato che gli etiopi avevano il vantaggio di poter tagliare i rifornimenti una volta passate le colonne italiane.

    Attacchi a cantieri edili e pali del telegrafo erano la prassi.


    Che ne pensate di questa guerra?
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Guerra D'Etiopia

    So che l'uso dei gas avvenne solo alla fine della campagna, per stroncare la resistenza (non per questo è giustificabile).
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Guerra D'Etiopia

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Guerra d'Etiopia
    Vedendo un documentario sulla RAI, oltre che per sentito dire, non si fa altro che far notare come la guerra d'Etiopia fosse stata impari per gli etiopi che non poterono fare niente contro gli aggressori superiori ecc.

    Ma era veramente così? Davvero l'esercito italiano ha vinto solo per il gas e l'incapacità etiope?

    Il documentario si smentiva: prima diceva che gli etiopi non avevano speranze, poi che invece avevano ripetutamente sconfitto gli italiani ma che questi avevano vinto solo grazie agli aerei, poi ancora che avevano vinto solo grazie ai gas.

    Dal mio punto di vista la guerra d'Etiopia è stata condotta brillantemente dagli italiani, molto meglio di qualunque campagna posteriore.

    è vero che gli etiopi avevano armi inferiori ed un addestramento inadeguato (non che il nostro fosse da meglio) ma è anche vero che giocavano in casa e l'Etiopia è un incubo logistico: montagne, deserti, vallate, colline, giungle, tutto in un unico stato.
    Inoltre c'è da dire che gli etiopi avevano il vantaggio del numero, linee di rifornimenti molto più corte, possibilità di leve di massa, di occupare per primi postazioni vantaggiose e dei consiglieri.

    Infatti l'Etiopia si era recentemente modernizzata comprando armi (da italiani, tedeschi e inglesi) fra cui moderni fucili, alcune antiaeree e artiglierie pesanti, nonostante fosse carente dal punto di vista dell'aviazione e dei corazzati.

    Il Negus era circondato da consiglieri della guerra, in particolare svedesi che da tempo lo aiutavano in questo frangente.
    Rilevanti anche gli investimenti delle multinazionali estere.

    Infine va considerato che gli etiopi avevano il vantaggio di poter tagliare i rifornimenti una volta passate le colonne italiane.

    Attacchi a cantieri edili e pali del telegrafo erano la prassi.


    Che ne pensate di questa guerra?
    E' vero che fu nel complesso ben condotta dall'Italia e soprattutto molto ben pianificata (del resto non si poteva certo improvvisare una guerra così lontana).

    L'esito finale era scontato ma con una minore preparazione potevano sorgere molti più problemi di quelli che ci furono in realtà.

    Dopo questa guerra però, un po' per il fatto che Mussolini cominciò ad improvvisare le sue mosse, un po' per altri motivi che sarebbero da indagare fu lo sfascio (già in Spagna ci esponemmo a figure meschine).

    Secondo me un punto chiave fu la fascistizzazione dell'esercito,fascistizzazione non in senso stretto, ma nel senso che nessuno riusciva più a dire di no a Mussolini e anzi molti generali si affrettavano a dargli ragione anche nelle iniziative più infelici. In Etiopia il regio esercito in molti casi si rifiutò di intraprendere azioni troppo velleitarie rallentando il passo contro il volere del duce.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Guerra D'Etiopia

    Sicuramente il regime fascista organizzò la campagna in ogni dettaglio (l'avessero fatto anche nella SGM...). Non si lesinarono mezzi o uomini. Gli italiani schierarono più di 300.000 uomini, decine di aerei e molti mezzi corazzati. Tant'è che durante il secondo conflitto mondiale le forze armate erano gravemente deficitarie (anche perchè nel '36 ci fu la guerra civile spagnola). Gli etiopi erano sicuramente numericamente maggiore ma il loro equipaggiamento era abbastanza scarso. E' vero che alcuni reggimenti erano dotati di artiglieria e fucili di nuova concezione ma si trattava di unità numericamente irrilevanti. Sull'uso dell'iprite poi, ci sono opinioni e testimonianze divergenti. Alcuni sostengono che l'Italia li abbia usati fin da subito per danneggiare anche il morale degli etiopi; altri sostengono che tali armi siano state usate verso la fine della guerra per convincere gli africani alla resa. Tuttavia, l'uso dei gas è accertato.
    Così come i massacri contro la popolazione locale. A mio avviso se dal punto di vista militare, la guerra d'Etiopia può essere definita come una brillante operazione militare, non si può dire lo stesso per il nostro essere riconosciuti come "italiani brava gente".
    La Vita è troppo breve per non essere Italiani!

  5. #5
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    Predefinito Rif: Guerra D'Etiopia

    Se si somma quel che si è speso per Etiopia e Spagna, senza dimenticare che la "guerriglia" di danni ne fece e che il Negus ebbe un forte supporto internazionale, si capiscono molte cose sul perchè del fallimento nella IIGM.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Guerra D'Etiopia

    Citazione Originariamente Scritto da WillyI Visualizza Messaggio
    So che l'uso dei gas avvenne solo alla fine della campagna, per stroncare la resistenza (non per questo è giustificabile).
    L'uso del gas fu per la prima volta utilizzato il 22 dicembre 1935 per bloccare un contrattacco di Ras Immirù in direzione di Macallé.
    [QUOTE=Italianista;2402804]Sicuramente il regime fascista organizzò la campagna in ogni dettaglio (l'avessero fatto anche nella SGM...). Non si lesinarono mezzi o uomini. Gli italiani schierarono più di 300.000 uomini, decine di aerei e molti mezzi corazzati. Tant'è che durante il secondo conflitto mondiale le forze armate erano gravemente deficitarie (anche perchè nel '36 ci fu la guerra civile spagnola). Gli etiopi erano sicuramente numericamente maggiore ma il loro equipaggiamento era abbastanza scarso. E' vero che alcuni reggimenti erano dotati di artiglieria e fucili di nuova concezione ma si trattava di unità numericamente irrilevanti. Sull'uso dell'iprite poi, ci sono opinioni e testimonianze divergenti. Alcuni sostengono che l'Italia li abbia usati fin da subito per danneggiare anche il morale degli etiopi; altri sostengono che tali armi siano state usate verso la fine della guerra per convincere gli africani alla resa. Tuttavia, l'uso dei gas è accertato.
    Così come i massacri contro la popolazione locale. A mio avviso se dal punto di vista militare, la guerra d'Etiopia può essere definita come una brillante operazione militare, non si può dire lo stesso per il nostro essere riconosciuti come "italiani brava gente".[/QUOTE
    Estratto del numero 309 della serie Men at Arms della Osprey:


    " L’armamento etiope variava ampiamente in tipologia e periodo. Il Negus avrebbe voluto equipaggiare l’intero esercito con armi belghe e tutte le guardie imperiali avevano fucili, anche se alcuni erano vecchi Lebel francesi. I Ras erano largamente responsabili per l’equipaggiamento dei loro uomini, ed al crescere delle tensioni vecchie armi furono vendute per enormi somme ad Addis Abeba. Proiettili “morbidi” in grado di causare terribili ferite vennero utilizzati da molti etiopi durante le successive campagne, tuttavia questi non erano i “dum dum” messi al bando dalla comunità internazionale, ma semplicemente le pallottole di armi antiquate. I raids etiopi sulle linee di rifornimento italiane fornirono inoltre mitragliatrici aggiuntive e munizioni, mentre i mortaisti delle guardie imperiali divennero molto competenti sul finire della guerra.
    L’artiglieria etiope era ancora più variegata. Le armi pesanti erano tradizionalmente mantenute sotto il diretto controllo imperiale, almeno fino all’emergenza dell’esercito moderno di Ras Tafari negli anni ’20 e ’30, durante i quali cominciarono ad essere a essere dislocate anche presso le guarnigioni locali. In ogni caso le armi più moderne continuarono ad essere conservate nel Gemgiabiet imperiale o nei depositi imperiali controllati dal Cagnasmacc Wolde Johannes. La maggior parte dell’artiglieria da campo era stata catturata ad Adua nel 1886 proprio agli italiani ed i raggi d’azione erano del tutto ignoti alla maggior parte dei comandanti etiopi. Da allora un flusso costante anche se limitato di armi più aggiornate portò gli etiopi ad avere nel 1933 circa 220 pezzi d’artiglieria con 400 proiettili, anche se tra questi si vedevano ancora alcuni cannoni di bronzo. In aggiunta avevano anche sei mortai Stokes. Mitragliatrici Colt e Fuhrer suddivise tra 250 pesanti e circa 800 leggere, oltre a 175 moderne Browning. Diverse importanti ordinazioni erano in attesa di venire consegnate nel luglio 1935, quando i contratti vennero sospesi dai fornitori a causa dell’aggravarsi della crisi. La cecoslovacca Skoda rifiutò di consegnare pezzi d’artiglieria, la Danimarca cancellò un ordine misto, solo il Belgio consegnò le cartucce ordinate. D’altro canto la Germania, ancora irritata per la protezione offerta da Mussolini all’Austria in caso di colpo di mano nazista, vendette all’Etiopia una dozzina di moderni anticarro Pak 35/36.
    All’inizio delle ostilità l’Etiopia possedeva verosimilmente 234 pezzi d’artiglieria, tra cui alcuni vecchi cannoni di bronzo ed un maggior numero di mortai Stokes. Le armi più pubblicizzate erano le contraeree leggere Oerlikon con le quali lo stesso imperatore Haile Selassie sparò agli aerei italiani. Durante la guerra furono impiegate anche contro obiettivi terrestri."
    Éljen Magyarország!Dicsőség a mártíroknak! Nem, nem, soha!

  7. #7
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    Predefinito Rif: Guerra D'Etiopia

    L'esercito etiopico era adatto per una guerra coloniale: se avessimo fatto una riedizione della guerra del 1895-96 (con abbondanti truppe indigene e senza carri,aerei ecc.) sarebbero stati in grado di attuare una certa resistenza puntando sul numero.

    Inizialmente De Bono pensava proprio ad una guerra coloniale. Fu Mussolini a volere una campagna europea: da qui il diverso rapporto metropolitani-indigeni (87.000 ascari contro almeno 500.000 italiani fra RE e MVSN), il numero di carri armati (più di 200), di aerei (450) e soprattutto di automezzi (più o meno 18.000).
    Di fronte a simili numeri l'esercito etiope non poteva che uscire sconfitto da una guerra "tradizionale". La strategia migliore sarebbe stata la guerriglia,che avrebbe impegnato a lungo gli italiani.
    Fortunatamente per noi non lo fece perché la tradizione militare etiopica era per lo scontro aperto. Sicuramente il suo più grave errore.
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Guerra D'Etiopia

    Citazione Originariamente Scritto da Italianista Visualizza Messaggio
    Sicuramente il regime fascista organizzò la campagna in ogni dettaglio (l'avessero fatto anche nella SGM...)
    Concordo pienamente. Nella guerra d'Etiopia c'è stata una preparazione impeccabile. Non così nella SGM. E' vero che non l'avevamo causata noi. Ma in tre anni uno straccio di piano organico poteva anche essere elaborato.

    Citazione Originariamente Scritto da Italianista Visualizza Messaggio
    Gli italiani schierarono più di 300.000 uomini, decine di aerei e molti mezzi corazzati.
    Trecentomila mi sembra riduttivo. La relazione Baistrocchi riporta:
    464.000 soldati
    50.000 CC.NN.
    87.000 ascari

    Si supera abbondantemente il mezzo milione di uomini.

    Senza contare tutti i soldati mobilitati ma non inviati in Etiopia per ingrossare l'esercito metropolitano in caso di problemi europei. Comunque è probabile che l'esercito metropolitano (forte di 270.000 uomini prima della guerra) abbia di molto ridotto le sue dimensioni durante la guerra.


    Citazione Originariamente Scritto da Italianista Visualizza Messaggio
    Tant'è che durante il secondo conflitto mondiale le forze armate erano gravemente deficitarie (anche perchè nel '36 ci fu la guerra civile spagnola).
    Oddio,bisogna intendersi: i Caproni usati in Etiopia erano già superati in Europa, gli L3 lo sarebbero diventati di lì a poco. Lo stesso vale per il SM81,moderno nel '35 ma superato nel '39.
    Non avere questi mezzi forse è stato un bene.
    Diverso il discorso per gli automezzi,quelli avrebbero fatto veramente molto comodo nella guerra e soprattutto in Nord Africa per garantire un minimo di motorizzazione. E' stato uno spreco gravissimo.


    Citazione Originariamente Scritto da Italianista Visualizza Messaggio
    E' vero che alcuni reggimenti erano dotati di artiglieria e fucili di nuova concezione ma si trattava di unità numericamente irrilevanti.
    Praticamente solo la Guardia imperiale era modernamente equipaggiata. Pure le uniformi erano piuttosto europee,con qualche innesto indigeno (criniere di leone sulle controspalline a frangia e il classico odio per le scarpe).
    Ultima modifica di Von Righelli; 13-09-11 alle 14:00
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Guerra D'Etiopia

    Citazione Originariamente Scritto da Biordo Visualizza Messaggio
    E' vero che fu nel complesso ben condotta dall'Italia e soprattutto molto ben pianificata (del resto non si poteva certo improvvisare una guerra così lontana).

    L'esito finale era scontato ma con una minore preparazione potevano sorgere molti più problemi di quelli che ci furono in realtà.
    Verissimo. Una volta lì,sul campo, bastava gestire la nostra superiorità.
    Ma bisognava anche costruire infrastrutture per far passare gli automezzi,allargare i porti coloniali per lo scarico delle merci,costruire aeroporti per l'aviazione ecc. Senza contare i problemi dell'arruolamento di un grosso numero di uomini,il suo invio sul posto,l'indivisionamento delle CC.NN eccetera eccetera.


    Citazione Originariamente Scritto da Italianista Visualizza Messaggio
    Secondo me un punto chiave fu la fascistizzazione dell'esercito,fascistizzazione non in senso stretto, ma nel senso che nessuno riusciva più a dire di no a Mussolini e anzi molti generali si affrettavano a dargli ragione anche nelle iniziative più infelici. In Etiopia il regio esercito in molti casi si rifiutò di intraprendere azioni troppo velleitarie rallentando il passo contro il volere del duce.
    Hai centrato in pieno la questione. In Etiopia Badoglio (e persino De Bono!) non esitarono a rallentare le azioni militari per evitare brutte esperienze (l'incubo del '95-96,cioè che qualcuno si spingesse troppo avanti e si trovasse isolato contro attacchi etiopici.
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Guerra D'Etiopia

    la guerra di etiopia è stata una brillantissima operazione logistica (mezzo milione di soldati, praticamente solo la prima guerra mondiale ne ha schierati di più in un solo scacchiere, per di più a migliaia di chilometri dalla madrepatria) contro un avversario indietro di 100 anni come armamento e di 500 come organizzazione.
    l'unico successo che gli etiopi potevano avere sarebbe stato un agguato ben riuscito con la distruzione di una colonna di truppe italiane o ascari. questo non accadde, anche se nell'offensiva di ras cassa e immirù abbiamo rischiato di perdere un importante passo con conseguente aggiramento di macallè (badoglio aveva preparato un eventuale assedio, con rifornienti tramite aviolanci ecc, niente a che vedere con disastri tipo adua).

    l'etiopia era uno stato feudale, con i ras pronti al tradimento per mantenere le loro province sotto il governo italiano. le armi moderne erano poche, e le uniche truppe degne di nota erano quelle della guardia imperiale, con istruttori svedesi e ufficiali dell'elite imperiale (provenienti dalle regioni dell'etnia dominante) si trattava di poche migliaia di soldati, rispetto alla massa italiana.
    le battaglie furono combattute sempre in superiorità numerica italiana, con uso massiccio di aerei (contro cui gli etiopi erano quasi inermi) e di copertura d'artiglieria mobile(cose inimmaginabili per gli abissini).
    i gas furono utilizzati come normale complemento dell'artiglieria e delle bombe d'aereo. sicuramente il loro effetto fu minore dell'enfasi "morale" che si attribuisce al loro uso.
    i carri armati non furono utilizzati se non in un breve scontro, in cui una nostra puntata offensiva fu respinta con la perdita di tre carri, attaccati a mani nude e scingolati, con l'equipaggio eliminato facendo fuoco dalle feritoie (le mitragliatrici erano state bloccate tenendole con le mani).

    altra eccellenza italiana fu quella relativa al servizio di informazioni militari, sia per la corruzione-convincimento di capi locali ostili al negus e alla sua etnia, sia per il controllo dell'opinione pubblica nazionale e mondiale (ad esempio furono sostiuite foto di ipritizzati etiopi con altre di malati di lebbra, allo scopo di ridicolizzare i medici della croce rossa svedese che le avevano inviate a ginevra).

    probabilmente il successo si sarebbe ottenuto anche con meno della metà degli uomini, utilizzando principalmente gli askari (il meglio possibile in quei terreni, senza bisogno di fare strade e ponti per rifornirle, come invece si doveva fare con le truppe nazionali), e con spese infinitamente minori.
    mussolini volle fare una guella europea in africa, sovadimensionando l'esercito, e questo a scopo propagandistico. partirono decine di migliaia di volontari da tutta italia (tra cui mio nonno)e anche dall'estero.
    il prestigio militare italiano crebbe molto e molti comandanti facero ottime figure. poi si vide come erano questi fulmini di guerra di fronte ad un esercito vero (dalla grecia, all'AOI, al nordafrica)

 

 

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